di Adam Towler - 27 settembre 2019

Tesla Model 3 Performance - Un mondo nuovo

Le Tesla elettriche hanno dominato per anni le gare di accelerazione che si vedono su YouTube Riuscirà la nuova Model 3 Performance a soddisfare anche chi ama divertirsi in curva?

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Tesla Model 3 Performance

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Tesla Model 3 Performance. La Model 3 è veloce, ma bisogna abituarsi alle risposte istantanee del motore.

È un suono strano, ruvido, una specie di strappo, abrasivo quasi come la carta vetrata. È il rumore delle gomme Michelin Pilot Sport 4 S torturate dalla coppia, spalmate sulla superficie stradale mentre lasciano qualche frammento su di essa, ma senza che tutto ciò sia associato al sound di un motore a combustione interna che gira in prossimità della zona rossa del contagiri. È davvero strano. Ma in generale tutta questa esperienza è molto strana. Sono a bordo di un’auto marchiata “Performance”, ma gli elementi che definiscono una vettura ad alte prestazioni nel senso classico del termine non ci sono proprio; mancano infatti i punti di riferimento che rassicurano la nostra mente e la preparano a subire gli effetti della forza G. Sulla Tesla Model 3 Performance mancano infatti tutti quegli elementi in grado di farti percepire di avere a che fare con una sportiva della stessa potenza della Ford Mustang GT che ho usato la scorsa notte per andare all’aeroporto.

Più coppia, molta di più si dice, e già disponibile a zero giri, quanto basta per provocare un sovrasterzo immediato disattivando il controllo di trazione. Non ci sono vistosi kit aerodinamici (solo uno spoilerino in fibra di carbonio sul coperchio del bagagliaio), oppure grafiche appariscenti. Nessun sedile sportivo tipo Recaro all’interno (i sedili sono rivestiti con una pelle bianca molto sintetica al tatto e stranamente spugnosa). Nessuna strumentazione racing, oppure una leva del cambio di foggia sportiva, ma non c’è nessuna traccia neppure dei paddles in titanio. Il comunicato stampa non cita poi motori potenziati.

In realtà non figurano neppure i dati di potenza e coppia, mentre gli unici cambiamenti a livello meccanico di cui si parla sono limitati al diverso design dei cerchi, agli pneumatici Michelin 4 S e alle molle ribassate delle sospensioni. Non posso neanche intervistare gli ingegneri, perché Tesla non lo consente. Solo Elon Musk è autorizzato a parlare di Tesla. Infatti si può richiedere solo una chat informale per avere chiarimenti sulle modalità di guida, gli algoritmi, i firmware, e tutti quegli argomenti che potrebbero farvi desistere dall’andare avanti a leggere l’articolo e che di conseguenza non tratterò affatto.

Fa sembrare le altre auto elettriche derivate dai suv molto conservative

Tesla Model 3 Performance. La Model 3 è veloce, ma bisogna abituarsi alle risposte istantanee del motore.

Bisognerebbe avere la fortuna di poter trascorrere un po’ di tempo in compagnia dei giovani e anonimi ingegneri americani che lavorano lì per rendersi conto della loro passione per l’automobile e per la guida pura: la Model 3 Performance è certamente un’auto ad alte prestazioni, ma diversa dalle altre.

Secondo alcuni, la Tesla Model 3 è il veicolo più importante dell’ultimo decennio, e forse anche di più. Nella sempre più rapida avanzata delle auto elettriche, è l’attuale stato dell’arte di Tesla, oppure lo era la settimana scorsa, o anche sei mesi fa. Già, perché Tesla si aggiorna continuamente via internet, come è accaduto quando di recente si è deciso di innalzare la velocità massima da 250 a 260 km/h.

Questa berlina a cinque posti, che sembra più che altro una hatchback, è offerta in tre versioni: Standard Plus (la versione di accesso a trazione posteriore), Long Range e Performance (entrambe equipaggiate con due motori e la trazione integrale). Non si sa esattamente perché quest’ultima abbia una maggiore potenza e un’autonomia leggermente inferiore, ma pare che il merito sia in gran parte del software, ma forse anche i motori sono un po’ diversi.

Il risultato è, secondo alcuni (non certo Tesla), una potenza massima di 450 Cv e una coppia di 639 Nm ma, dato fondamentale per un’auto elettrica, l’autonomia è di 530 km secondo la normativa WLTP. È quindi possibile usare normalmente la Model 3 nonostante la poca capillarità e la disorganizzazione delle infrastrutture per la ricarica nel nostro Paese. La modalità di guida Track è il cuore della 3 Performance. Si seleziona senza troppe difficoltà grazie ad un semplice simbolo da sfiorare sul touch screen. Nel classico linguaggio automobilistico interviene prevalentemente sul settaggio dell’ ESP, ma qui è tutt’altra cosa.

Non solo motore e batterie si regolano per assicurare le migliori prestazioni possibili, ma cambia anche la strategia del sistema di raffreddamento della Model 3, grazie a due diversi circuiti di raffreddamento che smaltiscono il calore, uno dei principali nemici delle auto elettriche.

Gli ingegneri con i quali siamo riusciti a interagire sostengono che la Performance potrebbe sostenere un’intensa sessione di giri in pista senza perdere potenza e che la batteria potrebbe durare fino alla pausa pranzo, mentre una ricarica durante il pasto sarebbe in grado di garantire altri giri nel pomeriggio. Ma è la guida l’aspetto più interessante.

È un ’auto sportiva molto diversa dal solito

La Model 3 non nasce per essere un’auto sportiva, ma nel corso del ritardo che si è accumulato durante il suo sviluppo, Musk ha dichiarato che avrebbe dovuto essere più veloce di una Bmw M3 in pista, ed è proprio in quel momento che un ingegnere ha alzato la mano sostenendo di essere già al lavoro su qualcosa che avrebbe potuto aiutarlo a raggiungere l’obiettivo … La 3 offre infatti un’infinità di controlli elettronici per gestire l’interazione dei motori anteriori e posteriori, oltre a garantire una distribuzione statica del peso del 48:52%.

Nel programma di guida Track, l’ESP viene totalmente disattivato e il software lavora in modo totalmente diverso rispetto ai normali controlli di trazione. In che modo? Bene, facciamo contro di affrontare una curva su un circuito come il Paul Ricard nel sud della Francia in cui ci troviamo adesso: basta lavorare con l’acceleratore per sentire la coda che aiuta a chiudere la traiettoria. Finché non si caricano di lavoro le ruote anteriori, la Performance tende a sovrasterzare, tra l’altro in modo piuttosto deciso.

Tenere questo tipo di assetto richiede una particolare tecnica, perché se si alleggerisce il pedale destro, si attivano una serie di blocchi per correggere la tendenza della coda ad allargare. Quindi è indispensabile correggere leggermente con lo sterzo, mantenendo però l’acceleratore premuto; così l’auto andrà avanti con un sovrasterzo che mette a dura prova gli pneumatici. Quando si supera il limite, un’ulteriore pressione sul pedale destro invia più coppia all’anteriore, riportando in traiettoria l’auto con una correzione che neanche un pilota del calibro di Gigi Galli sarebbe in grado di effettuare.

Se si sbaglia qualcosa, però, l’auto gira su se stessa in un attimo in un surreale silenzio. Anche in questo caso si tratta di un qualcosa mai sperimentato prima. Ma le sorprese alla guida della Model 3 Performance non finiscono qui. Impiega solo 3,4 secondi per scattare da 0 a 100 km/h, – un dato degno di una McLaren F1 – anche se bisogna fare sempre attenzione, perché tali prestazioni facilmente accessibili a tutti richiedono comunque sensibilità. Bisogna sempre tener conto dei passeggeri, che in caso di forti accelerazioni vengono sballottati da una parte all’altra dell’abitacolo, e del traffico, perché spesso la 3 è troppo veloce rispetto alle altre auto.

Peserà anche 1.847 kg, ma la massa posizionata molto in basso e tra i due assi rende la 3 molto agile nei cambi di direzione. Lo sterzo è rapido come quello di una Ferrari, e quando non è regolato nella posizione Comfort si rivela anche molto preciso. Proprio come entrare in una stanza buia altera l’udito e l’olfatto, guidare la 3 cambia rapidamente la visione della vetture concorrenti. Nonostante la potenza dell’impianto frenante Brembo, raramente su strada la si usa, visto che in breve tempo si impara a sfruttare il sistema di recupero dell’energia per rallentare l’auto. Serve molta sensibilità nel piede destro, esattamente come quella che occorre su un’auto con la trasmissione manuale per effettuare una cambiata. Non si può più fare conto sulle note del motore per arricchire l’esperienza sensoriale e percepire le prestazioni della macchina, ma il silenzio aiuta in qualche modo a concentrarsi sulla guida, sommato al fatto che anche la percezione della flessione delle spalle degli pneumatici sotto carico diventa un componente importante del puzzle avvincente della guida.

Tesla Model 3 Performance. lo schermo da 15 pollici sarà un punto di riferimento per gli altri costruttori.

Manca il sound di un V12 Lamborghini, di un 6 cilindri boxer Mezgero del sei in linea della M3 E46? Certamente manca. Chi non lo rimpiangerebbe? Ma sentite la nostalgia del rumore e delle vibrazioni di un 2.0 TDI,oppure i passaggi di marcia inavvertibili di un cambio automatico ZF a 8 marce? No, non credo proprio. Proprio per questo, come auto da uso quotidiano la Model 3 è fantastica: liscia, progressiva e straordinariamente veloce, dalle ottime qualità di guida, molto ben controllata e razionale, con il plus del nuovo sistema di infotainment che rende obsoleti gran parte dei sistemi utilizzati dalla concorrenza. Ma la sorpresa più grande è la comparsa di un nuovo ceppo del brivido della guida e di inedite prospettive per la dinamica del telaio che rendono la Model 3 Performance un’auto importante per quanto riguarda evo.

Con un prezzo di 69.100 euro (più 3.500 euro per il sistema di assistenza alla guida Autopilot) costa all’incirca come una Bmw M3, ma per le prestazioni che assicura non è neanche eccessivamente cara. Il dibattito sulle auto elettriche, sul loro futuro impatto ambientale e sulle questioni relative alle infrastrutture resta sempre aperto e attuale, così come la stabilità finanziaria di Tesla e la sua futura capacità di produrre automobili di qualità. Qualunque sia la realtà, la Model 3 Performance mi ha comunque letteralmente aperto gli occhi su un tipo di guida completamente nuovo che anticipa comunque un futuro roseo.

“Cosa impedisce di riprogrammare i motori per aumentare le prestazioni e regolare diversamente il torque vectoring per modificare il comportamento del telaio?” ho provocatoriamente domandato durante il pasto.

La fragorosa risata degli anonimi ingegneri la dice lunga sul futuro che ci aspetta…

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