a cura della redazione - 02 August 2018

Aston Martin DBS Superleggera, la prova

Scopriamo l'ultima sorpresa di Aston Martin, una perfetta GT ma molto aggressiva e con 725 cavalli
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    Testo di Adam Towler

    La valanga di nuovi modelli Aston continua, un corollario felice se non altro per l’uso di una piattaforma così adattabile. Abbiamo avuto le DB11 con il V12 e il V8, la versione Volante, la nuova Vantage – che deve ancora mostrare il suo pieno potenziale – mentre ora c’è una coupé decisamente aggressiva, la DBS. Pensate a una DB11 V12 che si è rifatta il trucco in modo professionale e ha passato ore in palestra; una grossa Gran Turismo con prestazioni di una genuina supercar.

    Motore, trasmissione e 0 - 100

    Una volta un’evoluzione così radicale della DBS Superleggera rispetto alla DB11 V12 avrebbe necessitato di un sacco di seccature e spese, aumentando la cilindrata e combinando il tutto con nuove valvole, alberi a camme, sistema di iniezione e così via. Grazie all’era del turbo invece una semplice rimappatura dell’Ecu ha portato le specifiche tecniche al livello della DBS odierna, e che specifiche: 725 cavalli con 900 Nm di coppia; di conseguenza anche l’otto marce con convertitore di coppia ha necessitato di modifiche per sopportare queste potenze. La DBS raggiunge numeri impressionanti per essere una grossa coupé a motore anteriore: 0-100 in 3,4 secondi e 0-160 in 6,4 per una velocità massima di 339 km/h. Quindi nessun dubbio, questa è davvero un’auto veloce.

    Aston Martin DBS Superleggera, la prova

    Specifiche tecniche

    Se non c’è molto di nuovo di cui parlare riguardo al motore, ci sono un sacco di novità dalle altre parti. La moderna connessione con il nome ‘Superleggera’ (l’insieme delle tecniche di costruzione della carrozzeria Touring negli anni ’50 e ’60) è che la DBS usa pannelli in fibra di carbonio sopra la sua struttura in alluminio, che riduce a detta della casa il peso di 72 chili rispetto alla DB11 V12. Detto questo, non cercate di interpretare il nome Superleggera in senso letterale: con 1.693 chili a secco la DBS è ben lontana dall’essere un’auto leggera. I pannelli in carbonio oltre a essere indubbiamente aggressivi manipolano l’aria generando 180 chili di deportanza alla velocità massima, mentre sottopelle il telaio è 5 mm più basso della DB11, con le sospensioni SkyHook personalizzate per rispecchiare meglio il carattere sportivo della Superleggera. Il cambio ha un rapporto finale più corto per aiutare l’accelerazione mentre la coppia è trasferita a terra grazie ad un differenziale a scorrimento limitato con torque vectoring. La frenata avviene tramite massicci freni da 410 mm all’anteriore e 360 al posteriore, con cerchi da 21 pollici che calzano Pirelli PZero su misura (da 265/35 all’anteriore e 305/30 al posteriore).

    Aston Martin DBS Superleggera, la prova

    Come si guida?

    C’è la tentazione di prendere la DBS Superleggera e paragonarla con un gigantesco rivale a motore anteriore come la Ferrari 812 Superfast. Serenamente per Aston Martin, la DBS è qualcosa di piuttosto diverso: il suo aspetto drammatico con prese d’aria enormi e proporzioni scenografiche la rendono davvero una vettura GT, che si concentra su una riserva di prestazioni quasi infinita e facilmente accessibili, eppure combinata con un gran comfort. E’ una grossa macchina, e lo si sente dalla seduta bassa che nasconde quasi gli estremi della carrozzeria: metterla sulle strette strade inglesi non si rivelerà sempre una bella esperienza. Il V12 ha una presenza significativa, che si parli del sound all’avvio o mentre spinge a medi giri, e solo ai giri più alti manca quella armonia di toni posseduti dalla vecchia unità aspirata. Infatti, la prima impressione di guida della DBS è di quanto tutto sia facile da gestire, dalla guida dolce allo sterzo rapido, fino all’azione impercettibile del cambio. Ma la potenza del V12 è palese: basta applicare una leggera pressione all’acceleratore per sorpassare il traffico più lento; è esilarante come la Superleggera sorpassi qualunque cosa senza sforzo.

    Aston Martin DBS Superleggera, la prova

    Passando dalla modalità GT a Sport si ha una risposta più affilata dell’acceleratore, e molto più rumore dallo scarico, e anche se guidando normalmente la guida morbida della DBS è positiva, quando aumentate il passo desiderereste più controllo e rigidità. Lo sterzo è molto rapido – bisogna prenderci la mano – e la DBS nasconde bene il suo peso. Spingendo maggiormente il retrotreno risulta troppo morbido (per aiutare la trazione presumibilmente) e sulle superfici sconnesse le sospensioni fanno fatica a copiare i cambiamenti dell’asfalto, con un movimento laterale poco controllato per scaricare a terra tutta la coppia del motore. Ovviamente, con i controlli di trazione disattivati, la DBS perderà facilmente trazione al posteriore, anche se il differenziale non è sempre così omogeneo nelle reazioni; è in queste situazioni che l’Aston sembra davvero una vettura ingombrante.

    Aston Martin DBS Superleggera, la prova

    Il cambio è come la maggior parte dei convertitori di coppia: fantastico nella guida di tutti i giorni ma meno convincente ad alti giri e durante una serie intensa di cambiate. Dall’altro lato non c’è nulla di sbagliato nei freni, che funzionano perfettamente anche a alte velocità. Una volta che avete imparato i limiti della macchina potete tenere un passo impressionante, grazie alla spinta del V12 e alla riserva di grip su ogni tipo di strada. In questo modo cominciate a capire la DBS e la sua praticità: sì, è assettata ma ha un buon bagagliaio e spazio per quattro persone, e gli interni sono ben curati, eleganti e con il giusto senso di lusso visto il prezzo.

    Aston Martin DBS Superleggera, la prova

    Prezzo e rivali

    La bellezza della DBS è che non ha veri rivali. La già citata 812 Superfast è molto più aggressiva e specializzata; la Bentley Continental GT non può reggere le prestazioni della Aston o il suo stile drammatico. Sì, una Mercedes Amg S63 Coupé è davvero capace, ma non farà girare le teste come la DBS. Da qualunque parte si guardi, la Superleggera ha la sua propria nicchia. A 252.000 euro è molto costosa per quello che offre, ma nonostante ciò, c’è molto da celebrare qua.

    Aston Martin DBS Superleggera, la prova

    Credits for the amazing pictures: Dean Smith

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