di Tommaso Ferrari - 29 September 2018

Lotus Elise S1 '99

Celebriamo il 70° Lotus al volante dell'incarnazione della purezza alla guida
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    Qualche settimana fa Elisa Artioli – la ragione vivente per cui la Lotus Elise si chiama così – si è riunita alla prima vettura che reca il suo nome uscita dalla fabbrica di Hethel. Inoltre quest’anno Lotus compie 70 anni ed esattamente oggi in Inghilterra si sta celebrando questa ricorrenza. Quale scusa migliore quindi per mettersi al volante di una delle vetture più coinvolgenti di sempre nonché per omaggiare una delle case preferite di Evo? La Lotus Cars Limited venne ufficialmente fondata nel 1952, ma è il 1948 la data presa come riferimento: è in quell’anno infatti che Colin Chapman comprò una Austin Seven, la modificò nel garage dei genitori della ragazza dell’epoca e creò la Lotus Mark I; non era bella (ma rimedierà in fretta) ma la primavera stessa vinse due premi di classe alla sua prima gara. Era nato un mito.

    Lotus Elise S1 '99

    Le idee rivoluzionarie e geniali di Chapman, insieme alla sua sana fissazione per la leggerezza diedero vita – anche dopo la sua scomparsa – ad alcune delle auto più entusiasmanti che il mondo avesse visto, dalla Elan Sprint alla Esprit e Exige, fino alla Lotus 7. Una delle più note però fu la Lotus Elise S1, una vera e propria pietra miliare nella storia di Hethel che fece innamorare centinaia di persone grazie al suo peso irrisorio, al design intrigante e soprattutto grazie al suo telaio e alle prestazioni incredibili ottenute dal vivace serie K. L’esemplare in questione non è – come si capisce dai cerchi che non sono a cinque razze – uno dei primi del 1996, ma uno più recente del 1999. Nessuno comunque darebbe alla Elise i suoi ventidue anni: la piccola carrozzeria tormentata da sfoghi, prese d’aria e appendici aerodinamiche la fa somigliare ad una supercar in miniatura, ed è talmente carina che vorreste metterla sulla mensola di casa; uniteci il fascino del tetto apribile e ci vorrà poco per conquistarvi. Un po’ meno carino è il calarvi nell’abitacolo. Visto che l’interno è così stretto se siete più di un metro e ottanta vi sembrerà di tentare di infilarvi di spalle dentro il cestello della lavatrice, e se siete più di un metro e novanta beh… probabilmente non ci entrerete proprio.

    Lotus Elise S1 '99

    Il problema peggiore però è uscire: siete seduti così in basso che il battitacco è sopra i vostri fianchi, e a meno che non siate un ginnasta olimpico perderete qualunque dignità cercando di arrampicarvi fuori dall’abitacolo. Una volta dentro però non si sta poi così male. Scordatevi qualunque tipo di bagaglio – non esistono tasche per le portiere o cassetti portaoggetti e nemmeno le maniglie, ma solo una retina dietro i sedili – ma la posizione di guida è semplicemente perfetta: siete sdraiati a quasi dieci centimetri dall’asfalto, con in mano quello che sembra un volante giocattolo e una bellissima e sottile pedaliera in alluminio dalla spaziatura impeccabile. I sedili hanno lo spessore di un vinile ma sono ben imbottiti, belli da vedere e sorprendentemente comodi e contenitivi. Poi finalmente girate la chiave nel quadro e l’1.8 litri Rover Serie K montato in posizione centrale si risveglia con una bella tonalità insistente esattamente dietro le vostre orecchie. Questo quattro cilindri avrà solo 120 cavalli, ma combinateli a 731 chili di peso e a una trazione ottima ed otterrete uno 0-100 in 5,9 secondi. Roba da Honda Civic Type R Fk8.

    Lotus Elise S1 '99

    Appena vi mettete in movimento capite già che la Elise è speciale ma non molto felice di essere guidata piano; non che si viaggi male – il motore non è scorbutico, la frizione è leggera e le sospensioni non troppo rigide – ma ha qualche piccolo difetto. Lo sterzo non assistito è fin troppo leggero e poco comunicativo a basse velocità, il pedale dell’acceleratore ha un punto morto nei primi 4/5 millimetri di corsa che risulta un po’ fastidioso per eseguire il punta tacco, e il cambio (l’unica critica degna di nota all’epoca) ha una leva piuttosto contrastata e meno fluida del previsto, quasi con un’azione gommosa. Perlomeno questo finché non buttate giù due marce e non iniziate a scoprire perché migliaia di persone siano follemente innamorate di questo giocattolino, compreso me ovviamente. Appena cominciate a guidare più seriamente infatti l’Elise prende vita fra le vostre mani: grazie al peso ridicolo il serie K sembra avere una coppia doppia rispetto ai 166 Nm dichiarati e l’erogazione è lineare e entusiasmante fino al limitatore; non ci sono molte auto che vi schiacciano così al sedile con soli 120 cavalli.

    Lotus Elise S1 '99

    Lo sterzo con l’aumentare della velocità diventa cristallino, diretto e con una comunicatività impressionante, permettendovi di leggere qualunque ondulazione dell’asfalto e persino il cambio migliora: dovete essere davvero decisi e secchi negli innesti, ma in questo modo la leva è come un piccolo joystick piacevolmente meccanico. Il sound vi conquista: non è particolarmente melodioso ma vi avvolge completamente con la sua nota piena e aggressiva e insieme alla posizione di guida vi ricorda quasi un’auto da corsa. Poi affrontate una curva e capite quanto speciali siano telaio e sospensioni. Gli ammortizzatori sono fantastici, assorbono ogni buca senza scuotere il corpo vettura ma al tempo stesso – grazie anche al baricentro rasoterra – non fanno emergere il minimo rollio, e inoltre con 731 chili non rischierete mai di sforzarli troppo. Raramente si desiderano altri cavalli, e in curva il livello di tenuta e soprattutto l’equilibrio e le emozioni che genera la piccola Lotus sono davvero elevati: non pensate però di sottovalutarla per la poca potenza.

    Lotus Elise S1 '99

    Vista la posizione centrale del motore, e la conseguente distribuzione del peso, basta un colpo secco di sterzo e un po’ di lavoro con il gas per farle allargare allegramente la coda in sovrasterzo in maniera piuttosto repentina; è divertente ma non è lo stile che più le si addice. Dovete guidare l’Elise con grazia e fluidità, sfruttando il motore intorno ai 5000 giri e affidandovi alle gomme Pirelli e a tutte le sensazioni che il telaio in alluminio di 68 chili vi trasmette. Oltre a tutto questo, e nonostante le dimensioni da scatola di scarpe, la S1 ha una presenza scenica incredibile (grazie al designer Julian Thompson) e non saranno pochi i passanti che vi urleranno complimenti o inciteranno a sfogare il Serie K. E voi sarete ben lieti di accontentarli.

    Lotus Elise S1 '99

    Il cruscotto inesistente, i freni potenti ma molto duri da azionare e tutti i rumori che penetrano nell’abitacolo completano il senso di coinvolgimento che vi offre l’Elise. Non esiste al mondo (eccetto una Caterham, che però è molto meno ‘macchina’ dell’Elise) una vettura moderna che riesca a estrarre da 120 cavalli una tale magia come fa questa piccola Lotus. Siete completamente immersi nella sola e unica cosa che conta in quell’abitacolo minimalista: la guida. E per celebrare i 70 anni Lotus non c’è niente di meglio che riscoprire queste sensazioni al volante di una delle auto più entusiasmanti e pure di sempre.

    Lotus Elise S1 '99

    Si ringrazia l’Autoclass S.r.l. di Capriolo per questa magnifica Elise S1

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