di Adam Towler - 22 settembre 2019

FERRARI 488 PISTA vs McLAREN 720S TRACK PACK

Abbastanza diverse fin dalla nascita, la più focalizzata Ferrari 488 Pista riuscirà ad avere la meglio sulla McLaren 720S Track Pack che offre la stessa potenza?

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Crediamo sia giunto il momento di confrontare due gioielli, provenienti rispettivamente da Modena e da Woking. Non si tratta certo di una lotta ad armi pari; è un po’ come comparare limoni con arance, tanto per restare in tema con i colori delle due auto. La Pista è una versione speciale della 488, mentre la 720S è una McLaren di serie, anche se il Track Pack costituisce il primo passo nella direzione dell’hardcore della Pista. Consideriamola quindi una piccola anticipazione del modello Longtail che arriverà in futuro, una specie di termometro per capire quanto e quale sarà o non sarà il lavoro da svolgere da parte di McLaren per raggiungere i livelli della Pista. Entrambe le auto hanno più di 700 cavalli, e tutte e due ricorrono alla sovralimentazione per raggiungere questi straordinari numeri.

Qui, come del resto anche in altri casi, la Pista cambia certi preconcetti che si hanno in mente. Il suo sound soffocato al minimo non raggiunge la crudezza di quello della McLaren, ma anche al crescere di giri la melodia è un po’ meno coinvolgente; almeno lo scarico della 720 ha quel non so che di crudo che, unito al ghigno spettrale dei turbo, lo rende un po’ più coinvolgente.

Il motore della Pista stabilisce il nuovo riferimento tra i propulsori turbo. Non avrà lo stesso fascino del motore della Speciale, ma il V8 biturbo della Pista va assolutamente vissuto per rendersi conto di quanta sia la sua spinta, accompagnata dall’invitante sibilo proveniente da dietro le spalle.

Le condizioni meteo sono ideali, con una temperatura abbastanza mite e il manto stradale asciutto, ma nonostante ciò, la Pista è una di quelle macchine che perdono spesso e volentieri aderenza, anche con le ruote perfettamente dritte e in terza marcia.

A questo punto potrebbe sembrare incredibile dire che la 720S sia ancora più veloce, ma di fatto lo è. Il motore M840 non è sofisticato e preciso nelle risposte come quello della Pista, ma quando si spalanca il gas è ancora più esplosivo. Il modo con cui accelera tra i 6.000 e gli 8.000 giri non lascia neanche il tempo di guardare la strumentazione – i tuoi occhi devono infatti sempre essere puntati sulla strada, mentre le sopracciglia si ritirano sulla fronte come avviene nel caso di certi personaggi dei cartoni animati.

Lo sterzo della 488 Pista è così diretto che basta muovere appena il volante e il musetto giallo è già al punto di corda. La frazione di tempo che intercorre tra quando dai un comando e l’auto di fatto lo esegue non esiste proprio nel caso della Pista, e questo vale anche per il cambio, che è praticamente istantaneo. Ma nella guida su strada, quei fugaci momenti transitori, che equivalgono poi a qualche decimo di secondo risparmiato, passano quasi in secondo piano rispetto a tanti altri aspetti. Parliamo della precisione di guida, della compostezza dell’assetto (di tipo convenzionale rispetto alle sospensioni esotiche della McLaren),ma soprattutto della puntualità dell’elettronica, che raggiunge il suo apice grazie al Ferrari Dynamic Enhancer, un contenuto che non si compra certo presso i Ferrari Store, ma che ti consente di far scivolare questo mostro da 720 Cv senza eccessivi patemi d’animo.

La 488 Pista va sempre guidata forte; richiede di essere trattata in un certo modo, e non c’è niente che possa deviarla dal suo scopo prioritario, che è quello di girare in pista il più forte possibile, oppure di portarti il più velocemente possibile dal punto A al punto B.

Ed è proprio a questo punto che entra in scena la 720S. Si tratta di un’auto in passato criticata per non saper fornire il dramma di una supercar, ma nel complesso è comunque un po’ più focalizzata della Pista da quel punto di vista, già dal momento in cui si sollevano le porte e ci si cala nel sedile a guscio (che fa passare in secondo piano quello della Ferrari), con l’incredibile visione garantita dalla posizione di guida in stile Formula 1 (la Pista in confronto appare molto più ordinaria). Insomma, la prima impressione è che la McLaren sappia regalare qualcosa in più rispetto alla Pista.

Il suo sterzo garantisce infatti più feedback, con reazioni più dirette che dalla strada si riflettono sul volante che saranno più o meno apprezzate a seconda dei propri gusti personali.

Il sistema di sospensioni Proactive Chassis Control II consente di affrontare la strada in modo molto organico, permettendo così di concentrarti di più sull’esperienza di guida della 720. Tutto ciò vale finché sfrutti l’80% circa delle sue possibilità, perché poi i ruoli di Ferrari e McLaren si invertono. Spingi davvero forte al volante della 720S e quello sterzo assistito idraulicamente che sembrava così affidabile e comunicativo sembra quasi diventare muto, i movimenti della scocca diventano più difficili da interpretare rispetto a quelli della più convenzionale Ferrari, mentre la zona morta della parte iniziale del pedale del freno della 720S si trasforma in una barriera alla confidenza, così come il differenziale aperto della McLaren non genera certo il sovrasterzo balistico della Pista.

Una volta appreso il comportamento della Pista, nessuno di noi si è trovato a proprio agio guidando la 720S nel tentativo di competere con la sua rivale. Insomma, quando si spinge forte con la 720S si è perfettamente consapevole del rischio di potersi mettere nei guai. Quindi il risultato finale non sorprende più di tanto: l’hardcore Ferrari è più hardcore che mai, mentre la fruibilità di una supercar come la 720S non si discute affatto.

È però interessante notare come, da un punto di partenza simile, queste due vetture siano arrivate a risultati molto diversi e che ci sono aree in cui McLaren dovrà lavorare intensamente per realizzare una versione Longtail in grado di impensierire la Pista. Più veloce? No, di questo non c’è proprio bisogno.

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