di Adam Towler - 03 gennaio 2020

Alla guida della Alpine A110S

La A110 è una delle nostre coupé preferite, quindi la più focalizzata e potente versione S, migliorerà o peggiorerà la sua ricetta vincente?

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Nella parte superiore della parete di mattoni ci sono delle grosse lettere sbiadite con scritto “SINTRA”. Chiunque abbia un minimo di interesse per la storia del WRC, sentirà un sottile brivido nella schiena raggiungendo il parco naturale di Sintra-Cascais, a nord ovest di Lisbona. Fu proprio in questo luogo, all’incirca 35 anni fa, che tutto ciò che di bello e allo stesso tempo odioso delle auto da rally del Gruppo B portò all’agonizzante e sanguinoso crescendo di scene che ha alimentato la passione per questo sport.

Si trova proprio qui infatti, di fronte all’hotel in cui ho dormito la scorsa notte, il palco di partenza della prova speciale chiamata Lake Azul. Tale fu infatti l’eccitazione di assistere in prima persona alla potenza balistica di questi missili su quattro ruote, che migliaia di persone accorsero per vivere in prima persona l’esperienza di stare a un passo da questi mostri sacri.

Ma la storia della tappa di Sintra del 1986 ha purtroppo lasciato un brutto segno. Il pilota privato portoghese Joaquim Santos perse infatti il controllo della sua Ford RS200, che finì tra il pubblico, mettendo così fine alla vita di tre bambini e di una donna, ma ferendo anche numerosi altri spettatori. Una serie di immagini delle auto del Gruppo B si alternano nella mia mente, e questo non è del tutto positivo. Devo infatti concentrarmi su altro, e devo anche farlo velocemente; sono in staccata prima di una curva stretta a sinistra e il pedale del freno della Alpine pulsa all’impazzata, mentre gli pneumatici Michelin iniziano lentamente a perdere la presa, e la coda della A110 scivola gradualmente. Il muso potrebbe schiantarsi quindi contro la parete se non riuscissi a rallentare a dovere la macchina.

Non avrei mai pensato di spingere così forte al volante di una A110, perché è una piccola auto simpatica e amichevole, ma che nasconde una coda piuttosto vivace se viene provocata. Questa non è però una versione Première Edition, Pure o Légende della coupé francese. Si tratta infatti della prima evoluzione uscita dallo stabilimento di Dieppe: la A110S. Un modello più potente e focalizzato della A110 era abbastanza scontato per questo marchio, ma non si è trattato di un esercizio facilissimo per gli ingegneri di Les Ulis, nei dintorni di Parigi, dove ha sede appunto Renault Sport. Pensateci un attimo. Nonostante siamo degli accaniti fans della versione standard, che se ricordate è stata la vincitrice morale dell’eCoty 2018 immediatamente dietro alla McLaren 600LT, non siamo del tutto ciechi di fronte alle aree in cui avrebbe potuto essere migliorata.

Detto questo, modificare una ricetta così riuscita e delicata, per esempio esaltando le dinamiche dell’auto irrigidendola sensibilmente, potrebbe costituire però una sorta di tradimento di tutto ciò che ci ha così colpito. È un dubbio che attanaglia da qualche tempo Jean-Pascal Dauce, a capo del reparto sperimentazione di Alpine. In effetti, già dall’inizio del 2018, lui e il suo team stavano sperimentando la A110 standard e quella con il telaio Sport su strada, anche nella parte sud dell’Inghilterra e nel nord di Oxfordshire, per realizzare una guida che, come nel caso dell’antenata, deve essere sì efficace, ma rimanere sempre flessibile e adatta a qualsiasi tipo di strada.

La S non è quindi una A110 estrema, più che altro si tratta di una versione più adatta alla guida veloce su strada e a qualche escursione in circuito. Potrebbe sembrare inutile cercare più potenza su una macchina come la A110, ma Alpine ha tirato fuori comunque qualcosina in più dal 4 cilindri turbo di 1,8 litri. Si tratta principalmente di un lavoro di ricalibrazione, con il duplice obiettivo di rispondere alla più restrittive normative sulle emissioni, aumentando però anche la potenza grazie anche ad un incremento di 0,4 bar della pressione del turbo, che ha fatto crescere di 40 Cv la potenza, fino ad arrivare a quota 292 Cv.

Il picco di coppia è invece rimasto sempre di 320 Nm, più che altro perché il cambio a doppia frizione Getrag a 7 marce è già al limite per garantire gli standard di affidabilità richiesti dalla Casa. Alpine ha optato fin dall’inizio per questa trasmissione per contenere il peso, quindi questo tipo di limitazione era assolutamente inevitabile. Quello che gli ingegneri sono invece riusciti a ottenere è l’ampliamento di 1.400 giri dell’intervallo in cui la coppia raggiunge il suo valore massimo. La combinazione di una maggiore potenza e una curva di coppia più favorevole assicura quindi una flessibilità ancora maggiore salendo di marcia e in scalata.

Ad ogni modo, i miglioramenti del motore e le lievi modifiche esterne non sono niente di fronte a ciò che è stato fatto sul telaio. L’auto ora è più bassa di 4 mm – il che la migliora anche esteticamente – le barre antirollio sono state irrigidite del 100 per cento, le molle del 50 per cento, gli ammortizzatori hanno una diversa taratura, mentre gli pneumatici Michelin Pilot Sport 4 con mescola speciale sono più larghi (215 all’anteriore e 245 al posteriore).

Il gradevole sole invernale del Portogallo e la brezza tiepida proveniente dal mare sono ben diversi dalle piogge torrenziali che si stanno scatenando a casa, inoltre non riesco certo a rimanere indifferente di fronte alla fila di A110 S color Grigio Tuono (satinato) parcheggiate sulla pit lane della pista dell’ Estoril. Il grigio non è il mio colore preferito, soprattutto con i cerchi multirazze neri della S, ma non ci si può certo lamentare, anche se una A110 S bianca, con il tetto in fibra di carbonio (optional che garantisce anche un risparmio di 1,9 kg) e i cerchi forgiati grigi sarebbe ancora più bella secondo me. L’interno è molto familiare.

Il tema arancio è identificativo della S, e si può ritrovare anche negli stemmi smaltati tricolore, presenti nei montanti posteriori, sul volante e nelle pinze dei freni. Ci sono anche numerosi particolari rivestiti in pelle scamosciata, tra cui i pannelli porta e la parte superiore dell’interno del tetto. Sinceramente non condivido le critiche mosse da alcuni sugli interni, definiti piuttosto poveri nell’aspetto. Prima di tutto perché, a parte alcune plastiche rigide sparse qua e là, trovo l’abitacolo molto solido e dal look più ricercato e personale rispetto alla classica produzione tedesca.

In secondo luogo perché la vera qualità di quest’auto sta altrove, e già il fatto che la A110S pesi soli 1.107 kg con il tettuccio in fibra di carbonio e le ruote alleggerite rispetto ai 1.385 kg di una Porsche Cayman S equipaggiata con il cambio PDK costituisce un bel biglietto da visita delle qualità ingegneristiche di quest’auto. Detto questo, un po’ di spazio in più nell’abitacolo non sarebbe affatto male. Dopo aver premuto il grosso tasto Start rosso, il 4 cilindri turbo scoppietta con il suo sound familiare attraverso lo scarico sportivo, che in questo caso è di serie. Non avrebbe senso prolungare l’attesa con questa storia.

Già dopo 10 metri ho il sorriso in volto, grazie a un mix di sollievo ed eccitazione a causa della dolcezza con cui la A110S galleggia ancora sulle superfici sconnesse, supera con nonchalance l’asfalto rovinato e accelera con convinzione ad ogni minimo movimento del piede destro. Si guida ancora meglio del modello base. Ma questa condizione non dura a lungo, perché le strade sono meravigliose e non riesco a resistere più di tanto senza premere il tasto Sport sul volante e settare il cambio in manuale.

La S ispira immediatamente fiducia e sembra quasi invitarmi a guidare in modo diverso. Questo deriva soprattutto dal fatto che lo sterzo della S garantisce un maggior senso di connessione durante le piccole rotazioni del volante. L’aumento di carico rispetto alla A110 normale è minimo, ma il modo con cui tale peso si accumula sul volante influisce sul comportamento dell’avantreno, che appare ancora più preciso. Non ha il feeling meccanico che Porsche è riuscita a dare alle sue GT, ma questo sterzo è davvero molto buono e, dato che il controllo della Alpine è ancora più preciso, l’esperienza di guida diventa ancora più coinvolgente.

Dopo aver guidato a lungo il modello base, ho imparato a non caricare troppo le ruote anteriori con un un’azione molto delicata sul volante. Questo trucco aiuta a rendere la guida molto pulita e rende progressive le reazioni, facendo inoltre sentire il pilota ben connesso con il telaio attraverso le informazioni provenienti dalle ruote. Con una guida più aggressiva le reazioni diventano invece più brusche e il pilota deve essere preparato a intervenire per tempo per contrastarle.

Al volante della S la situazione è invece diversa. Resta sempre un’auto divertente anche senza forzare, ma può essere tranquillamente guidata in modo più aggressivo se lo si desidera. Alla ricerca di location fotografiche per accontentare Aston Parrott, abbiamo lasciato la strada principale per un tracciato all’interno della foresta circondata da alberi e percorsa da un vento proveniente dalle incantevoli vallate.

È un percorso simile a quelli che si possono vedere nei vecchi filmati delle gare del Gruppo B, anche se ora la strada è deserta e non ci sono certo le distese di uomini che stanno ai bordi della strada. Esattamente come il modello standard, la A110 S è una delle auto stradali dinamicamente più regolabili, un po’ come sono le Caterham e le Elise, ma la Alpine è più morbida e meno fisica. Che tu stia frenando energicamente, oppure giocando con il pedale del gas, la combinazione di queste manovre con l’azione sullo sterzo consente all’auto di danzare tra una curva e l’altra e di modificare a piacimento le traiettorie.

Sto cercando di fare del mio meglio per non guidare come se stessi affrontando la prova speciale di un rally, perché la strada è parecchio sconnessa e ondulata, ma la S si infila nella sequenza di curve come se stesse danzando e con una spiccata tendenza a cambiare molto rapidamente direzione. Questa sensazione di agilità e coinvolgimento viene esaltata dal calcio nel fondoschiena che si avverte in uscita di curva. La S non manifesta alcun eccesso di sovrasterzo di potenza, ma corre velocissima lungo la traiettoria, dimostrandosi sempre molto determinata.

Quando si forza il ritmo, è un attimo far intervenire il limitatore a 7.000 giri e ci si rende conto di andare abbastanza forte vedendo quanta strada si percorre in poco tempo. La macchina sembra incitarti ad andare sempre più velocemente, ma la differenza sostanziale con le altre auto moderne è che non è assolutamente necessario farlo per divertirsi. Sta solo a te decidere quanto vuoi guidare velocemente, rassicurato dal fatto che anche quando decidi di rallentare il passo, ti potrai comunque divertire.

Quando temevo di finire contro il muro, la A110S mi ha stupito, perché si è infilata in curva pronta ad affrontare la traiettoria successiva. Ora invece, guardando l’orologio, mi rendo conto che è arrivato il momento del mio turno di guida sul circuito dell’Estoril. Come previsto, la S è più efficace in pista rispetto alla versione base, soprattutto nelle curve veloci e nelle staccate al limite.

Le auto destinate alla pista hanno passato l’intera giornata a girare, quindi i freni sono diventati rumorosi, ma resistono ancora bene alla fatica, e anche dopo aver fatto qualche curva di traverso per farmi immortalare dall’obiettivo di Aston, l’usura delle gomme non ne ha risentito più di tanto. Non avendo il differenziale autobloccante, la S non si intraversa di potenza, ma basta usare un trasferimento di carico in inserimento per fare tutta la curva di traverso a ruote fumanti.

Sono davvero dispiaciuto di dover restituire le chiavi della Alpine a fine giornata, perché vorrei andare avanti ancora a divertirmi. Questo modello non rende insensata la versione base, che ha sempre tanto da dire, ma per me la S è proprio una macchina ancora più completa, la trovo davvero straordinaria. Per Dauce e il suo team è stato un gran bel risultato quindi, del resto l’ultima auto che quest’uomo ha realizzato per Renault Sport è stata la Mégane R26.R. Hai fatto proprio delle gran belle auto, Monsieur Dauce…

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