a cura della redazione - 17 aprile 2020

EVO CAR OF THE YEAR 2019 - IL GIUDIZIO DEI TESTER: HENRY CATCHPOLE

Continuiamo a raccontarvi i giudizi dei nostri tester all'evo Car of the Year 2019. Dopo aver sentito i pareri di Richard Meaden e John Barker, è tempo di ascoltare Henry Catchpole.

HENRY CATCHPOLE

La A45 S è stata una rivelazione,
mentre il risultato della Porsche era abbastanza prevedibile

All'inizio eravamo un po' scettici. Sarà un vero eCoty questo? Poi ci siamo messi alla guida; e già dopo pochi minuti di guida per scattare le foto lo scetticismo ha lasciato il posto alla sorpresa. Una sorpresa nella sorpresa, per la precisione dello sterzo e la fluidità della guida. Insomma, tutta un’altra storia rispetto al passato. Poco dopo però la sorpresa ha ceduto il posto al dubbio. Siamo sicuri che vada così bene? Tento di alzare ulteriormente il ritmo, ma Antony con i suoi pantaloncini bianchi arriva prima. Forse doveva andare a giocare a tennis. Invece a fine giornata Antony rientra dalla sua partita a polo e ora finalmente la Mercedes è libera.

Parto per primo in modo da avere un tratto di strada libero. La forma dello splitter della Jaguar di Barker è ben definita nello specchietto, ma alla prima curva la A45 mi ispira fiducia. Strade larghe, strette, curve di qualsiasi tipo non intralciano infatti la danza della A45 S. La sua compattezza si avverte al punto da invogliarti a frenare fino all’ingresso in curva, in modo da poter percepire il potenziale dell’auto anche usando solo metà dello sterzo disponibile.

La coda è libera ma non troppo, ma più che altro la A45 infonde la sicurezza per poter andar forte su qualsiasi tipo di tracciato. Insomma, una di quelle auto che fanno venir voglia al passeggero di cercare la maniglia a cui aggrapparsi, non è vero Stuart? La destinazione è raggiunta, il ronzio pian piano si attenua. Più tardi, dopo che Antony ha versato un altro bicchiere di vino rosso nel bicchiere e aver rimpianto di non aver indossato i suoi pantaloni rossi per la cena, Adam elogia la piccola AMG e ottiene tanti consensi. Poi però torna un po’ dello scetticismo iniziale.

Va davvero così bene?
Meglio guidarla ancora domani…
Ed è proprio questo il bello dell’eCoty.

Si hanno a disposizione più giorni e una serie di belle strade da percorrere per chiarirsi le idee. Ci vorrà ancora un bel po’ di tempo prima che il punteggio di fine settimana prenda forma, facendo apparire gradualmente i vari punteggi come una foto che si sviluppa nella camera oscura in tutta la sua lucentezza. Uno dei miei modi preferiti per decretare la migliore è immaginare quella che sceglierei se mi dessero le chiavi di una di queste per un anno intero. Quale prenderei? Sinceramente è abbastanza facile quest’anno. Sembra infatti un piccolo miracolo che la splendida GT4 esista ancora nell’era dei turbo e dei cambi automatici. Anche se, sussurrando, dico che questa non è la migliore Porsche presentata quest’anno – perché esiste una GT4 senza tetto, la 718 Spyder. Ma non bisogna assolutamente far sì che la prevedibilità della vincitrice oscuri le sue qualità, o le storie che si possono scrivere dopo aver guidato le auto che la seguono.

Prendiamo per esempio la Morgan. Obiettivamente non spicca in molte aree, ma se la vittoria dell’eCoty dipendesse dalla grandezza dei sorrisi che suscita in chi la guida, allora la Plus Six potrebbe tranquillamente ambire al gradino più alto del podio. Ma poi, chi l’avrebbe mai detto che la prima auto equipaggiata con le ruote in fibra di carbonio a partecipare ad un eCoty sarebbe stata una hot hatch? O che la Jaguar XE sarebbe stata la più rauca? Poi c’è la questione che, anche se credi che Dickie Meaden sia il miglior tester di auto stradali, spetta a John Barker la più spiccata capacità di centrare con una pietra i cestini dell’immondizia nei parcheggi in attesa dell’arrivo dei fotografi. Non ci credete? Neanche io, infatti lo verificheremo nuovamente il prossimo anno.

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