di Stefano Marzola - 20 maggio 2016

Sir Stirling Moss si sbagliava

Sono tanti i virgolettati di Stirling Moss che ancora si citano ma con uno di questi sono in completo disaccordo. Magari poteva avere un senso all’epoca ma oggi proprio no

Sir stirling moss si sbagliava

Ci sono due cose che l'uomo non ammetterà mai di non saper fare: guidare e fare l'amore”: ad un pilota che lascia ai posteri una frase del genere andrebbe eretto un monumento. Ha ragione, Sir Moss, noi uomini non ne siamo capaci (qui una piccola auto-contraddizione). Ma se questo aforisma è tanto celebre quanto attuale, ce n’è un altro che probabilmente risente del peso degli anni (e dell’evoluzione tecnologica).

 

I rettilinei sono quei tratti noiosi che uniscono due curve”. Ecco, qui ho da ridire. Istintivamente mi son sempre trovato a concordare ma forse per un motivo che in qualche modo rimanda alla precedente frase di Stirling Moss, citata qui sopra. Cioè: è in curva che si mostra il pilota vero mentre in rettilineo basta affondare sul gas, tanto e presto, e chiunque è capace. In teoria. Insomma, è in curva che si mostrano i muscoli quindi che senso hanno i rettilinei? Non è lì che si può giocare a “chi ce l’ha più duro”. Però, c’è un “però”.

 

Con il passare degli anni, quando si comincia a non aver più bisogno di dimostrare qualcosa a qualcuno, quando si smette di provare ad essere veloci più di altri (smettere è una parola grossa ma facciamocela andare bene, per il momento), si arriva ad ammettere che i rettilinei hanno il loro senso. Forse anche a noi stessi, soltanto in quel momento cominciamo ad ammettere che quel lungo nastro d’asfalto tutto dritto non ci dispiace neanche un po’. Mi spiego meglio.

 

Le auto che guidiamo hanno sempre più cavalli, una quantità a volte enorme di potenza difficile da tenere a bada in curva (sebbene l’elettronica aiuti ma questo è un altro capitolo); quindi, c’è sempre più abbondanza da sfogare sul dritto. E vogliamo negare che 400/500/600 cavalli in rettilineo non siano emozionanti? Che arrivare alla staccata a 30/40 km/h in più non costringa a trattenere il fiato? O che sentire il suono del motore in progressione fino a limitatore non dia una gran quantità di soddisfazione? O, ancora, che l’ingresso in curva con l’auto mezza scomposta dopo una staccata selvaggia a conclusione di un rettilineo non sia qualcosa che ti fa sentire davvero bene quando riesci a portarla a termine senza uscire di pista? Insomma, volete dirmi che se vi danno una di quelle “megacar” di Koenigsegg ed un bel rettilineo sgombro voi non affondate sul gas?!?

 

Quindi, caro Stirling Moss, su questa proprio non riesco a darti ragione. O, almeno, ho smesso di farlo.

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