di Tommaso Ferrari - 21 April 2022

'Gioielli Giapponesi' al London Concours

Al concorso d'eleganza inglese si aggiunge una nuova categoria che celebra il meglio del Sol Levante degli ultimi decenni, dalla 2000 GT alla LFA

Oltre al FOS, il Festival of Speed di Goodwood, c’è un altro evento da non perdere, il London Concours. Giunto alla sesta edizione questo concorso d’eleganza si tiene per tre giorni consecutivi (sempre all’Honourable Artillery Company) e raccoglie alcune delle più incantevoli e celebri opere d’arte dell’industria automotive, sia classiche che moderne. L’ultima categoria aggiunta è una di quelle davvero interessanti: roba giapponese. Che in modo raffinato e elegante è stata ribattezzata “Japanese Jewels”, gioielli giapponesi, il meglio della produzione del Sol Levante degli ultimi sessant’anni, dalla Toyota 2000 GT alla Lexus LFA.

Dal 28 al 30 Giugno potrete ammirare la bellissima e costosissima coupé di fine anni ’60 con motore preparato da Yamaha (appunto la 2000 GT), una GTR R33 400 R (che se ne fregava del gentleman’s agreement dei 280 cavalli per tirarne fuori 400 tondi tondi e limitatore a 9.000 giri), una spettacolare GTR R34 V Spec Nur II (più di 330 cavalli dall’RB26 migliorato e 300 orari di massima) e – come non includerla – la NSX-R, la supercar per tutti i giorni però resa ancora più leggera, affilata e track focused; praticamente arte, arte capace di girare al ‘Ring nello stesso tempo di una 360 Challenge Stradale nonostante 100 cavalli in meno.

Saranno esposte anche le rivali per eccellenza, la Subaru Impreza 22B e la Mitsu Lancer Evo VI Tommi Makinen edition, due integrali di razza che ci fanno sciogliere al solo pensiero. A coronare il tutto lei, la Lexus LFA: circa 76 anni per progettarla, costosissima e bellissima, mossa da un 4.8 litri V10 sviluppato insieme a Yamaha e noto per avere uno dei sound più folli e angelici in circolazione. Ormai i prezzi di queste icone – per colpa di speculatori appassionati al portafoglio più che alla cultura automotive – sono fuori di testa, ma ammirare, sentire e toccare questi gioielli è sempre un evento.

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