di Jethro Bovingdon - 13 novembre 2019

Animali furiosi. Ferrari 812 Superfast Vs Aston Martin DBS Superleggera

Entrambe equipaggiate con mostruosi V12 da oltre 700 Cv, Aston Martin DBS Superleggera e Ferrari 812 Superfast sono le granturismo più prestigiose dei rispettivi marchi Ma qual è la migliore delle due?

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Bastano più o meno trenta secondi al volante della Ferrari 812 Superfast per annullare qualsiasi altro ricordo di una GT a motore anteriore. Riminescenze di passi da gigante che, senza alcuno sforzo, annullano il tempo e le distanze, di motori imperiosi, con riserve talmente grandi di potenza da far sembrare possibile e istantaneo qualsiasi tipo di sorpasso, di un handling straordinariamente miscelato con la massa muscolare di queste eccezionali auto. GT che talvolta sembrano mosse dalla stessa inarrestabile forza di una marea.. Ecco, non è questo lo stile della 812 Superfast.

Quel passo lungo e disteso è sostituito infatti da un frenesia d’azione così estrema da sembrare quasi caotica, il motore è dannatamente affilato, ma piuttosto che inghiottire la strada, la divora alla stregua di un branco di piranha che divora una carcassa, mentre il consueto telaio pesante e misurato nelle reazioni cede il posto a qualcosa di estremamente agile e iperattivo nelle reazioni. Dimenticate quindi anche la marea. Perché qui a volte capita di sentirsi travolti da una forza che assomiglia più che altro a quella di un’onda alta una trentina di metri che si scatena contro una scogliera. Quindi salire sulla Aston Martin DBS Superleggera dopo aver avuto a che fare con il V12 da 800 Cv della Ferrari è un po’ come riprendere fiato.

La superfast sembra sfidare le leggi della fisica, oltre ai concetti di tempo e spazio

Alcuni dettagli sono forse un po’ troppo sfumati, ma il design – una specie di trattino che sembra allungarsi e avvolgerti, con le spalle larghe e l’ampio tunnel– è sempre molto rassicurante. Quindi premi il pulsante Start in cristallo levigato, il V12 biturbo di 5,2 litri si esibisce in un ululato traballante, che subito dopo cala d’intensità fino a trasformarsi in una tonalità più bassa ma sempre potente. Poi si agisce sul comando identificato con una “S” sulla razza destra del volante per selezionare i programmi Sport o Sport+, così il V12 si schiarisce la voce, anche se le sue note restano comunque più calme e profonde se paragonate a quelle del V12 Ferrari.

Penso che sia possibile prevedere il comportamento delle due auto ancora prima che le ruote inizino a girare. L’Aston Martin è come se fosse animata dalla sua incredibile coppia, mentre la potenza della Ferrari sembra nascere direttamente dai suoi scarichi. Da questo punto in avanti emergeranno tutte le differenze tra queste due auto. Identificare una vincitrice non significa affatto limitarsi alle qualità dinamiche di questi due mostri. Ferrari e Aston Martin hanno infatti filosofie completamente diverse. Quindi quale scegliere? Certamente si tratta di un dilemma che tutti noi vorremmo avere.

Quindi partiamo dalle prestazioni, passando per le soluzioni tecniche e i prezzi di queste auto. Iniziamo con l’Aston. “Superleggera” non lo è tanto, visto che la sua scocca in alluminio e la carrozzeria in fibra di carbonio totalizzano 1.770 kg, anche se il V12 ha le carte in regola per contrastare senza alcun problema tale massa. Eroga infatti la bellezza di 725 Cv, ma soprattutto un’incredibile coppia di 900 Nm, erogata da 1.800 a 5.000 giri. Così si toccano i 160 km/h partendo da fermo in soli 6,4 secondi.

Ci sono anche le sospensioni regolabili (GT, Sport e Sport+) e altrettanti programmi per il motore, il controllo di stabilità è regolabile su due livelli e il cambio automatico a 8 marce è montato al retrotreno. Tutto ciò, sommato alla bellissima carrozzeria, porta ad un prezzo finale di 282.428 euro. In fin dei conti l’Aston è bellissima, dannatamente potente, capace di raggiungere 340 km/h di velocità massima e contraddistinta dalla migliore tecnologia presente nel campo delle GT. Ma di fronte alla Ferrari non brilla certo. I suoi dati sono talmente assurdi che diventa un vero e proprio piacere anche solo scriverli.

1/4

Il V12 aspirato di 6,5 litri della Superfast arriva a 8.900 giri. Appena 400 giri prima del limitatore, eroga 800 Cv – per una potenza specifica di 123 Cv/litro – e questa sportiva a motore anteriore da 1.630 kg raggiunge i 160 km/h con partenza da fermo in meno di sei secondi. Il suo cambio automatico a doppia frizione è poi montato al posteriore secondo lo schema transaxle. A ciò va aggiunto il nuovo servosterzo elettrico e il passo corto virtuale 2.0 (le ruote posteriori sterzanti che alcuni chiamano così), il sistema Side Slip Control 5.0, le sospensioni magnetoreologiche, cinque modalità di guida (Wet, Sport, Race, più i due settaggi per disattivare il controllo di stazione e anche quello di stabilità), l’aerodinamica attiva e centinaia di altri acronimi, tra cui il mio tanto amato FPO (Ferrari Power Oversteer).

La 812 Superfast è una GT per quanto riguarda proporzioni e configurazione, ma in realtà si tratta di una vera supercar. Parte da 300.308 euro, ma con qualche personalizzazione raggiunge tranquillamente i 350.000 euro. Comunque sia non sono questi i parametri che ci interessano oggi. Mi sono divertito un sacco alla guida della Ferrari, quindi la calma dell’Aston Martin V12 mi aiuta ad allentare la tensione di mani, braccia e spalle. Ho già parlato della posizione di guida bassa e della bellezza della plancia, pensata per farti sentire come coccolato, ma anche abbastanza compatta e semplice. L’abitacolo della Ferrari è però più arioso e caratterizzato da una migliore visuale.

1/3

La Aston si apprezza per la dolcezza del cambio a bassa velocità, per lo sterzo più pesante e più lento (anche se in generale è abbastanza pronto grazie al suo rapporto di demoltiplicazione di 13,09:1) e in virtù della risposta morbida dei turbo. Insomma, tutto sembra più facile e intuitivo, con i comandi più pesanti che assicurano un maggiore senso di connessione. Dà così tanta confidenza che dopo qualche minuto ti senti di scatenare i 900 Nm di coppia. Sopra i 2.000 giri la risposta è pronta e la DBS sembra immediatamente prendere il volo. La DBS Superleggera sembra dannatamente veloce anche dopo aver guidato la Ferrari. Si tratta di un’esperienza sicuramente diversa – la Ferrari ha un’intensità tale da fare uscire gli occhi dalle orbite, con l’ago del contagiri che schizza sul rosso molto prima di quanto si possa immaginare.

L’Aston ha i rapporti del cambio più lunghi e non propone lo stesso crescendo selvaggio, ma la sua spinta è altrettanto forte. Il telaio viene quindi assalito dalla coppia, ma non si ha mai la sensazione che la DBS si senta in qualche modo sopraffatta. Un minimo di pattinamento e un immediato taglio da parte del controllo di trazione sono gli unici segni di vita tangibili. Si tratta di una GT, ma non infallibile e onnipotente alla stregua di una Bentley Continental GT. Ti rendi conto che ci si diverte ad esplorare le sue capacità e chi sta dietro il volante ha un ruolo determinante.

L’Aston non offre lo stesso crescendo selvaggio della 812, ma la sua spinta è altrettanto forte

Quindi, ad un certo punto viene quasi spontaneo selezionare la taratura Sport delle sospensioni. I vari settaggi sono ben distinti tra loro e quello Sport si adatta anche a queste strade dal fondo irregolare, dove non viene meno la sensazione di massa che galleggia sulle creste dell’asfalto, oppure lungo una sequenza di curve. Il fondo è asciutto e c’è pochissimo traffico, quindi ci si può dare dentro e la DBS sembra incollata a terra. C’è un aspetto che colpisce più di altri di quest’auto così potente e pesante, ed è quello di volerti coinvolgere nell’azione piuttosto che escluderti. Si avverte una lieve esitazione tra il momento in cui il pilota chiede all’auto di cambiare direzione e l’effettiva sterzata, ma il modo con cui si sente la forza esercitata dagli pneumatici anteriori sulle tue mani ti fa sentire molto ben connesso con l’auto.

In effetti la Superleggera mostra un grande grip all’anteriore, ma anche le gomme posteriori Pirelli da 305 mm di larghezza non sono da meno. Certo, si possono anche maltrattare, ma una guida dolce e pulita porta risultati decisamente migliori. Sarà il carisma, oppure le aspettative che ho nei confronti della DBS che mi porta ad essere molto ben disposto nei suoi confronti ma, a prescindere dal prezzo, la trovo più matura ed equilibrata rispetto alla più leggera e sportiva Vantage. Nonostante ciò, talvolta il cambio appare un po’ troppo lento e le sospensioni arrivano a fine corsa nelle strade più accidentate, ma poi basta un affondo deciso sul gas per dimenticare tutto. Il V12 sarà anche biturbo, ma resta sempre un gran motore. Insomma, in fin dei conti questa è proprio una GT fatta come si deve.

Antony Ingram è uscito a fare le foto della Superfast con Andy Morgan e siamo arrivati a destinazione praticamente insieme. “Sbaglio forse?”, ha detto indicando la Ferrari. ”Durante tutto il viaggio sono sicuro che non sarai riuscito neanche una volta ad affondare tutto il gas. Anzi, sono quasi certo che tu non abbia mai superato i 5.000 giri”. Abbiamo annuito tutti e due sorridendo. La Ferrari sembra quasi sempre eccessiva, e tutte le volte che scendi dal suo abitacolo puoi finalmente tirare il fiato. Però, dopo qualche minuto ti viene ancora voglia di sperimentare il suo V12. È sempre bene avere l’ennesina occasione per avere la conferma definitiva che sia così folle come sembrava…

1/4

Dopo aver guidato la DBS, la sensazione di visibilità e leggerezza è ancora più evidente, tanto da far sembrare la Ferrari più compatta. Non sono un grande amante degli interni in Alcantara (definiti amorevolmente “beige” dalla Casa), ma dopo aver avuto a che fare con gli interni dal design fin troppo elaborato della DBS, trovo quelli della Ferrari molto sobri e semplici. Mi piacerebbe solo il sedile un po’ più in basso, per il resto trovo molto riuscito il mix tra eleganza e sportività, apprezzando anche la comodità dell’abitacolo.

Per rispondere alla mia domanda iniziale mi esibisco in un prima, seconda terza a gas spalancato. Sì, questa macchina è assolutamente folle. Il motore è meravigliosamente affilato, il cambio tale da far sembrare irrimediabilmente lento lo ZF con convertitore di coppia della DBS, e l’assetto talmente reattivo e neutro che, se non fosse per il lungo cofano e il sound del motore, potresti pensare che il V12 sia da qualche parte dietro le tue spalle. La Superfast non cambia solo il tuo concetto di GT, ma sembra addirittura voler sfidare le leggi della fisica, oltre ai concetti di tempo e spazio.

Piuttosto che inghiottire la strada, la Ferrari la affronta come un piranha che divora una carcassa

A dire il vero, la tempesta che ti assale alla guida della Ferrari rende difficile percepire i singoli elementi della dinamica di quest’auto. L’immagine è simile a quella di un tornado di energia e rumore. In realtà ci sono invece una serie di qualità individuali che portano a questo risultato. Il cambio, per esempio, è straordinariamente veloce, ma anche programmato in modo da rispondere alla perfezione alle tue esigenze: i lunghi paddles rispondono ai comandi già nei primi millimetri della loro corsa, così la cambiata viene completata nel momento in cui la levetta ha raggiunto il fine corsa.

Insomma, una sincronizzazione perfetta che crea una miscela magica di connessione meccanica e velocità. La percezione è di non avere alcun tipo di ritardo tra la richiesta e il risultato. Le stesse considerazioni valgono per la risposta del motore al gas e, nonostante l’elevata potenza specifica in gioco, il V12 sprigiona coppia a volontà anche ai bassi regimi. Non si avverte lo stesso pugno nello stomaco che ti dà la DBS, ma i rapporti del cambio più corti e la velocità con cui il motore prende i giri non lo fanno certo rimpiangere. La sensazione è di avere un motore sovradimensionato in qualsiasi marcia e a qualsiasi andatura.

1/3

L’ovvia conclusione non è solo che il binomio motore/cambio metta in ombra l’Aston, ma che sia la migliore accoppiata mai vista su un’auto stradale. Ma non è tutto. Mentre l’Aston é intuitiva e relativamente facile anche quando si spinge forte, la Ferrari inizialmente appare estremamente nervosa, ma anche dopo parecchi chilometri di guida, la 812 si conferma un’auto piuttosto impegnativa e dalla quale non si scende mai completamente rilassati.

I colpevoli sono il rapporto molto diretto dello sterzo (11.5:1), la leggerezza del volante e l’agilità assicurata dalla combinazione del motore in posizione molto arretrata, le gomme da 275 all’anteriore e le ruote posteriori sterzanti. Potrebbe sembrare assurdo criticare un’auto per la sua eccessiva agilità, ma è davvero strano dover dare degli input precisi come di solito si fa con una Caterham alla guida di una grossa auto a motore anteriore con 800 Cv sotto il cofano. Sicuramente la sofisticata elettronica Ferrari è benvenuta.

Questa è un’altra area in cui la Superfast prende le distanze dalla Superleggera. In passato, quando c’erano i grossi motori Aston Martin aspirati, la modalità Track dell’ESP era molto permissiva ed efficace, mentre ora, forse a causa della notevole coppia erogata dal motore della DBS, il sistema non lavora in modo altrettanto fine. Al contrario, la Superfast nella modalità Race lascia talmente spazio al pilota da non invogliarlo a selezionare il programma CT Off.

Dimenticatevi il concetto di sottosterzo nella guida su strada. Basta toccare il volante e la 812 ha già raggiunto il punto di corda. È però il comportamento della coda a stupire di più, grazie al lavoro congiunto di ruote sterzanti, sistema, E-Diff, controllo di trazione e stabilità che fanno sembrare tutto molto naturale, tanto che disattivare l’elettronica serve solo in pista per soddisfare le esigenze scenografiche dei fotografi.

1/4

In buona sostanza, su una bella strada, la Ferrari 812 Superfast si mette tranquillamente dietro la DBS Superleggera, e la sua guida è simile a quella di una supercar. È indubbiamente più veloce, più reattiva e più coinvolgente, anche grazie all’anima del suo V12 di 6,5 litri. Cattiveria e sofisticazione difficilmente vanno d’accordo, ma in questo caso si completano perfettamente l’una con l’altra.

Ad ogni modo c’è anche qualche difetto – i freni non hanno un gran mordente nella prima parte della corsa del pedale, l’assetto resta piuttosto rigido anche dopo aver premuto il tasto per i fondi sconnessi e il nuovo servosterzo elettrico perde un po’ di feeling a favore di prontezza di risposta e leggerezza – ma la personalità e le prestazioni della 812 sono tali da non consentire a nessun’altra GT di poter competere con il suo senso di eccitazione e divertimento. Insomma, io la adoro. La vera domanda è se si tratta di un’autentica GT.

La DBS Superleggera lo è assolutamente. La guida è migliore, più intuitiva, è in grado di coccolarti e il suo look è assolutamente affascinante. Comunque sia, quando c’è da andare forte, non si tira certo indietro. Al limite sembra un po’ pesante, ma anche meno impegnativa, grazie al telaio in perfetta sintonia con lo sterzo. Anche se la trazione non può competere con quella della Ferrari, la maggior parte delle persone faranno meno fatica ad esplorarne i limiti. Spero che tutto ciò non svilisca le qualità della DBS, che resta una sportiva eccezionale. Il motore è magnifico, ti proietta al settimo cielo, rendendo la guida davvero coinvolgente. Adoro questa caratteristica. Tra le GT ad alte prestazioni resta sempre un punto di riferimento, del resto Aston Martin è una garanzia fin dai tempi della Vanquish S.

È difficile descriverla con precisione, ma alla guida di quest’auto si prova una sensazione di benessere difficile da riscontrare altrove. La DBS Superleggera ti fa venire sempre voglia di guidare verso qualsiasi destinazione, purché sia il più lontano possibile. Qualunque sia la meta, l’Aston la divorerà con avidità. La Ferrari non può vantare la stessa versatilità della DBS Superleggera. È senza dubbio più focalizzata alla guida, tanto che anche se si lascia guidare andando piano, dà la sensazione di essere fuori luogo. Si tratta comunque di una breve tregua prima di riprendere la battaglia.

A questo punto la domanda è se abbia senso un’auto che può offrire momenti di guida brillante alternati ad una ferocia tale da farti uscire gli occhi dalle orbite. Ma è impossibile resistere alla furia di quel V12 di 6,5 litri. La vita è breve. Quella dei motori aspirati che spingono fino a 8.900 giri lo è ancora di più. Voglio guidare ancora la Superfast prima che sia troppo tardi.

1/2

Ferrari 812 Superfast

Motore V12, 6.496 cc

Potenza 800 Cv @ 8.500 giri

Coppia 718 Nm @ 7.000 giri

Peso 1.630 kg

Rapporto peso/potenza 2 kg/Cv

0-100 km/h 2,9 sec

Velocità massima 340 km/h

Prezzo da 300.328 euro

Aston Martin DBS Superleggera

Motore V12, biturbo, 5.204 cc

Potenza 725 Cv @ 6.500 giri

Coppia 900 Nm @ 1.800-5.000 giri

Peso 1.770 kg

Rapporto peso/potenza 2,4 kg/Cv

0-100 km/h 3,4 sec

Velocità massima 340 km/h

Prezzo da 282.428 euro

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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