di Tommaso Ferrari - 17 luglio 2019

Ecco a voi la prima Hypercar di Lotus: la Evija

D'accordo è elettrica, ma le prestazioni sono folli e il risultato incredibile per una casa piccola come Lotus

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Signore e signori, ecco a voi la nuovissima Lotus Evija. Già facevamo fatica ad immaginare una Hypercar elettrica prodotta da Lotus, ma anche le assurde cifre che la riguardano non sono facili da metabolizzare subito. Il nome letteralmente significa “la prima della storia”, molto azzeccato visto che si tratta della prima Lotus elettrica, della prima Hypercar di Lotus e della vettura di gran lunga più potente, costosa e veloce mai prodotta dalla casa inglese. La Evija (si pronuncia E-v-a-i-a) è esagerazione elettrica: si vociferava di oltre mille cavalli ma – tenetevi forte – la potenza raggiunge 2.000 (!) cavalli e 1.700 Nm di coppia, surclassando qualunque cosa dalla Battista Pininfarina alla Rimac Concept Two.

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I cavalli derivano da quattro motori elettrici, uno per ruota, che rendono la Evija a trazione integrale (altra novità per Lotus) e che singolarmente hanno ben più cavalli della più potente delle Evora o Exige in circolazione. Le batterie sono montate dietro il sedile del guidatore e del passeggero e secondo Lotus sono le più avanzate e dense in circolazione, capaci di 70kWh e di un’autonomia di 400 chilometri ricaricabili all’80 % in dodici minuti. Prestazioni? Sbalorditive: lo 0-100 è ben sotto i tre secondi, ma lo 0-300 è assurdamente sotto i nove secondi e la velocità massima supera i 320 km/h (anche se sicuramente sarà ancora maggiore). La questione più spinosa come al solito è il peso, e anche se da Lotus ci saremmo aspettati una cifra ancora più bassa la Evija ferma la bilancia a 1.680 chili grazie ad una monoscocca completamente in carbonio costruita da noi a Modena.

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Gli interni sono focalizzati sul guidatore e molto spartani, eccetto uno schermo digitale e un imponente tunnel centrale rialzato che contiene qualunque pulsante possibile per settare tutta l’auto; quello che è ancora più particolare è l’esterno: lo stile della carrozzeria è completamente diverso dai tratti stilistici Lotus, sembra quasi più americano, ma si nota la cura nello studiare le superfici per la deportanza e per i flussi d’aria, un immenso diffusore e due enormi gruppi ottici cavi al posteriore. Non sembra il design più innovativo del mondo ma di certo fa scena. Lo sforzo di Lotus per produrre una vettura simile è davvero significativo e – anche se è elettrica – ci auguriamo che i 130 esemplari che verranno prodotti avranno successo per rilanciare il marchio e il piano Geely, senza però accantonare le meravigliose Elise, Exige e Evora.

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