07 March 2020

Il brivido della guida ai trackday di Livigno

Chi ha detto che gli pneumatici invernali non si prestano alla guida sportiva? Grazie agli amici di Goodyear, a un tracciato divertentissimo e ai nostri affezionatissimi lettori, abbiamo trasformato per un weekend l’incantevole cornice di Livigno nel nostro paddock.

Dicembre 2019 - evott, Livigno - La gallery

L'ultimo appuntamento con gli evoTT del 2019

Se mi avessero detto che sarebbe stato il trackday più divertente del 2019, non ci avrei creduto. Non che la neve non mi attiri, ma come possiamo paragonare impianti come Misano, Redbullring o Balocco a una pista ben più piccola, e dal tracciato molto semplice? Se devo andare fino a Livigno, preferisco farmi una sciata. Eppure la curiosità era tanta, mista ovviamente a un po’ di sospetto e timore: la neve non è soffice come appare in foto, perdere il controllo della vettura è molto più facile che su asfalto, il tutto in fondo a una valle dove si toccano le temperature più basse d’Italia...ma ormai siamo in pista, tanto vale ballare.

Il brivido della guida

Convinto più che mai di trovarmi in mezzo solo a ex rallysti con Impreza e Lancer con gomme chiodate, comincio dal “piazzale”: un rettangolo sufficientemente grande per prendere dimestichezza con lo stesso fondo della pista, senza l’ansia di rallentare il traffico. Dopo qualche esercizio c’è quel minimo di confidenza, decido di entrare in pista. Qui non contano i cavalli, ma il “manico” di chi è al volante. Non servono velocità folli per divertirsi e, per assurdo, anche la vettura è meno importante: la neve ribalta ogni classifica rispetto all’asfalto, o quasi.

Che tu sia al volante di una Exige, una Urus o una Levorg, con pazienza giro dopo giro prendi confidenza, scopri reazioni della tua auto impensabili su asfalto. Impari a riconoscerle, ad anticiparle e a gestirle. Un corso di guida sicuramente aiuta, ma anche improvvisarsi da autodidatti della neve è un esercizio tanto stancante quanto divertente. Il sorriso aumenta giro dopo giro, così come l’angolo di imbardata nei curvoni più accentuati.

La sensazione è strana: ti sembra di andare fortissimo, ma sei solo in seconda, sembra di guidare al rallentatore, ma con reazioni della vettura quasi accelerate.

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