di Tommy Maino - 26 ottobre 2019

La trazione integrale

I puristi potrebbero forse storcere il naso, ma la trazione integrale è la via più sensata per gestire l’inarrestabile crescita della potenza delle supercar.

La trazione integrale. Non me ne vogliano gli amanti della trazione anteriore o i “puristi” della posteriore, ma considerato anche il connubio sempre più stretto tra le auto high performance e le quattro ruote motrici, mi sembra doveroso elargire qualche consiglio e sfatare qualche mito. Allontanandoci per un istante dalla pista, vorrei rispondere al primo quesito: la sicurezza attiva, nell’utilizzo stradale, è maggiore con questa tipologia di trazione? In linea di massima . In particolare, ovviamente, sulle strade con una bassa aderenza o innevate, l’auto rimane più stabile ed esente da reazioni inconsulte. Discorso simile, ma con fini diversi, anche in circuito.

Specie nei tratti più tortuosi, con le marce più basse, posso anticipare l’apertura del gas ed affondarlo senza remore, sicuro di ottenere una accelerazione esente da pattinamenti dannosi per il cronometro. La trazione integrale mi permette di evitare, o quantomeno di attenuare, sia il sottosterzo di potenza che il sovrasterzo – se non indotto per puro godimento –, che si possono palesare rispettivamente con la trazione anteriore e la posteriore. Spesso, parlando di auto targate, dietro a tempi record nelle piste più “tormentate”, troviamo proprio questo tipo di trazione, che permette di sfruttare appieno la potenza elargita dal motore ed alleggerisce il compito del pilota.

Le quattro ruote motrici sono una scelta sempre più diffusa, anche per le più blasonate e potenti GT

Come dicevamo, le quattro ruote motrici sono una scelta tecnica sempre più diffusa, non solo per le hot hatch, ma anche per le più blasonate e potenti GT. Che sia tramite sistemi “canonici” di distribuzione della coppia, o per mezzo di motori elettrici posizionati in corrispondenza delle ruote anteriori, è la moderna soluzione – condivisibile o disprezzabile – per gestire l’escalation di cavalli e coppia. Ma, c’è anche il rovescio della medaglia: l’aumento di peso. Gravoso per i freni e le gomme, che subiscono uno stress maggiore e quindi un consumo più rilevante, ma soprattutto avvilente per il piacere di guida.

Un’auto più pesante ha una maggiore inerzia, quindi è meno appagante ed incisiva nei cambi di direzione, e più complicata da inserire in curva e condurre verso il punto di corda. Tutto ciò per dirvi che, nel complesso, le quattro ruote motrici portano in dote un vantaggio cronometrico specie nel giro “secco” ed in presenza di cavallerie esorbitanti ma, alla lunga, in molti casi, soffrono un affaticamento maggiore e sminuiscono il brivido della guida. Un buon pilota deve saper quindi adattare la propria guida alle caratteristiche dell’auto che sta utilizzando, sfruttandone appieno tutte le virtù e celando le eventuali mancanze o limiti. Non fissatevi con un solo “partito” di trazione: la curiosità, la sperimentazione e l’allenamento con auto diverse da quella che guidiamo abitualmente – quando possibile -, ci rendono dei piloti migliori.

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