di Tommaso Ferrari - 14 dicembre 2018

Porsche Boxster S 986 '00

La vivace scoperta di Stoccarda dimostra di essere ben più che una seconda scelta rispetto alla 911
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Conosciamo tutti la triste favola della Porsche Boxster mk1: nata nel 1996 era stata un’importante novità per il cavallino di Stoccarda ma crebbe all’ombra della sorella maggiore. Ed era un’ombra pesante. La 911 era più veloce, più potente, più lussuosa, più appariscente e meno economica, così la povera Boxster rimaneva sempre in disparte e considerata un ripiego, come una ragazza invitata ad uscire a cena solo perché la sorella più bella è inarrivabile e non vi degna nemmeno di uno sguardo. Ci vollero anni e l’arrivo dell’eccezionale Boxster Spyder 987 perché la gente iniziasse a considerare individualmente la Boxster senza paragonarla alla 911, ma sottovalutare la 986 sarebbe un grande errore: lasciate da parte lo scetticismo perché la Boxster S merita molte più attenzioni di quante gliene siano mai state date, come scoprirò a breve.
Frutto della matita di Grant Larson, la Boxster si ispirava principalmente alla 550 spyder e alla 356 Speedster con una linea pulita, equilibrata e piuttosto classica, anche se a causa delle normative di sicurezza e antinquinamento si era un po’ persa la delicatezza e la compattezza del concept presentato nel ’93. Nonostante ciò il design venne apprezzato ma la parte più innovativa riguardava la meccanica: anziché a sbalzo come nella 911 il flat six aspirato Porsche era stato montato in posizione centrale e – invece che ad aria come la 993 – era raffreddato a liquido. La versione entry level disponeva di un 2.5 litri con 204 cavalli, trazione posteriore, cambio manuale a 5 marce, cerchi in alluminio, freni autoventilanti e una capote in tela apribile in soli dodici secondi; ottime caratteristiche ma i più criticarono la Boxster per le prestazioni non adeguate al brand e per un aspetto… non esattamente virile.
Ed è qui che arriviamo alla nostra Boxster S: le vendite erano molto buone ma si sentiva la necessità di una versione più accattivante, coinvolgente e prestazionale, per puristi della guida insomma. Il motore boxer crebbe di cilindrata fino a 3.2 litri, i cerchi divennero da 17 pollici, il cambio manuale passò a sei marce mentre l’uscita singola dello scarico centrale si sdoppiò e la potenza raggiunse la notevole cifra di 252 cavalli con 305 Nm di coppia. Ora sì che si ragionava. Personalmente ho sempre apprezzato la linea senza tempo della Boxster S, tutto tranne che aggressiva ma molto aggraziata, e anche gli interni sono ancora degni di nota; d’accordo l’infotainment non è proprio all’avanguardia e arriva dall’epoca dove più tasti c’erano più facevi scena ma l’abitacolo è accogliente e i sedili in pelle e alcantara sono bellissimi da vedere e meravigliosamente comodi.
Il punto che vi attira di più però si trova alla vostra sinistra come in tutte le Porsche: la chiave d’accensione; giratela e il melodioso flat six si desterà dal suo torpore con un educato colpo di tosse prima di stabilizzarsi al minimo… ma non rimarrà lì per molto. A dir la verità i primi chilometri con la Boxster li passo relativamente cauto visto che la strada scelta per la prova è rimasta buona parte della mattina in ombra e il termometro della Porsche segna – 2 gradi come temperatura esterna, quindi l’asfalto è ancora umido e scivoloso e nei tornanti più stretti percepite immediatamente l’assenza di un differenziale autobloccante.
Appena però spunta il sole e la superficie della strada si asciuga parzialmente scopro che questo non vi impedisce di uscire dalle curve con angoli poco ortodossi, correggendo facilmente il sovrasterzo con quello sterzo diretto e leggero e un acceleratore dalla corsa lunga che vi permette di dosare idealmente la coppia del motore; il fatto poi che sia incernierato al pavimento è una manna per il punta tacco. Inizialmente il cambio e i comandi erano un po’ contrastati vista la temperatura bassa e il fatto che la S non vedeva la luce da parecchio, ma fate scaldare per bene gli ingranaggi e il sei rapporti manuale diventerà secco, preciso e con una leva che è un piacere da utilizzare nella guida impegnata.
Il motore come potete aspettarvi gioca un ruolo importante nella categoria emozioni: il 3.2 litri ha un’ottima coppia anche sotto i 2.000 giri (anche perché deve spostare poco più di tredici quintali) e procede con una regolarità egregia, ma è dopo i 4.000 giri che il suo sound si trasforma nel classico, affascinante e melodico ringhio di un flat six Porsche; non sarà sguaiato e vi penetrerà nelle viscere come quello di una GT3, ma avrebbe ugualmente due o tre cosine da insegnare a una – per dirne una a caso – Boxster 718. Via via che ci si fa prendere la mano si scopre un altro aspetto che rappresenta il cuore dell’esperienza di guida della S, ovvero il telaio e l’equilibrio generale: squisiti. A dispetto del motore centrale il retrotreno non è per nulla scorbutico ed è un piacere entrare in curva avvertendo il grip dell’anteriore e lasciando che il posteriore scivoli con naturalezza verso l’esterno per chiudere la traiettoria senza necessariamente un sovrasterzo di potenza.
L’assetto non è morbidissimo sulle buche e il rollio a volte si fa sentire, ma non è spiacevole e anzi vi permette di giocare in modo più progressivo col bilanciamento dell’auto e la sua distribuzione dei pesi perfetta. Un paio di difetti sono la corsa della frizione un po’ lunga e i freni che nonostante l’ottimo impianto (un upgrade sulla S) risentono un po’ degli anni. A parte questo, la Boxster S mi ha stupito molto: non è estrema – per questo ci sono le sue sorelle più grandi – ma unisce un motore gustosissimo a una delicatezza e un equilibrio rari senza dimenticare che la si può sfruttare quotidianamente e che la qualità costruttiva è Porsche; un coinvolgimento da veri gentlemen driver insomma. Quindi tornando all’inizio, se io fossi un’auto – che so, diciamo una Cayman R per restare in tema – accetterei molto volentieri un invito a cena da questa intrigante Boxster S.
Un grazie a Giampaolo della Pasolini Auto s.a.s. per questa immacolata Boxster S

di Tommaso Ferrari
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