di Tommaso Ferrari - 05 marzo 2019

Automobili Pininfarina Battista: il nuovo riferimento delle hypercar elettriche

1900 cavalli, 2300 Nm di coppia, 0-100 sotto i due secondi e un design impressionante
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E’ stata acclamata a lungo e anche se la fonte di energia che la muove non incontra esattamente i nostri gusti, è giusto parlare di una vettura italiana così innovativa e prestazionale e che omaggia Battista Farina, meglio noto come ‘Pinin’, uno dei più grandi carrozzieri di sempre. Per ‘fonte di energia’ intendo che sfortunatamente sotto la sinuosa scocca della Battista non abbiamo un baritonale V8 o un urlante V12, ma quattro motori elettrici – uno per ogni ruota – che di conseguenza permettono un efficacissimo sistema di torque vectoring e trazione integrale senza necessitare di alberi di trasmissione o differenziali. Ah, e in totale ha 1.900 cavalli. 1-9-0-0. La Rimac Concept One e la Nio Ep9 scapperebbero a nascondersi insomma.

Questa sconvolgente potenza si riflette in prestazioni incredibili: 0-100 in meno di due secondi, 0-300 sotto i dodici e una velocità al momento stimata di circa 350 km/h. Se non bastassero queste cifre a stupirvi ci penserebbe la coppia: 2.300 Nm (!), quasi il doppio di una Veyron già di per sé capace di rallentare il moto terrestre in partenza. Le batterie e i motori elettrici sono posizionati in modo da garantire un baricentro bassissimo e di conseguenza una tenuta fenomenale in curva, mentre una carica completa permetterebbe di percorrere fino a 440 chilometri… sempre che siate capaci di controllare il piede destro. Non dimentichiamoci assolutamente del design: una vettura con un nome così pesante non poteva essere brutta, e fortunatamente la Battista centra perfettamente il bersaglio.

L’anteriore ricorda molto la Ferrari Sergio e la fiancata e le proporzioni generali fanno pensare vagamente alla nuovissima F8 Tributo, ma dopotutto Pininfarina vanta una collaborazione storica con Maranello. Il risultato comunque è impressionante e davvero notevole, esaltato dalla verniciatura bicolore e dalla riga rossa che contorna le minigonne e riprende i bellissimi fari posteriori, collocati esattamente sotto lo spoiler sdoppiato, unico elemento di aerodinamica attiva. Gli interni sono molto lussuosi, curatissimi e ovviamente tecnologici, con due schermi davanti al volante che gestiscono qualunque aspetto della Battista fungendo anche da cruscotto. I prezzi sembra che si collocheranno in territorio Chiron, fra i due milioni e i due milioni e mezzo di euro per l’hypercar elettrica più sconvolgente del momento. E’ elettrica sì, ma è anche un fantastico e degno omaggio a uno dei carrozzieri più importanti di sempre, che non avrebbe meritato meno scalpore.

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