a cura della redazione - 08 June 2022

Vw ha restaurato il T1 Bulli più tosto di tutti

Otto ruote, cingoli, differenziale autobloccante, predisposizione da capra di montagna e... sempre 34 cavalli!

La regola dell’amatissimo T1 è piuttosto semplice: più finestrini ci sono più il prezzo sarà alto e ancor più desiderabile. Almeno dal punto di vista dell’appeal, non certo delle prestazioni. Partito da umile mulo a motore il ‘Bulli’ si è fatto strada fino a diventare il simbolo della libertà, del surf, dei viaggi on the road, fino ad oggetto di culto dei collezionisti. Come non volergli bene con quell’aspetto buffo e innocente, lo spazio immenso a bordo e la luminosità, la livrea bicolore… tante cose che lo rendono speciale. Ecco, questo è leggermente diverso. Acquistato nell’estate del ’62 dall’austriaco Kurt Kretzner il vivido T1 non prese una piega da ‘figlio dei fiori’ ma più… da boscaiolo invernale!

Per affrontare le montagne austriache e le impegnative condizioni climatiche Kretzner costruì un Bulli mai visto: quattro anni di progettazione portarono ad un T1 con doppio asse sterzante, differenziale autobloccante, freni su ogni singola ruota e otto gomme, quattro delle quali avvolte in cingoli che non temono praticamente nessun terreno. Di recente la divisione veicoli commerciali di Vw ha restaurato questo esemplare unico, che tra l’altro ha passato svariati anni nel museo Porsche austriaco. Kretzner pensava persino di venderlo, spiegando che la “Volpe mezza cingolata” – come è stato chiamato questo simpaticissimo T1 – sarebbe perfetta per rifugi di montagna, guardie forestali e sciatori. Certo, l’1.2 litri flat four del Maggiolino con i suoi 34 cavalli non è certo uno swap Subaru preparato… e permette solo 35 km/h di velocità massima, ma perlomeno saprete di poter arrivare (con calma) ovunque!

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