di Tommaso Ferrari - 02 maggio 2018

Ford Fiesta ST200

La piccola di casa Ford ci ricorda quanto sia entusiasmante fra le curve
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    Ricordo molto chiaramente quando anni fa, all’epoca della presentazione della Ford Fiesta ST, Evo Uk aveva organizzato un test di gruppo tremendo per la nuova arrivata: le rivali erano tutte auto più potenti, più costose e con cambi a doppia frizione o diavolerie elettroniche che la piccola Ford si sognava. Eppure con grande piacere, la vettura meno potente, più leggera e meno sofisticata aveva dato una lezione su strada – e anche in pista – a tutte le sue agguerrite opponenti. Tre anni dopo però, la casa americana dichiarava di aver migliorato ulteriormente questo concentrato di divertimento, presentando la Ford Fiesta ST200. Nella mia testa la ST200 aveva sempre rappresentato una sorta di Clio Williams moderna: un motore potente ma non esagerato, una cura del telaio e della precisione di guida sconosciuta a molte compatte, e la immancabile capacità di curvare su tre sole ruote, quindi ero molto curioso di scoprire le reali capacità di questa due volumi sportiva.

    Esteticamente si presenta davvero bene: il Blu Spirit della ST standard ha lasciato spazio a un intrigante e particolare ‘Grigio Tempesta’ che si lega molto bene ai cerchi nero opaco da 17 pollici con disegni esagonali; i paraurti e le minigonne sono stati ridisegnati più sportivi così come lo scarico sdoppiato e l’alettone posteriore, e tutta la carrozzeria e gli interni sono tempestati di loghi ST200, in caso abbiate parcheggiato accanto ad una ST standard. E le modifiche meccaniche? Il retrotreno è stato irrigidito del 33% per eliminare anche la più residua traccia di sottosterzo, il rapporto di trasmissione finale è stato accorciato del 15% e come suggerisce il nome l’1.6 litri turbocompresso è stato portato a 200 cavalli (che poi in realtà grazie all’overboost diventano in terza e quarta marcia 215 per venti secondi con 320 Nm di coppia). A farmi compagnia durante la prova il proprietario ha anche invitato alcuni amici con ‘giocattoli’ per persone che hanno gusto (una Focus RS mk1, una Fiesta ST 150, fino ad una Integra Type R ed una Rx-8 piuttosto focosa) e mentre saliamo lungo il percorso di prova – noto per una cronoscalata annuale – risultiamo un trenino decisamente rapido. Ora però devo concentrarmi sulla ST200.

    Tralasciando la citata parte estetica che apprezzo molto, è la guida quella che mi attira veramente, così rubo il volante e inizio a regolare i profilatissimi sedili Recaro. La posizione di guida ottimale si trova rapidamente, e anche se la seduta non è rasoterra ci si sente a proprio agio, grazie anche ai pedali leggeri e ben modulabili; l’unica nota stonata è la posizione dell’acceleratore un po’ anomala per il punta tacco, ma più andate forte e più dovete affondare il piede sul freno, cosa che rimette a livello il tutto. Con questa scusa, non mi faccio pregare e inizio a guidare nel solo modo che la ST200 conosce. Veloce. L’1.6 litri quattro cilindri ha una progressione ammirevole e grazie anche all’overboost spinge fino in quarta marcia alla linea rossa con foga, senza un eccessivo turbolag e con un sound dove sbuffi, risucchi e soffi della turbina la fan da padrone; nonostante manchi il timbro di un aspirato ha una bella tonalità roca e importante per una macchina così piccola. Tutta questa coppia è affidata ad un eccezionale cambio a sei marce manuale (d’obbligo su una hot hatch, capito Clio 200 turbo?) molto rapido negli inserimenti e precisissimo, senza mai avere un impuntamento o una indecisione anche sopra i 5000 giri. Quando si entra in curva poi, il divertimento raddoppia: l’anteriore non conosce praticamente il sottosterzo e il telaio è così accurato che potete giocare a piacimento con il posteriore, facendo allargare la coda di quell’angolo appena sufficiente a farvi chiudere perfettamente la traiettoria, ovviamente su tre ruote.

    Il retrotreno infatti è piuttosto mobile, ma sempre in modo amichevole e mai improvviso; vi sorprende come l’auto sembri ruotare attorno al suo centro, e la sola volta che ha scartato bruscamente di lato a causa di una profonda sconnessione, tutto è risultato spontaneo da gestire. Il massimo del piacere è quando riuscite a sfruttare il posteriore per percorrere un’ intera curva su tre ruote lavorando di acceleratore per tenere la coda leggermente di traverso, già pronti per la prossima. Una bella dimostrazione di equilibrio, e cavoli se è rapida in questo modo. Difetti ne ho trovati pochi: mi aspettavo uno sterzo un pelo più comunicativo, ma è comunque diretto e non avaro di informazioni, dandovi confidenza per mettere dovunque vogliate le ruote anteriori, mentre il differenziale elettronico a volte – specialmente in uscita dai tornanti in seconda – fa fatica a gestire tutta la coppia, terminando con qualche indesiderato pattinamento (anche se bisogna considerare le gomme non nuovissime). Infine, il proprietario mi diceva che i freni originali non erano all’altezza dell’auto, che ora monta pastiglie e dischi più performanti che rendono il mordente ottimo e i limiti di bloccaggio piuttosto alti. Che dire, la ST200 è una di quelle rare macchinine rapidissime, divertenti e così coinvolgenti da sembrarvi vive rispetto alle tante auto ‘spente’ di oggi, e con consumi interessanti, telecamera posteriore, navigatore, sistema keyless etc… è pure un’ ottima auto per tutti i giorni. In ogni caso, lasciate stare tutte queste cose e concentratevi sulla sua guida.

    Un grazie ad Alessandro per la ST200, al suo gruppo di amici... e al proprietario della cascina.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
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