di David Vivian - 07 dicembre 2019

Hot Hatch: UP GTI vs AMG A35 vs Golf R vs Golf GTI TCR

Abbiamo messo a confronto 14 hot hatch e stilato una classifica per decretare la regina del 2019. In questo articolo vi raccontiamo le performance della Volkswagen up! GTI, Mercedes-AMG A35 4MATIC+, Golf R e Golf GTI TCR.

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Nella nostra comparativa Hot Hatch abbiamo messo a confronto ben 14 modelli. Se finora vi abbiamo illustrato la classifica dal 14° all'11° posto (se te la sei persa, clicca qui), ora vi raccontiamo le auto che ricoprono dalla 10° alla 7° posizione della nostra classifica.

Nei prossimi giorni, le posizioni più alte.

Guidata nei limiti del suo modesto grip, la piccola e vivace Up è una rarità in quest’epoca: un’auto piacevole a velocità ordinarie. Si muove generosamente e per gestirla devi persuaderla per mantenere il ritmo, il tutto avvolto dalla serenata del piccolo motore tre cilindri da 115 Cv che non sarebbe nemmeno in grado di uccidere una mosca. Tutto questo la rende magnificamente avvincente e sorprendentemente soddisfacente, la gioia di tirare fuori tutto quello che ha senza andare oltre i suoi limiti in modo da non iniziare a sembrare un cavallo a dondolo.

Non sorprende che la pista non sia il suo habitat, e la prova di ciò è data dall’inutile ricerca del tasto per spegnere il controllo di stabilità. Come dice il nostro Antony Ingram: “La Up non va più veloce di quanto non voglia”. Non c’è molto grip ma tantissimo beccheggio e rollio, e anche se la Up resiste agli strapazzamenti, bisogna tenersi forte per via dell’assenza di sostegno dal sedile spugnoso. Il trucco è non frustrarsi della curva di coppia e dei tagli di potenza, ma impegnarsi a innalzare la sfida con una guida il più pulita possibile in modo da prevenire l’intervento dell’ESC. La stessa tecnica da usare comunque anche su strada per godersela al meglio.
La Up da circa 18.000 euro è carina, ha carattere e il suo appeal non si limita a quelli che la vogliono come la loro prima GTI, molti di noi la prenderebbero al posto di hot hatch indubbiamente più vivaci e appariscenti.

Offre gli interni più eleganti e fantasiosi, la AMG A35 da 306 Cv e 47.300 euro è anche la più scattante di queste 14 hot hatch, con uno 0-100 km/h in 4,7 secondi che eguaglia la Golf R. Non è una gran sorpresa, data anche la loro somiglianza concettuale, che si estende a circa 300 Cv, motori quattro cilindri turbo, trazione integrale e cambio a doppia frizione.

In una intelligente giustapposizione, la A35 rimpiazza la veloce ma non perfetta A45 di vecchia generazione e, per fortuna, è un’auto generalmente migliore, lasciando campo libero alla più potente A45 di nuova generazione. Comunque, la hot hatch entry level di Affalterbach non da ragione alla Golf R di abbassare la guardia.
La vecchia A45 certamente non amava la guida al limite, e il gruppo motore/cambio avrebbe meritato un telaio all’altezza della situazione o, almeno, un po’ più raffinato. Il lavoro di squadra è più alla pari sulla A35. Molto più confortevole, morbida e rifinita. L’assetto è rigido ma un po’ flessibile, lo sterzo è leggero e preciso ma non interamente privo di sensazioni. E, nella più aggressiva delle modalità di guida, l’auto fa un cambio di passo che rasenta la sorpresa, premiando il massimo impegno con un ritmo stupefacente, una trazione immensa, potenza frenante impressionante e, nonostante un peso non piuma da 1.480 kg, indubbiamente agile. È interessante notare che alla Mercedes manchi lo spunto ai bassi-medi della Golf R, ma rimedia con un’energia esplosiva agli alti.

Le norme europee hanno tolto qualche cavallo alla Golf R, ma con 300 Cv rimane un’auto straordinariamente veloce, combinando la gran quantità di coppia ai bassi-medi regimi del rivisitato 2.0 turbo quattro cilindri con l’efficienza sopraffina della trasmissione DSG a sette rapporti, differenziale elettronico e quattro ruote motrici, che consegnano uno 0-100 km/h sotto ai 5 secondi. La spinta è abbastanza da sbattere i 320 Cv della Civic Type R nello specchietto retrovisore in una gara d’accelerazione. E piuttosto deliziosamente, al contrario della pompata Honda, la Golf all’apparenza sembrerebbe non voler fare del male nemmeno a una mosca.

C’è, invece, un inghippo. La trazione, il grip, lo scatto, la risposta e l’agilità menzionate precedentemente non stimolano troppo le estremità nervose. Andare forte è facile, molto forte non è mai un problema. Il coinvolgimento si ferma prima di quanto ci si immagini. Si può spingere molto forte e pensare che sia possibile guidare attraverso il centro di equilibrio e stabilità verso qualcosa di più eccitante. Ma non accade quasi mai.
La Golf R entra in curva frenando forte, con la coda un po’ più vivace e ballerina del solito. Poi, quando ritorni sul gas, senti le ruote anteriori neutralizzare il bilanciamento e restaurando l’equilibrio. È moderatamente frustrante approcciare una curva e osare pensare che lo chassis possa prendere vita, invece la R curva e tiene, liquidando la curva con efficacia spietata. È come se ciò che potrebbe/dovrebbe diventare entusiasmante sia temperata da un’intelligenza più elevata.

Nonostante il nome evocativo delle corsaiole VW TCE, la GTI d’addio alla generazione 7.5 prende spunto dalla Clubsport Edition 40 del 2016. E se si vuole una hot hatch pronta ad eccellere su strada, questa è una buona cosa. La risposta dello sterzo offerta dalla TCR offre un feeling più progressivo e brillante nell’ingresso in curva – vantaggi assistiti, assieme alla trazione dopo il punto di corsa, da un differenziale gestito elettronicamente. L’impianto frenante è prelevato dalla Clubsport S, dotata di dischi forati con campane in alluminio per ridurre le masse in rotazione. Un chiaro vantaggio.

Se niente di tutto ciò ci fa innamorare della TCR come la Golf più apprezzata di tutti i tempi, ovvero la summenzionata Clubsport S, solo occasionalmente il fantasma di quell’auto fa sentire la sua presenza. Il carattere dinamico di base è simile ed altrettanto accessibile, un nucleo benigno e tollerante che si adatta facilmente alla gentile spinta e ai limiti dinamici.
Non ci sono dubbi sull’efficacia della Golf. Ha equilibrio in abbondanza, con risposta precisa e progressiva non influenzata da reazioni della coppia sullo sterzo. Punto dopo punto, la TCR sa il fatto suo, amministrando i 290 Cv con cambiate fulminee del DSG. Il grip è elevato, anche su superfici sconnesse, ciascun asse trasporta il carico con un l’obiettivo di efficienza condivisa, sebbene ciò blocchi il divertimento solo per il gusto di farlo. Se la Golf GTI TCR ha un aspetto negativo tra i suoi sfidanti, probabilmente è questo.

Leggi il Megatest Hot Hatch cliccando qui.

La classifica: dalla 14° alla 11° posizione.

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