di Tommaso Ferrari - 01 marzo 2019

Accogliamo la nuova Ferrari F8 Tributo

Sostituisce la 488 GTB e promette di essere migliore in tutto
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Niente più cilindrate unitarie o numeri che rimandano alla cilindrata e al frazionamento del motore o al numero delle valvole per cilindro, la sostituta della 488 GTB spazza via la tradizione per chiamarsi Ferrari F8 Tributo. La nuova berlinetta Ferrari si è evoluta riprendendo numerose soluzioni dalla 488 Pista e allineandosi con una certa e temutissima concorrente di Woking, la McLaren 720S. La F8 non è un’auto completamente nuova visto che condivide in buona parte telaio e motore con la precedente generazione, ma le soluzioni inedite sono numerose, per non parlare dell’aspetto che è stato completamente stravolto. Disegnata dal Centro Stile Ferrari la F8 dona lo stesso effetto visivo che dava la 812 Superfast rispetto alla F12: una carrozzeria molto più sinuosa e liscia ma al tempo stesso muscolosa e aggressiva.

Anche qui sono state riprese alcune soluzioni dalla Pista come l’S-Duct frontale che aumenta la deportanza del 15% rispetto alla 488 GTB, le prese d’aria dinamiche ai lati dello spoiler e un diffusore posteriore molto simile, ma i fianchi sono ancora più scolpiti, la bellissima copertura posteriore in Lexan rimanda alla leggendaria F40 e i cerchi riprendono il linguaggio stilistico della 812. Tornando alla 720S, cosa schiera la F8 Tributo? Il V8 ad albero piatto da 3.9 litri (eletto ‘Best Engine of the Year’ per tre anni consecutivi) raggiunge gli stessi valori della Pista vantando 720 cavalli e 770 Nm di coppia, senza praticamente turbolag e con una coppia distribuita in modo da ricordare l’erogazione di un aspirato; inoltre il peso è sceso di 40 chili attestandosi sui 1.330 kg a secco (selezionando però i giusti optional Ferrari).

Le prestazioni si traducono in uno 0-100 in 2,9 secondi e in uno 0-200 in 7,8 (gli stessi della 720S) con una velocità massima di 340 km/h. Gli interni sono stati a loro volta migliorati modificando plancia, tunnel centrale, pannelli portiera, tasti sul volante e con una nuova versione dell’HMI (Human Machine Interface) e per la prima volta la posizione Race del manettino mantiene l’attivazione del ‘Ferrari Dynamic Enhancer’, quella sorta di controllo di trazione amico delle derapate che vi aiuta ad eseguirle nel modo più pulito possibile. Ferrari sostiene che mantenendo attivo anche in Race questo aiuto elettronico molte più persone non esperte potranno avvicinarsi al limite dell’auto; decidete voi se sia una cosa buona o meno. Vedremo la F8 Tributo a Ginevra, ma gli ingredienti giusti ci sono tutti: affascinante, moderna, veloce, potente, leggera e dinamicamente migliorata; basterà per superare la concorrenza?

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