Toyota GR Supra: il test

Tutt’altra cosa... rispetto alla Bmw Z4, da cui la nuova Supra riprende la meccanica Prima di tutto per lo sterzo meno filtrato, ma anche per un inserimento in traiettoria finalmente degno di una sportiva che si rispetti.

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C'è poco da fare, già nel momento in cui ho preso in mano le chiavi, pardon, il transponder elettronico, della nuova Supra, il mio pensiero è andato immediatamente alla Bmw Z4, un’auto che mi ha profondamente deluso dopo averla guidata per la prima volta quest’estate. Come voi sicuramente saprete, le similitudini tra Bmw e Toyota, che hanno affrontato insieme il tema comune della sportiva a trazione posteriore nelle due declinazioni roadster e coupé, non si limitano certo al telecomando di apertura delle porte e più in generale alla componentistica, ma include l’intera meccanica.

Compreso il 6 cilindri turbo di 3 litri montato sotto il lungo cofano, forse l’unico elemento che ho apprezzato provando per la seconda volta una seconda versione della nuova Z4, nel caso specifico quella che porta in dote (impropriamente dal mio punto di vista) la lettera M seguita dal numero 40.

Almeno un punto in comune con l’amata Supra che mi conquistò per la prima volta nel 1994 riesco comunque in qualche modo a individuarlo, dato che anch’essa montava un bel 6 cilindri in linea (bi)turbo di 3 litri di cui conservo un gran bel ricordo.

UNA VOLTA ACCOMODATO AL POSTO DI GUIDA...

Però poi, una volta accomodato al posto di guida, il mio entusiasmo ha iniziato a vacillare nuovamente: nonostante la diversa forma del volante e il quadro strumenti di più immediata lettura grazie al contagiri centrale, l’ambiente è tipicamente Bmw, e lo confermano i vari pulsanti e comandi presi in prestito dalla produzione della Casa tedesca. Sono diventato completamente matto? Adesso per me Bmw è diventato sinonimo di auto da relegare in fondo alla mia classifica virtuale? Assolutamente no, in generale per quanto mi riguarda resta sempre valido l’esatto contrario, ma nel caso specifico il problema è che quella Bmw non mi è proprio piaciuta e di primo acchito mi verrebbe spontaneo liquidare la Supra come un suo clone griffato Toyota, anche se dal punto di vista estetico le due auto sono completamente diverse.

Cerco comunque di svolgere un semplice esercizio mentale, considerando la Supra un’auto a sé stante, e proprio nel momento in cui comincio questo “giochino”, non posso che sorridere di fronte all’erogazione di questo intramontabile sei cilindri: seppur in modo piuttosto soffuso, canta che è un piacere, privilegiando i toni bassi che sembrano voler esprimere attraverso un suono l’esuberanza di coppia di un motore più propenso a “lavorare” ai regimi medio bassi che non esibirsi in allunghi perentori. Non si tratta certo di una grande novità nell’era dei moderni motori turbo sempre più soffocati in nome della riduzione delle emissioni, ma direi che rispetto all’afono 4 cilindri sovralimentato della Z4 30i, il passo in avanti è gigantesco; siamo proprio su un altro pianeta.

DETTAGLI INTERNI

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PRIME IMPRESSIONI

Il motore è poi associato al classico cambio automatico ZF a 8 marce, una trasmissione puntuale e veloce in salita di marcia, che sa diventare anche gradevolmente graffiante nel settaggio più sportivo, ma anche un po’ in affanno nelle staccate al limite, dove non sempre riesce ad assecondare l’esuberanza dell’impianto frenante dotato di pinze anteriori Brembo a 4 pistoncini. Ma questo aspetto lo analizzeremo con più calma in seguito, ora cerchiamo di scoprire tutte le carte di una sportiva che fino a questo momento non mi è sembrata poi tanto diversa dalla Z4 M40, almeno finché davanti al lungo muso non si è parata la prima curva.

Già, perché proprio da quel volante meno imbottito rispetto al tre razze della roadster Bmw ricevo informazioni più precise e dettagliate sulle condizioni di aderenza delle ruote anteriori, ma più che altro è l’inserimento in traiettoria a farmi cambiare improvvisamente idea. La Supra volta infatti immediatamente, senza quella poco gradevole sensazione di inerzia che domina l’esperienza di guida della Z4, un’auto che personalmente considero più adatta a passeggiare sul lungomare a capote aperta che non da gustarsi su un percorso misto. La Supra ama invece passare da una traiettoria all’altra senza evidenziare quella sensazione di pesantezza e scarsa agilità che invita immediatamente ad allentare il ritmo al volante della Z4, con un appoggio molto più consistente e rassicurante, esaltato tra l’altro dall’eccellente grip assicurato dagli ottimi pneumatici Michelin Pilot Super Sport di primo equipaggiamento.

Un’altra cosa che apprezzo molto di quest’auto è la presenza di un solo tasto Sport, per carità, il suo setup è ampiamente personalizzabile, ma il fatto di non avere una sfilza di comandi per scegliere uno dei vari programmi di guida sottolinea una semplicità che faccio sempre più fatica a ritrovare nelle sportive dei giorni nostri. Secondo me l’essenzialità è l’ingrediente base della ricetta per realizzare una macchina sportiva degna di questo nome, che deve puntare tutto su coinvolgimento e divertimento di guida, non certo affidarsi ad una serie di gadget elettronici sempre più spesso raggruppati all’’interno di un modaiolo monitor in stile tablet. Che chiaramente non manca certo sulla Supra e ne snatura un po’ la sua apprezzata essenzialità, ma non costituisce affatto il pezzo forte di quest’auto, che vanta infatti una serie di contenuti meccanici tali da rendere il piatto molto ricco e gustoso.

Tra questi non posso fare a meno di citare un differenziale autobloccante che lavora con precisione chirurgica sul misto stretto, dove la coupé Toyota coinvolge il pilota grazie alla sua sensibilità ai comandi del gas, che consente di far scivolare la coda in modo molto progressivo per disegnare la traiettoria ideale, oppure all’occorrenza di esibirsi in coreografici sovrasterzi di potenza, anche a ruote fumanti se proprio si vuole esagerare. Certo, quando ci sono 500 Nm di coppia da scaricare a terra bisogna sempre fare attenzione a quanto e come si preme il pedale destro, ma devo dire che l’erogazione progressiva del 6 cilindri si riflette in reazioni della coda sempre abbastanza facili da gestire per chi abbia un minimo di sensibilità con il controsterzo.

Apprezzo anche l’assetto, sempre molto piatto, e resto sorpreso dal fatto che un’auto comunque ancora un po’ troppo pesante per i miei gusti (1.495 kg dichiarati in ordine di marcia), sia in grado di fornire una tale sensazione di agilità e maneggevolezza, l’esatto contrario di ciò che ho provato alla guida della “cugina” marchiata Bmw. Dalla quale la giapponese, in realtà costruita a Graz, in Austria, presso gli stabilimenti di Magna Steyr, eredita un impianto frenante allo stato dell’arte, da dosare con estrema precisione alle basse velocità, ma sempre molto potente e resistente alla fatica, almeno nell’uso stradale.

DETTAGLI ESTERNI

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UNA Z4 "RICARROZZATA"?

Finora mi sono però soffermato più che altro sulle differenze con la Bmw, ma devo dire che anche rispetto alle poche alternative rimaste in un mercato sempre più appannaggio dei vari SUV, Crossover e quant’altro, la nuova Supra ha tutte le carte in regola per ben figurare. Certo, pur essendo parecchio migliorato, lo sterzo non lo considero ancora comunicativo come quello di una Porsche Cayman, il peso resta sempre sopra le righe (per scrupolo l’abbiamo messa sulle bilance di precisione e il responso è stato di 1.521,5 kg effettivi con il pieno di carburante), ma nel complesso la trovo una coupé sportiva da prendere in seria considerazione, anche alla luce del suo favorevole rapporto prezzo/prestazioni/dotazioni.

Questo oggi vale in assoluto, e non solo perché la maggior parte delle volte che arriva in redazione un comunicato stampa, riguarda una vettura elettrica, magari già predisposta per la guida autonoma che tanto preoccupa chi non considera l’automobile come un solo mezzo di trasporto. Ma confesso anche che, se avessi dovuto scrivere questo articolo qualche anno fa, avrei usato toni più accesi nel commentare la scelta del nome Supra per quella che di fatto può essere oggettivamente considerata una Z4 “ricarrozzata”.

Nello scenario odierno considero invece il matrimonio Tra Bmw e Toyota sensato per la sopravvivenza delle auto che tanto ci stanno a cuore: le sportive vere, quelle che il motore elettrico lo usano solo all’avviamento e per azionare i tergicristalli quando piove. Allora sì che inizia il vero divertimento!

SCHEDA TECNICA

Motore 6 cilindri, turbo, 2.998 cc

Potenza 340 Cv @ 5.000-6.500 giri

Coppia 500 Nm @ 1.600-4.500 giri

Peso 1.495 kg

Rapporto peso/potenza 4,4 kg/Cv

0-100 km/h 4,3 sec

Velocità massima 250 km/h (autolimitata)

Prezzo da 67.900 euro

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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