di Davide Saporiti - 02 marzo 2018

Griiip G1, la puoi provare anche tu

Guidare una Formula resetta tutti i parametri. Il nostro lettore Davide ne sa qualcosa...
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    La Griiip G1 è opera di Tamir Plachinksy e Gil Zakay, due ragazzi israeliani che, fra le altre cose, si sono fatti le ossa presso una certa Dallara e coltivavano il sogno di costruire una Formula 1000 tutta loro, ma con caratteristiche tecniche superiori. Doveva essere una monoposto propedeutica, ma doveva anche essere una Signora monoposto, a partire dal motore longitudinale. Dentro a un bel telaio a traliccio in tubi d'acciaio sfornato dal Cad, al quale sono collegate sospensioni pushrod anteriori e posteriori, poi, c'è un Signor motore: quello della Aprilia RSV4 del Mondiale Superbike, un quattro cilindri da 201 Cv a 13.000 giri e 115 Nm di coppia a 10.500 giri. La Griiip G1 ha debuttato lo scorso anno - con tanto di vittoria - nella Formula X Italian Series.

    Le foto che vedete ci sono state inviate dal nostro lettore Davide (avete già letto di lui e della sua bella Vauxhall Speedster), assieme a un breve resoconto dell'esperienza. Davide ha infatti prenotato un test drive sul tracciato di Varano attraverso il sito ufficiale di Griiip, dove potete trovare relativo modulo da compilare per richiedere il test in pista con tanto di supporto: "Mi hanno illustrato bene tutte le funzioni del volante, le caratteristiche della macchina, le procedure di sicurezza. Sono ragazzi fantastici, disponibilissimi, efficienti e gentili". E tutto sommato anche onesti, perché un test in pista della durata di 20 minuti, con un'auto del genere e il supporto di tutta la squadra Griiip costa 250 Euro.

    Al volante della Griiip G1

    Avete mai guidato una Formula? Per Davide era la prima volta e ha scoperto ben presto che calarsi nell'abitacolo di una monoposto non è come guidare un'auto sportiva, né il kart che è abituato a strapazzare.

    Una monoposto ti si chiude intorno come l'enorme tappo di una gigantesca biro in cui vieni calato a forza; il suo abitacolo è un luogo in cui l'unica attività consentita al di fuori del guidare è respirare, ma giusto perché è obbligatorio e farlo è comunque difficile, con le cinture a quattro punti che ti imbullonano a quella lapide che chiamano sedile che ti separa di pochi centimetri dall'asfalto. Puoi giusto allungare le braccia verso il volante, muovere le caviglie cercando di indovinare dove si trovano i pedali e sperare di entrare in pista il prima possibile, perché solo una volta in marcia scoprirai che questo supplizio ha un senso: "Ho iniziato a mezzogiorno il mio test, che purtroppo (o per fortuna) si è svolto sul bagnato, con gomme rain. Ho girato qualche minuto per prendere un po' di confidenza con la macchina e poi, dopo una breve sosta ai box, nei successivi quindici minuti ho provato a spingere un po'. Queste auto non hanno nulla a che vedere con le auto normali...

    "E' tutto elevato al cubo: reazioni, prontezza, agilità, frenata e accelerazione laterale". E qui Davide ha capito perché i tecnici ti stritolano con le cinture: "La frenata è la cosa più difficile alla quale abituarsi; non mi discostavo troppo dai piloti ufficiali tranne che in frenata, dove sfruttavo solo il 60% della potenza disponibile. Un po' per le condizioni, ma soprattutto perché il limite è davvero alto e difficile da capire".

    Davide ha scoperto con piacere uno sterzo incredibilmente diretto e un cambio sequenziale brutale, secco e velocissimo. D'altronde, lì dietro c'è il cuore di una moto: "Il motore spinge davvero forte, ma è molto lineare, benché il meglio, chiaramente, lo dia oltre i 9000 giri. Anche l'aerodinamica stupisce, ma bisogna andare forte". Da questo punto di vista, la vettura di Davide era probabilmente configurata con un setup aerodinamico standard, ma la G1 è capace di una deportanza che a 200 km/h è pari all'80% del suo peso di 390 kg (col pieno). "E' stato piacevole essere seguito da un intero team, che ti parla via radio mentre guidi, analizza insieme a te la telemetria... Mi sono sentito pilota per un giorno".

    Per tutte le informazioni sulla Griiip, visitate il sito ufficiale http://griiip.com/

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
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