a cura della redazione - 05 settembre 2017

Consigli per gli acquisti: Mazda RX8

Oggi molto economica (ma non sempre), resta un'auto molto interessante, ma occhio al prezzo
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    Quale auto moderna riesce ad essere più anticonformista della Mazda RX8, coupé giapponese con motore Wankel aspirato e portiere posteriori controvento? E' una vera, piccola sportiva con trazione posteriore e cambio manuale, forse più affascinante oggi di quanto non fosse al suo debutto nel 2003, quando sfidava 350Z ed S2000 e, volendo, Subaru Impreza WRX e Volkswagen Golf R32. Comprarne una oggi è allettante da una parte – i prezzi sono molto bassi – e rischioso dall'altra, ma sa essere una grande compagna di gratificanti avventure e, senza dubbio, si tratta di un'auto rara e affascinante.

    Il "frullino"

    Il centro del suo mondo è ovviamente il motore rotativo, il caro, vecchio Renesis. Decisamente evoluto rispetto alla precedente versione installata sulla RX-7, dispone di luci di ammissione e scarico non più perimetrali ma laterali, nonché di nuove guarnizioni, il tipico punto debole del motore rotativo. Nonostante la mancanza del turbo, è in grado di erogare 231 Cv a 8500 giri/min. Sottopelle, la RX-8 è molto più vicina alla sorella MX-5 di quanto si possa pensare, a partire dal telaio, sfruttato come base di partenza per lo sviluppo. Dotata di doppi triangoli all'anteriore e multi-link al posteriore e peso di 1300 kg circa, la coupé giapponese offre quattro posti comodi, anche i posteriori abbastanza facilmente accessibili anche grazie alle portiere controvento. Certo dentro non è qualitativamente appetibile quanto le rivali tedesche, ma è indubbiamente molto più originale e, dal punto di vista di una coupé, una delle più pratiche e versatili.

    Come va

    Harry Metcalfe la provò per primo su evo UK n°53 del marzo 2003: "Al centro il contagiri con zona rossa a 9000. Non c'è altra auto di serie con un regime così elevato. E' un peccato che questo motore suoni così deboluccio al minimo. Di quel contagiri c'è bisogno, perché istintivamente ti verrebbe da cambiare a 7500! Infatti non c'è nessuna reazione da parte del motore, solo un fastidioso beeper che suona quando ti avvicini al limitatore. Poi noti come la RX-8 cambia direzione: lo sterzo è un'assoluta delizia grazie alla mancanza di peso all'anteriore; il telaio è perfettamente equilibrato, grazie alla distribuzione 50:50 dei pesi e al centro di gravità bassissimo. Tale equilibrio sarebbe stato impossibile da ottenere con un V6 al posto di questo Wankel".

    Della Mazda RX-8 esistono anche versioni speciali, ad esempio la Mazdaspeed RX-8 del 2004 prodotta in sole 300 unità, ma anche quella preparata da Prodrive, che ha voluto rivederne l'handling senza aumentare la potenza ma introducendo ruote OZ, ammortizzatori Bilstein con molle Eibach e un nuovo scarico. Henry Catchpole, su evo UK n°93 del luglio 2006, la provò: "E' decisamente più diretta e stabile. Il galleggiamento ha lasciato il posto ad una maggiore precisione in curva, l'andatura è ferma ma non secca e scomoda. L'anteriore più rigido consente un ingresso in curva più veloce e diretto e, grazie ad uno sterzo che ora risulta un po' più pesante e comunicativo, ispira più fiducia sia su strada che in pista. Il nuovo scarico regala più voce all'urlo del Wankel sopra i 7000, ma non più potenza, che poi è quello che vai cercando in occasione di un trackday".

    Nel 2009 ha debuttato – solo al di fuori dell'Europa (per via dell'Euro 5 sarebbe stato troppo costoso modificare il Wankel) – un restyling estetico e solo parzialmente meccanico (+1 iniettore olio), con nuova fanaleria, un design rivisto per la carrozzeria e materiali leggermente migliori per gli interni.

    Comprarne una oggi

    Il mercato dell'usato della Mazda RX-8 mostra una curiosa, enorme distanza fra il primo prezzo e quello più elevato. Prodotta fra il 2003 e il 2011 (in Europa già fuori produzione dal 2010) e proposta ad un prezzo di 35.000 Euro, oggi la troviamo da circa 4000 Euro ad addirittura 25.000 Euro. Forse tantini per un'auto certamente valida ma non più giovane.

    A proposito di soldi: se da un lato il Renesis è fiscalmente interessante per via della sua bassa cilindrata di 1300 cc, dall'altro è noto per i suoi consumi non particolarmente contenuti. Diversi proprietari parlano di un consumo di carburante medio di 8km/l, di circa mezzo chilo d'olio ogni 1000 km e di visite in officina piuttosto costose. Perlomeno, stando ad un gran numero di opinioni registrate negli anni, non sembrano esistere difetti particolari, se non saltuari problemucci elettrici.

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