di Tommaso Ferrari - 13 marzo 2019

La Datsun 240Z perfetta?

Questo swap non esagerato unisce l'elegante linea della Z alla giusta dose di prestazioni e cattiveria
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All’epoca della sua presentazione, nel lontano 1970, la Datsun 240Z era una vettura da apprezzare per svariati motivi: la linea (ispirata addirittura a Ferrari 250 GTO e Jaguar E-Type) era fluida, elegante e piuttosto sportiva, il motore era un 2.4 litri sei cilindri in linea da 150 cavalli con singolo albero a camme in testa e un gran bel sound e le prestazioni erano di tutto rispetto per quasi cinquant’anni fa, con uno 0-100 in 8,2 secondi e oltre 200 km/h di velocità massima. L’affascinante linea della Z però viene spesso migliorata e associata a un RB26DETT da 600 cavalli infilato sotto al cofano grazie a ciò che viene definito ‘swap’, un laborioso quanto efficace scambio di motore. Questa 240Z del’73 blu ha subito la stessa sorte, ma in maniera molto raffinata e ‘Evo’, cosa che peraltro sembra averla salvata da una brutta brutta fine.

Come si vede dall'immagine qui sopra la Z non versava in condizioni entusiasmanti: il motore non c’era più ma in compenso c’era un sacco di ruggine sotto al pianale e buona parte degli interni e dell’anteriore erano spariti chissà dove. Fortunatamente la JDM Legends l’ha trovata, l’ha amata e l’ha trasformata: la carrozzeria è stata ovviamente sabbiata, riparata, ricucita e riverniciata di un bellissimo blu marino con l’aggiunta di passaruota rivettati, spoiler posteriore in tinta e stupendi cerchi Minilite bruniti.

Riguardo al motore è stato preso un 2.8 litri Nissan sei in linea portato a 3.2 litri grazie a corsa e alesaggio incrementati, nuova testata, carburatori Weber e collettori di scarico artigianali, per un totale di 320 cavalli e ben 380 Nm di coppia inviati alle ruote posteriori attraverso un differenziale autobloccante Quaife. Tutto questo lavoro sulle performance è andato di pari passo con quello riguardante le sospensioni (che ora sono della Techno Toy Tuning), i freni – tutti e quattro a disco della Wilwood adesso – e degli interni, completamente restaurati. Il risultato è una classica 240Z dall’aspetto ancora più gradevole (e decisamente più aggressivo) e un piacere di guida che punta solo a farvi sentire coinvolti, come dovrebbe essere sempre.

Credits: JDM Legends

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