La frenata

Frenare bene e sfruttare tutta la potenza dell’impianto è determinante, anche alla guida di mezzi pesanti come i SUV

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Ho avuto la fortuna di testare due SUV decisamente fuori dal coro. Si, avete letto bene, parlo di buona sorte. Perché, pur trattandosi di due auto grandi e pesanti come dei “pulmini”, sono parecchio soddisfatto delle prove. È stata sicuramente una esperienza costruttiva, e mi ha fornito lo spunto per scrivere una “pillola” un po’ diversa dal solito. Senza fornirvi troppi dettagli per non rovinarvi la lettura degli articoli, sia l’X3 M Competition che la Novidem Stelvio 575, hanno negli impianti frenanti una delle loro frecce più appuntite.

Si può staccare parecchio tardi, scalando all’ultimo e scaricando quasi del tutto il motore dalla funzione anche di freno motore

Fin dalla prima “pillola” abbiamo affrontato insieme l’argomento staccate, e sappiamo quanto sia importante saper frenare nel modo giusto. Per chi si fosse “sintonizzato” solo ora, ricapitoliamo velocemente: tutto inizia con una pressione sul pedale del freno che non deve essere mai timida o incerta, sin dal principio è importante spingere forte caricando tanti kg. Successivamente, cerchiamo di prolungare la frenata fin dentro la curva. Una misurata pressione residua sul freno in inserimento, ha il vantaggio di incrementare la direzionalità dello sterzo. Ok, fin qui tutto chiaro, ma nulla di nuovo, quindi cosa c’entrano i due SUV? Semplicemente ho costatato ancora una volta, che sfruttando a fondo la loro enorme capacità frenante - in particolare della Novidem 575 -, è possibile e relativamente facile, abbassare giro dopo giro il “crono” ed impostare le curve nella maniera più proficua.

Con un impianto di tale caratura - così come con quelli delle GT di ultima generazione - si può staccare parecchio tardi, scalando all’ultimo e scaricando quasi del tutto il motore dalla funzione anche di freno. Pure i cambi doppia frizione o gli ultimi automatici – leggi ZF 8 – fanno parte di questo “pacchetto”, perché con dei tempi così ristretti, con un manuale ci vorrebbe veramente tanta maestria e velocità. Riavvolgendo per un attimo il nastro, l’impianto della 575 mi fornisce un assist perfetto. Infatti, alle volte, nei miei articoli, denuncio che servirebbero delle pastiglie più track oriented da inserire nella pinza originale per le “scorribande” tra i cordoli: proprio quello che è stato messo in pratica dai tecnici della Novidem!

Ossia, mantenendo i dischi in acciaio forati e le pinze Brembo originali, sono state introdotte delle gustose Pagid RSL, con il risultato che sembra di aver montato un nuovo impianto prelevato dalle competizioni. Zero affaticamento ed un bite sorprendente, senza considerare che queste pastiglie permettono di modulare la frenata in maniera assai precisa e di conservarne la perfetta quantità sin dentro la curva, a tutto vantaggio dell’incisività dell’anteriore e delle conseguenti linee. E per i carboceramici cosa si può fare? Facile, esattamente la stessa cosa: sempre prodotte da Pagid esistono le RSC, studiate appositamente per questo tipo di dischi. Detto ciò, non vi sto certo esortando a sostituire le pastiglie originali delle vostre auto, studiate appositamente e fonte di grande sicurezza. Ma, per coloro che frequentano assiduamente le piste e magari hanno una macchina dedicata, è una via concreta per elevare la qualità della guida ed abbassare i tempi.

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