di Steve Sutcliffe - 16 marzo 2020

Albert Biermann, l'uomo della rinascita Hyundai

Albert Biermann è approdato alla Hyundai nel 2015 dopo essere stato a capo del reparto M di Bmw.

Il suo incarico è il sogno di qualsiasi ingegnere: creare e sviluppare una nuova divisione sportiva partendo da un foglio bianco. Ora ci spiegherà tutti i segreti del marchio

Come è nato il marchio N, e cosa significa?

In origine N stava per Namyang [il più grande centro di sviluppo e ricerca nel sud della Corea] ed è stato pensato per identificare i nostri modelli ad alte prestazioni. Non so bene di chi sia stata l’idea, perché allora lavoravo alla Bmw. Ma, sinceramente, quando arrivai alla Hyundai per sviluppare il progetto N, pensai che il riferimento a Namyang non significasse nulla per gli esterni al mondo Hyundai. Così ho trovato un significato più mirato, collegato al nostro centro prove al Nürburgring, quindi, oggi, N sta sia per Namyang che per Nürburgring. Contemporaneamente ho lavorato sodo per differenziare questi modelli dalla normale produzione. Sono passati un po’ di anni e sono molto soddisfatto.

Ora che il marchio N è una realtà, cosa hai imparato, cosa faresti di diverso e come si evolverà questa divisione sportiva?

Chiaramente abbiamo imparato molto, ma continuiamo a imparare ogni giorno. Non bisogna mai fermarsi. Penso di aver fatto bene finora, ma l’obiettivo è quello di migliorare ancora in futuro. L’unico rimpianto è quello di non aver iniziato 20 anni fa. Non oso neanche immaginare dove saremmo adesso se fosse andata così! Ma così è, comunque sia è il futuro l’aspetto più emozionante del marchio N. Ora siamo soltanto all’inizio.

Che modelli avete in cantiere nell’immediato, e in futuro realizzerete versioni N ancora più focalizzate?

Abbiamo nuovi modelli, sia in fase di sviluppo, sia per quanto riguarda il futuro. Credo che il marchio N crescerà più nei prossimi 5 anni di quanto abbia fatto nei primi cinque. Ma non posso parlarne, semplicemente perché mi è stato proibito! A parte forse il nuovo cambio a doppia frizione a 8 marce che monteremo sulla i30 N l’anno prossimo. Sapete già della i30 N alleggerita che stiamo approntando [la Project C], che sarà però realizzata in un numero limitato di esemplari, solo con la guida a sinistra e per il mercato tedesco. Ma attenzione, queste auto sono solo l’inizio. Il bello arriverà nei prossimi cinque anni, con appunto modelli ancora più focalizzati per gli appassionati della guida.

Questi modelli sono solo all'inizio, il bello si vedrà nei prossimi 5 anni

Ora che N è una realtà consolidata, come è considerata all’interno del vostro Gruppo? Si tratta di una gamma di successo che genera profitti?

Recentemente ci siamo resi conto che la i30 N ha rappresentato il 28 per cento delle vendite totali della i30 in Germania l’anno scorso. Sono rimasto davvero sorpreso, soprattutto considerando gli obiettivi di vendita dei modelli marchiati N. Ieri mi hanno comunicato che siamo arrivati al 34 per cento. È una cosa incredibile. Credo che la percentuale sia solo leggermente più bassa in Inghilterra. Comunque, sì, posso confermare che N è stato recepito come qualcosa di positivo internamente! E si tratta di un reparto che produce utili per l’azienda.

Lo sviluppo delle future N è cambiato rispetto al lancio delle prime auto?

N continua a evolversi. È un marchio che crescerà e si espanderà ancora più rapidamente in futuro. Cambiamo direzione quando serve, e questa è una delle cose più positive di Hyundai, perché la proprietà è di una famiglia, quindi siamo in grado di reagire più rapidamente rispetto ad altre realtà. A seconda di cosa vogliamo fare e delle esigenze del mercato. La flessibilità è una delle chiavi di successo del marchio Hyundai.

C’è un limite finanziario per realizzare le versioni N?

I modelli N devono avere un prezzo ragionevole rispetto alla concorrenza. Ma, come scoprirete in futuro, non ci sono limiti finanziari per il tipo di auto da realizzare. Per esempio, se penso che sia il momento giusto per realizzare un modello N a motore centrale per competere con Porsche sono nelle condizioni di poterlo fare. Il gruppo motore/cambio potrebbe essere diverso rispetto a quello di una Porsche tradizionale, ma dal punto di vista della filosofia non ci sono limiti. Come ho già detto, siamo solo all’inizio.

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