18 marzo 2020

Hyundai, visita ai centri di sperimentazione N

“Una volta messa a punto a Namyang, la i30 N è partita per il ring per essere torturata”. Ecco perché queste due strutture, a quasi 10.000 km di distanza, sono fondamentali per la realizzazione delle versioni N.

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Nel comprensorio Hyundai di Namyang nella Corea del Sud nascono e vengono sviluppate le versioni con il marchio N

Le scritte che si vedono sulla coda delle auto sportive possono indicare di tutto, dalle località in cui vengono realizzate, ad aspetti tecnologici. Ma, mentre nomi come RS o GT sono noti a tutti, il logo N di Hyundai potrebbe suonare strano per molti. Come abbiamo anticipato, N identifica i luoghi dove si trovano i centri di sviluppo in cui la i30 è stata trasformata da una berlina da usare tutti i giorni in una delle migliori hot hatch mai realizzate.

La prima N non è molto conosciuta al di fuori di Hyundai. Sta per Namyang, il centro di ricerca e sviluppo di Hyundai Motors nella Corea del Sud. Si tratta di un enorme complesso che occupa una superficie di 3,3 milioni di metri quadrati – all’incirca le stesse dimensioni di Disneyland. Il comprensorio include 34 diversi tipi di strade per i test. L’attenzione ai dettagli è incredibile, con gli ingegneri che hanno raggruppato in un unico luogo le migliori strade del mondo. Si ritrovano infatti un sacco di tracciati inglesi in questo angolo di Corea, che includono buche, ondulazioni e dossi per studiare con precisione il comportamento delle auto.

Il luogo più interessante è quello chiamato “Area C” – la pista ad alta velocità usata quasi esclusivamente per la messa a punto dei modelli N, da cui prende il nome anche la versione a tiratura limitata della i30 N, la Project C appunto. Questa struttura consente di collaudare le auto lontano dagli occhi indiscreti dei fotografi, e la sicurezza è più curata che in una base militare. Dietro le porte chiuse degli edifici di Namyang, 13.000 ingegneri lavorano sui motori e sull’aerodinamica per assicurare che i futuri modelli N siano una spanna sopra le auto di normale produzione.

Dato che la i30 N è la macchina più veloce mai realizzata da Hyundai, l’obiettivo era di renderla gestibile anche nella marcia ad andatura sostenuta in autostrada, proprio per questo sono stati effettuati numerosi test di stabilità ad alta velocità. Mesi di test in galleria del vento hanno inoltre consentito di realizzare appendici aerodinamiche non certo funzionali solo all’estetica, ma soprattutto efficaci ai fini aerodinamici.

Al Ring le auto vengono messe alla frusta e affinate.

Una volta che la i30 N è stata messa a punto a Namyang, viene spedita al Nürburgring in Germania per essere “torturata” a dovere. Il circuito di oltre 20 km non è solo un luogo di culto per i frequentatori di trackday, ma viene ampiamente usato dagli ingegneri per testare i nuovi modelli.

Un nutrito gruppo di tecnici applica una serie di sensori per monitorare il comportamento dell’auto e dei suoi componenti. I saliscendi, le varie tipologie di curve e di superfici di questa pista consentono infatti di raccogliere un’infinità di dati. Basti pensare ai 300 metri di dislivello tra il punto più basso e quello più alto della pista, alla pendenza del 17 per cento di alcuni punti.

Nessun altro circuito offre una simile varietà di curve ad alta e bassa velocità, e se un’auto “lavora” bene in queste gravose condizioni, significa che funzionerà bene un po’ dappertutto. Tutte le Hyundai effettuano dai 420 ai 480 giri del Nürburgring in condizioni di asciutto e bagnato, simulando così oltre 150.000 km di guida in appena quattro settimane e, quando la pista è impegnata per altri eventi, i collaudatori si spostano nelle altrettanto impegnative strade intorno alla pista, effettuando anche qualche “puntata” nelle autostrade senza limiti per effettuare test ad andatura sostenuta.

A meno di un chilometro dai paddock del circuito si trova poi la sede del centro di sperimentazione Hyundai, che occupa una superficie di 3.600 metri quadrati. Questa struttura in vetro e acciaio, inaugurata nel 2003, è composta da quattro piani tra officine e uffici. Concepita come una struttura satellite del Centro Tecnico di Hyundai Motor Europe, è la sede di un team di tester professionisti, molti dei quali piloti, che seguono ogni aspetto della sperimentazione al Nürburgring.

Serve esperienza per fare questo mestiere, visto che il compito dei piloti è di sfruttare dal 90 al 95 per cento il potenziale dell’auto per analizzare il comportamento del motore e dell’assetto. Guidare al limite per diversi giri sul Nordschleife è molto impegnativo, anche perché i computer monitorano in tempo reale i dati relativi all’azionamento dello sterzo e al comportamento delle sospensioni. I dati vengono immediatamente trasmessi e analizzati a Namyang, dove si effettuano le modifiche per migliorare le qualità dinamiche dell’auto. Questa metodologia è stata fondamentale per lo sviluppo della i30 N, e continuerà a esserlo per tutti i futuri prodotti N.

L’obiettivo non è certo quello di migliorare i tempi sul giro: Albert Biermann e il suo team sono interessati a rendere veloce e coinvolgente la i30 N su strada piuttosto che non a primeggiare in occasione di un trackday. Proprio per questo motivo, la i30 N potrebbe posizionarsi dietro una rivale più focalizzata guidata da un pilota professionista in circuito, ma questo spiega perché è così veloce e gratificante su strada. Grazie al lavoro degli ingegneri che lavorano a quasi 10.000 km di distanza tra Namyang e Nürburg, la lettera N rappresenta oggi un punto di riferimento tra gli appassionati di auto sportive.

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