28 settembre 2019

Mate Rimac - Check mate

Come fondatore della Casa automobilistica croata che porta il suo cognome, Mate Rimac sta seguendo numerosi progetti di elettrificazione di supercar. Ma sta anche dando un contributo alla fine della guida come la conosciamo e la intendiamo noi. Ci spiegherà il perché in questa intervista.

1/5

1 di 3

Se Elon Musk rappresenta il futuro dell’industria automobilistica, Mate Rimac è il cantautore. Il carismatico fondatore di Tesla finisce sulle copertine dei giornali uscendo barcollante dai locali alle 4 del mattino, oppure mentre litiga con i giornalisti vendendo eleganti berline elettriche e promettendo di portare su Marte le future generazioni.

In realtà è Mate a scrivere quei timoni, dato che proprio lui collabora attivamente con le Case automobilistiche e con le start-up tecnologiche per definire come ci sposteremo da un luogo all’altro nel prossimo quarto di secolo e oltre. Non che Mate sia scarso quanto a carisma.

Diverse volte nel corso di questa intervista si è scusato per essersi dovuto fermare a interagire con le persone incontrate sulla strada, e mentre parla lo fa ad una velocità che fa sembrare quasi lenta la sua supercar C Two da 1.914 Cv.

Rimac (l’azienda di supercar fondata da Mate) ha una clientela di alto livello – Aston Martin, Porsche, Pininfarina e Koenigsegg sono quelle che tutti conoscono – e Mate ha una conoscenza in questo settore che neppure gli amministratori delle più importanti Case automobilistiche possono vantare.

L’azienda croata è molto radicata anche sul fronte della guida autonoma. La C Two, che è stata lanciata al Salone di Ginevra dello scorso anno, ha fatto un’altra apparizione quest’anno, anche se le prime consegne sono previste per il 2020. Faceva bella mostra la struttura in fibra di carbonio dell’auto, un progetto realizzato partendo completamente da zero sostiene Mate, non un’evoluzione della C One. “La monoscocca, così come le sospensioni e le relative geometrie sono partite da zero” spiega Mate.

“Il powertrain anteriore e quello posteriore sono completamente diversi per ottimizzare le prestazioni. Quindi anche i motori sono totalmente cambiati, così come gli inverter e la trasmissione”.

Anche le unità di controllo (che sono ben 29), le pompe, le ventole e le batterie sono state sviluppate specificamente per quest’auto, mentre la Casa è impegnata nella realizzazione di 30 prototipi necessari per l’omologazione – inclusi i crash-test. L’ultima volta che ci siamo incontrati, Mate parlava di una sportiva elettrica in stile Elise oppure Alpine A110, meno improntata sulle folli velocità di una macchina come la C Two e più focalizzata sulla purezza e sul coinvolgimento di guida. Ci sono state delle evoluzioni?

“E’ sicuramente un progetto che mi piacerebbe assolutamente sviluppare, ma richiederebbe un sacco di lavoro” sostiene Mate. “Mi interesserebbe molto realizzare una macchina più semplice e leggera, senza tutto quell’arsenale di tecnologia che abbiamo qui. Ma non è ciò che oggi desiderano i clienti”.

Comunque sia, loro chiedono tecnologia. La C Two non punta certo al pubblico dell’auto a guida autonoma anticipata dalla Waymo di Google, risponde ai requisiti che ci si aspetta da una Rimac, con la sua tecnologia ad altissime prestazioni derivata dalle hypercar; il sistema Driver Coach rappresenta la vetrina tecnologica della guida autonoma:

“Il Driver Coach che stiamo sviluppando è molto interessante” sostiene Mate.

“Ti porta in pista, e per due giri guida in modo perfetto senza bisogno di input da parte del pilota. E’ come avere un pilota professionista al tuo fianco, perennemente all’interno dell’auto”.

La guida autonoma rappresenterà il miglior cambiamento per l’umanità nei prossimi 10 anni

Sembra che ci sia il desiderio di annunciare ogni settimana una hypercar elettrica in grado di far sembrare lente supercar come la Pista e la 720S, auto che in realtà sono già esagerate per andare su strada.

Dove pensi possa arrivare questa assurda gara che anche Rimac sta disputando? Dopo una breve pausa.

Si sta andando nella stessa direzione dei cavalli da corsa… ".

Poi fa un’altra pausa.

“Da una parte ci sono oggetti da collezione. Dall’altra si trovano invece servizi di mobilità. Questo cambierà il nostro modo di ragionare. L’elettrificazione sposta tutto nella zona del comfort. I costruttori continueranno a produrre auto da vendere alle persone. E le persone non dovranno più fermarsi al distributore. Questo porta tutti verso una zona di comfort, che oggi non rappresenta nulla, non è ancora un cambiamento reale.Il vero servizio sarà quando la mobilità verrà percepita come un servizio".

Quindi non c’è futuro per il guidatore umano? Un’altra preoccupante pausa. "No”, sostiene con fermezza.

”Altro che cavalli da corsa quindi… Io sono un amante delle auto con il motore a combustione interna. Ho cominciato a preparare una Bmw M3 più vecchia di me di 4 anni. Mi piaceva fare drifing e cose del genere. Se avessi i soldi, comprerei tutte le hypercar che esistono, sai? Ma se guardiamo i numeri – le vite umane, la produttività delle persone, i costi delle cure per i feriti, la salute, i morti, il traffico congestionato, l’impatto ambientale e i limiti delle infrastrutture - solo quando si tiene conto di tutto questo, ci si rende conto che la guida autonoma costituisce la più grande conquista dell’umanità dei prossimi decenni".

Mate anticipa già la risposta alla mia prossima domanda.

"Ci saranno persone che piagnucolano dicendo: ”voglio continuare a comprare auto o cose del genere. Ma si tratta di una considerazione sciocca rispetto ad aspetti così importanti. Sai bene che un altro CEO al posto mio ti avrebbe potuto dire un sacco di stupidaggini sul futuro delle supercar e delle auto sportive. Io invece sono molto semplice e dico realmente ciò che penso. Forse non si tratta dell’interesse della mia fabbrica e delle auto che produciamo, ma preferisco essere molto chiaro anche a costo di non apparire politicamente corretto. Penso proprio che la guida scomparirà. Totalmente”.

“Mi spiace”, conclude con un sorriso sincero. "Questa non è un’intervista molto evo...”.

Quindi, quali sono i più grandi nomi che si rivolgono a Rimac per realizzare i propri sogni elettrici?

1. PININFARINA

Pininfarina Battista

L’Hypercar elettrica di Pininfarina è il primo frutto di un contratto da 80 milioni di euro annunciato nel 2018. Rimac ha messo a disposizione la sua esperienza per batterie e gruppo motore della Battista, ma si è occupato anche di gran parte dell’hardware e del software.

Mate Rimac non dice quanto della sua C Two si possa trovare nella Battista, ma conferma che è abbastanza. Con tutte le hypercar che stanno uscendo recentemente, la Battista probabilmente non sarà l’unica ad usufruire della tecnologia di Rimac.

2. ASTON MARTIN

Aston Martin Valkyrie

La Valkyrie è destinata a essere l‘auto stradale più estrema mai realizzata quando sarà finita nel 2020, grazie alla capacità di competere con i tempi sul giro di una LMP1.

Oltre a coinvolgere Red Bull Advanced Technologies nel progetto e Cosworth per lo sviluppo del suo incredibile motore V12, Aston Martin ha chiesto a Rimac di realizzare il sistema ibrido ultraleggero e ad altissime prestazioni della Valkyrie.

La propulsione elettrica sarà infatti fondamentale per la guidabilità, ma potrebbe servire anche per aumentare la potenza se gli 11.000 giri del V12 di 6,5 litri non fossero ancora sufficienti.

3. KOENIGSEGG

Koenigsegg Regera

Rimac non si accontenta di proporre l’auto stradale più estrema al mondo, ma è coinvolto anche nell’auto stradale più potente di sempre – la Koenigsegg Regera da 1.500 Cv. Rappresenta l’incontro di due menti geniali: Christian von Koenigsegg ha infatti sviluppato la trasmissione senza rapporti direct-drive gearless, mentre la compatta batteria da 9,27kWh di Rimac alimenta i 500kW (680 Cv) di supporto al V8 biturbo di 5 litri. Aspettatevi altre collaborazioni tra i due in futuro.

4. PORSCHE

Porsche Taycan

Se avete ancora dei dubbi sull’importanza di Rimac nel futuro del mondo dell’automotive, tenete conto di questo: l’anno scorso, Porsche AG a acquisito il 10 per cento di Rimac Automobili. A quel tempo, Porsche dichiarò particolare interesse per l’esperienza di Rimac nell’elettrificazione, nella connettività e nell’assistenza di guida avanzata.

Il suo coinvolgimento nella futura Taycan e nell’elettrificazione di Boxster, Cayman e 911 è un dato di fatto, ma non saremmo affatto sorpresi se le Porsche del futuro adottassero il Rimac’s Driver Coach system, che consente all’auto di girare autonomamente in pista come se a fianco ci fosse un istruttore in carne ed ossa.

5. FORNITORE DI MOBILITA’

Mobilità urbana elettrica

Rimac non fa nomi, ma non nasconde di essere coinvolto con società che si occupano di guida autonoma e servizi di connettività. La C Two non è infatti solo una vetrina per le auto ad alte prestazioni, ma anche per le aziende tecnologiche, dato che Rimac ha sviluppato l’assistenza alla guida per i piloti, oltre al monitoraggio dall’esterno del guidatore e il Driver Coach system.

Rimac è stato già coinvolto nella realizzazione dei software delle auto di serie, ma anche nelle App per gestire la ricarica e il riscaldamento delle auto elettriche a distanza. Sicuramente troverete la tecnologia di Rimac in una delle vostre auto del futuro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Trackday evo 2019! Trackdays 2019

Trackday evo 2019!

Prossimo appuntamento 14 e 15 dicembre a Livigno! Tutte le info per iscriversi

Le ultime news

Ferrari Roma, nuovo modello dedicato alla dolce vita

Ferrari Roma, nuovo modello dedicato alla dolce vita

14 novembre 2019

Nuova Corvette C8: al banco dinamometrico sprigiona 656CV e 820Nm

Nuova Corvette C8: al banco dinamometrico sprigiona 656CV e 820Nm

14 novembre 2019

McLaren Elva: la nuova roadster della gamma Ultimate Series

McLaren Elva: la nuova roadster della gamma Ultimate Series

13 novembre 2019

Toyota GR Supra: 5 concept al SEMA 2019

Toyota GR Supra: 5 concept al SEMA 2019

12 novembre 2019

Chevrolet Corvette del '67 Vs Supercar moderne. 1-0

Chevrolet Corvette del '67 Vs Supercar moderne. 1-0

11 novembre 2019

5 Pagani Zonda ed una Huayra al Grand Central Terminal di New York

5 Pagani Zonda ed una Huayra al Grand Central Terminal di New York

11 novembre 2019

Da David Brown Automotive una serie speciale Mini Oselli Edition

Da  David Brown Automotive una serie speciale Mini Oselli Edition

10 novembre 2019

In Arabia Saudita l'asta delle hypercar da sogno

In Arabia Saudita l'asta delle hypercar da sogno

09 novembre 2019

Gordon Ramsay porta a Brands Hatch il suo garage

Gordon Ramsay porta a Brands Hatch il suo garage

09 novembre 2019

Ecco la Ferrari di Valentino Rossi per la 12 Ore di Abu Dhabi

Ecco la Ferrari di Valentino Rossi per la 12 Ore di Abu Dhabi

08 novembre 2019