di Tommaso Ferrari - 24 September 2018

Renault Sport Clio 182 telaio Cup

Una delle RS più abbordabili ci ricorda quanto una trazione anteriore possa essere coinvolgente
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    E’ sempre bello quando le auto vi sorprendono comportandosi in maniera completamente diversa dal previsto. In questo caso avevo immaginato che la Renault Sport Clio 182 con telaio Cup fosse una sorta di trasposizione della Clio Williams, con qualche anno in meno e un po’ di cavalli in più, ma un comportamento dinamico simile. Sbagliato. Sbagliatissimo. Già da passeggero ci si accorge delle grosse differenze di erogazione del motore, di giocosità del telaio e vivacità del posteriore, e in breve ci si rende conto che la 182 è una vettura più matura della Williams, ma non per questo meno divertente da guidare. La Renault Sport Clio 182 è nata nel 2004 come sostituta della 172, e come dice il nome il 2.0 litri aspirato quattro cilindri era stato portato a 182 cavalli e 201 Nm di coppia, aveva ricevuto un catalizzatore sportivo a 200 celle, collettori 4-2-1 e nuovi cerchi a 8 spesse razze da 16 pollici.

    Renault Sport Clio 182 telaio Cup

    L’esterno era sobrio ma l’aspetto acquattato, i doppi terminali di scarico e lo sbaffo curvo che collegava i proiettori anteriori al paraurti facevano intuire che si trattasse di qualcosa di particolare; gli aggressivi cerchi poi potevano essere argento o color antracite per il modello Cup. Come da tradizione Renault Sport infatti anche questa bestiolina poteva essere ordinata in versione Cup che sfoggiava un assetto ribassato di 10 mm, ammortizzatori più rigidi, piccolo splitter anteriore e spoiler posteriore, fari standard, sedili Recaro opzionali e interni più spartani. A causa di ciò molti acquirenti preferivano ordinare una Clio 182 normale con però il pacchetto Cup in aggiunta mantenendo cruise control, fari allo Xenon, sedili Renault Sport in pelle e alcantara uniti alle sue modifiche più importanti (telaio e sospensioni), come l’esemplare che stiamo provando.

    Renault Sport Clio 182 telaio Cup

    Esemplare che peraltro è immacolato: i chilometri sono pochissimi, la vernice brilla ancora come nuova e gli aggressivi cerchi in Antracite non hanno un graffio; le uniche modifiche per nulla invasive sono state collettori di aspirazione e iniettori derivati dalla gruppo N, così come un corpo farfallato che ora ha un acceleratore a cavo veramente diretto come scoprirò a breve. I sedili in alcantara sono comodissimi e ben imbottiti ma abbastanza sagomati da trattenervi in curva, e appena risveglio il motore e inizio a muovermi scopro due caratteristiche molto importanti di questa 182: la fisicità dei comandi e il doppio volto della Clio. La pesantezza della frizione e dell’acceleratore – così come la corposa leva del cambio – sono gli unici aspetti che ricordano moltissimo la Williams mentre il carattere alla ‘Dr. Jekill & Mr. Hyde’ è attribuibile al sound, all’erogazione del motore e al comportamento delle sospensioni. Quando volete procedere a velocità di crociera e viaggiate sotto i 3.000 giri difatti la nota dello scarico (originale) quasi non si percepisce e potete semplicemente sfruttare la coppia del motore, mentre le sospensioni assorbono sorprendentemente bene le sconnessioni dell’asfalto e anche le buche più problematiche.

    Renault Sport Clio 182 telaio Cup

    Nel momento stesso in cui decidete di fare sul serio tutto però cambia: il sound sommesso dei terminali gemelli appena passati i 3.500/4.000 giri diventa un ringhio metallico intossicante che vi coglie impreparati – quasi fosse la sua controparte da rally – e le sospensioni che prima sembravano morbide non cedono spazio al rollio e tengono la Clio salda e piantata in curva come se avesse una carreggiata molto più larga. Uno dei fattori ancora più divertenti come dicevamo è l’erogazione del 2.0 litri: inizia a diventare piuttosto affilata dai 2.500 giri in su e intorno ai 4.000 avete già tutta la potenza che vi serve per tirarvi fuori dalle curve, ma è passati i 5.000 giri che la spinta ha un cambio di passo così percepibile da ricordare un Vtec, fino al limitatore posto poco dopo i 7.000. Anche senza tirare le marce oltre quella soglia la coppia del motore vi permette di godervi l’assetto facendo scorrere la 182 tra un tornante e l’altro grazie anche allo sterzo apparentemente grosso ma in realtà ergonomico (anche se c’è poco spazio per i pollici), preciso e comunicativo.

    Renault Sport Clio 182 telaio Cup

    Le differenze del telaio erano quelle che per l’appunto mi avevano sorpreso maggiormente rispetto alla sua antenata sportiva: in confronto alla Williams il posteriore è più piantato e molto meno giocoso, uscite dalle curve sfruttando la trazione e lavorando sulle traiettorie anziché sull’acceleratore per scivolare su tre ruote dopo il punto di corda. Anche con la 182 Cup riuscite a sollevare la ruota interna ma in modo molto più timido e in una staccata aggressiva o al limite della tenuta le Bridgestone montate su questo esemplare sfregano così tanto contro il passaruota che è meglio non andare oltre. Nonostante ciò – soprattutto in ingresso curva dopo qualche scollinamento o dislivello del percorso – il posteriore della Clio è ancora capace di sorprendervi allargando ad angoli da trazione posteriore, ma il feeling allo sterzo è come al solito così naturale da poter controllare il sovrasterzo senza difficoltà esagerate.

    Renault Sport Clio 182 telaio Cup

    I freni sono progressivi e piuttosto potenti, anche se la pedaliera potrebbe essere spaziata meglio non tanto per il punta tacco ma per il passaggio dall’acceleratore al freno, dove il pedale di quest’ultimo rimane un po’ troppo alto e ravvicinato. Tirando le somme anche la 182 è una hatchback estremamente divertente, capace di un’andatura che nel misto non ha assolutamente complessi d’inferiorità rispetto alle compatte sportive moderne. Il paragone con la Williams è inevitabile e come premesso la Clio 182 Cup risulta una vettura più matura e seria; non arriva (ma non per molto) a quel livello di coinvolgimento ma è ugualmente capace di lasciarvi entusiasti, in particolare grazie al carattere del motore e alla velocità con cui vi permette di percorrere le curve. Considerando che i prezzi sono ancora abbordabili potete avere una delle piccole trazioni anteriori col miglior rapporto costo/divertimento presenti sul mercato, senza dover rimpiangere di non potervi permettere una strana e vecchia Clio blu coi cerchi dorati.

    Renault Sport Clio 182 telaio Cup
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