di John Barker
- 26 May 2020

La parabola di evo: le sportive più desiderabili

Le auto sportive attuali sono troppo grandi, pesanti e anche esageratamente potenti. Quello che servirebbe è meno di tutte queste caratteristiche.

Questa famigerata passione per la guida che condividiamo è innata e viscerale, ma tutti noi sappiamo da cosa deriva. Abbiamo vissuto infatti momenti di pura gioia al volante, rivelatori, indimenticabili istanti di perfezione, quando una serie di elementi sembrano riunirsi tra loro: l’auto, la strada e il pilota. Abbiamo sempre la necessità di vivere queste emozioni, anche dopo aver guidato un sacco di auto e nelle più belle strade esistenti.

Può essere anche merito del sound di un motore che rimbomba tra le pareti di una galleria, dell’ago del contagiri che si arrampica verso la zona rossa, oppure di una scalata ben fatta, ma a volte basta semplicemente vedere l’immagine della propria auto riflessa in una vetrina, anche se ciò che più ci cattura è come l’auto si comporta in curva. Non esiste niente di più bello della sensazione di una macchina in equilibrio sotto di voi, la sua capacità di cambiare direzione in funzione degli input di freno, sterzo e acceleratore, e ciò che si percepisce attraverso il volante e il sedile grazie al lavoro degli ingegneri che hanno progettato con tanta passione e dedizione l’auto che state guidando. Questa è l’emozione che si prova, il vero brivido della guida. Ma la vera domanda è: quali sono le auto in grado di procurarlo? Abbiamo quindi immaginato una rappresentazione grafica delle migliori auto da guidare: quale scegliere? Quale raggiunge il miglior equilibrio e assicura il feeling più diretto passando da una curva all’altra? Qual è in grado di coinvolgere a qualsiasi andatura? Abbiamo riunito queste esigenze, eliminando le auto che non riescono a centrare l’obiettivo.

LE SPORTIVE PIù DESIDERABILI

La nostra breve lista delle sportive più desiderabili ha presto rivelato alcune caratteristiche comuni. Include anche alcune auto relativamente semplici, andando in ordine sparso: le prime Lotus Elise ed Exige, Lotus Elise Club Racer, Bmw M3 E30, Honda Integra Type R, Porsche 968 e 911 Club Sport, Porsche Cayman R, Alpine A110, Caterham Seven, Ford Puma, Renault Clio Williams, Clio Trophy e Mégane R26.R, Subaru Impreza RB5 e P1, Peugeot 106 e 306 Rallye, Lotus Elan (quella originale degli anni ‘60)… Cosa si deduce? Che c’è una sola macchina nuova: l’Alpine A110 (le Caterham sono nuove solo per quanto riguarda il gruppo motore/cambio).

I punti in comune? Uno è che si guidano molto bene, ma non bisogna dimenticare altre similitudini, come il fatto che sono tutte ragionevolmente compatte, leggere e non necessariamente troppo potenti. Tutto ciò è in netto contrasto con la tendenza del mercato. Negli ultimi 10 anni, le vendite dei SUV sono infatti cresciute parecchio, mentre per le auto leggere è avvenuto l’esatto contrario. Anche per quanto riguarda le sportive, i nuovi modelli sono accomunati da un deciso aumento di potenza, grip e anche dimensioni.

A questo punto noi, in qualità di appassionati dovremmo essere felici dell’incremento di prestazioni, grip e dell’evoluzione dei tempi fatti registrare al Nürburgring. Invece non dobbiamo mai dimenticare che aumentare potenza e grip significa che per scomporre l’auto bisogna guidare sempre più forte. Contemporaneamente, la crescita delle dimensioni (e del peso) delle auto moderne le rende meno sfruttabili, visto che le strade nel frattempo non si sono allargate e i limiti di velocità sono sempre gli stessi.

1/5

Alla luce di tutto ciò, abbiamo pensato:

...Esiste una sportiva ideale, caratterizzata da dimensioni e peso giusti, oltre che da un adeguato grip? Ci sono poi caratteristiche fondamentali per offrire la migliore esperienza di guida possibile? In estrema sintesi, possiamo definire una rappresentazione grafica della sportiva ideale? Siamo partiti con l’elenco delle nostre sportive preferite.

Dato che le apprezziamo, abbiamo calcolato la media delle loro caratteristiche vitali e sono emersi alcuni dati interessanti: un’auto dal peso intorno ai 1.100 kg, con un rapporto peso/potenza di circa 5,5 kg/Cv e pneumatici da 205 mm di sezione, il tutto all’interno di una carrozzeria non molto più grande di una Peugeot 306. Lo schema meccanico? Non è determinante in questo frangente, perché il nostro elenco include un po’ tutte le configurazioni possibili: trazione anteriore, motore anteriore-trazione posteriore, motore centrale-trazione posteriore, quattro ruote motrici … L’auto deve essere quindi abbastanza compatta per poter “giocare“ sulla strada, ma anche avere un peso contenuto per avere poca inerzia da gestire quando gli pneumatici perdono aderenza.

Il giusto grip in relazione a massa e coppia erogata dal motore è quindi fondamentale per la corretta dinamica di marcia, che deve essere influenzata anche dalla distribuzione dei pesi. Quindi, cosa altro deve esserci nella nostra auto compatta, leggera e che deve anche avere una dinamica regolabile e reattiva per assicurare divertimento di guida?

Tutti questi aspetti di cui i costruttori devono tenere conto vanno quindi miscelati nel modo giusto per poter sfruttare tutto il potenziale di un’auto. L’Alpine A110 spunta quasi tutte le caselle e punta dritto all’obiettivo finale. Appare infatti piccola di fianco a una Cayman e la leggerezza è il punto chiave nella sua superba dinamica e nelle sue brillanti prestazioni. La Lotus Elise – la cui scocca in alluminio ha ispirato la Alpine – continua su questa strada, anche se le versioni più recenti sembrano voler puntare più sul grip che non sul puro e semplice divertimento di guida.

Un plauso anche a Mazda. La prima MX-5 pesava 971 kg e 30 anni dopo l’attuale MX-5 è solo di poco più pesante, confutando quindi la teoria che le auto moderne debbano necessariamente crescere sensibilmente di peso per ottemperare alle normative sulla sicurezza. Facendo riferimento alle vecchie glorie del passato, si spera sempre di trovare auto degne anche nel settore delle compatte sportive: al momento solo la Fiesta ST Performance Edition sembra procedere nella giusta direzione.

C’è sicuramente spazio anche per le eredi delle Renault Sport Clio Trophy e Mégane R26.R, hot hatch compatte, leggere, coinvolgenti, ma anche abbastanza diverse dalle costose e potenti AMG A45 e Mégane Trophy-R. Più in generale, ogni segmento potrebbe realizzare automobili che si avvicinano al nostro modello ideale. I benefici di auto più compatte, leggere e anche meno potenti potrebbero riguardare poi anche i consumi e la riduzione dell’usura dei materiali di consumo. Ma per quelli che la pensano come noi, la cosa più bella sarebbe poter contare su una guida degna di questo nome ogni volta che di fronte al parabrezza si presenta una bella strada.

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