a cura della redazione - 26 August 2022

Un pezzo di storia americana della Nascar per quasi 170.000 euro

Portarsi a casa una Plymouth Superbird ormai implica un assegno bello cospicuo

Il mondo – per fortuna – è pieno di eccezionali sportive chiamate “Homologation Specials”, vetture prodotte in un numero limitato necessarie ad omologare la controparte da pista o da rally; tendenzialmente sono sportive giapponesi ed europee, e spesso capita che siano auto estremamente coinvolgenti da guidare. Anche in America tuttavia vigevano regole simili, per esempio per il campionato Nascar, dove negli anni ’70 era necessario produrre due esemplari stradali per ogni concessionario presente.

Conti alla mano, ecco che sono stati prodotti esattamente 1.920 esemplari di Plymouth Superbird, un modello leggendario, non solo per quell’ala che potrebbe servire da impalcatura per dei lavori di ristrutturazione. La Superbird era molto più lunga del modello dalla quale derivava, aveva un frontale liscio con fari a scomparsa per una migliore penetrazione aerodinamica, sfoghi d’aria sopra ai passaruota e un’ala imponente, mai vista, così alta per non generare troppi vortici e… permettere che il bagagliaio si aprisse. Davanti e dietro spiccava l’adesivo del personaggio dei cartoni Roadrunner.

L’esemplare venduto di recente ad un’asta è in condizioni davvero buone, verniciato di bianco e con un V8 440 Commando da quasi 400 cavalli. La Superbird ha percorso meno di 70.000 chilometri, sfoggia ancora gli interni neri originali, doppi scarichi, servosterzo e un cambio manuale a quattro marce. Negli ultimi dieci anni è stata accuratamente restaurata e ci sono davvero poche aree dove intervenire ancora, ecco perché questa rarità d’oltreoceano è stata battuta per quasi 170.000 dollari, per la precisione 162.500. Non sarà arancione, o non sarà la spettacolare Superbird di Richard Petty (sotto), ma questa muscle car aerodinamica continua ad avere un fascino unico.

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