di Tommaso Ferrari - 22 August 2022

Bugatti saluta la Chiron presentando la Mistral, prima e unica scoperta della saga

Ne saranno prodotti solo 99 esemplari, con 1.600 cavalli e un look da diva

E’ appena terminata la Car Week di Monterey e al prestigioso evento The Quail Bugatti ha presentato la nuova Mistral Roadster, prima scoperta della saga Chiron e ultima hypercar basata su questo pianale. Dopo un’intera discendenza di motori W16 e di Veyron la Chiron prese il testimone della prima hypercar della storia, sconvolgendo ancor di più il mondo con prestazioni impensabili un tempo. Per dire addio sia al mastodontico sedici cilindri sia alla Chiron Bugatti introduce la Mistral, con una monoscocca in carbonio completamente ridisegnata per forme audaci, teatrali, e anche piuttosto belle.

Tutta la carrozzeria è un susseguirsi di linee scolpite, aperture, sfoghi e incroci complessi per stupire gli occhi dei parcheggiatori di Montecarlo e far sbollire a dovere l’8.0 litri ben in mostra al retro. Il ferro di cavallo all’anteriore si arrotonda di molto, affiancato da due bocche enormi e fari a led regolari e modernissimi; il retro invece sfoggia un disegno dei fari a X, molto audace e scenico con le lettere Bugatti nel centro. La Mistral è più una Targa che una cabrio, il parabrezza e i finestrini laterali sono bassissimi e filanti, una bella idea per snellire la massiccia fiancata e dare un senso maggiore di coinvolgimento.

Non che serva aggiungerne… il motore da 1.600 cavalli è lo stesso della Chiron 300 + che ha toccato i 490 km/h, e anche se la Mistral non raggiungerà tali vette non andrà molto lontana dai 450 km/h, più che sufficienti. Se notate il bel gioco di riflessi delle foto di presentazione vedrete una Veyron specchiata nell’acqua, una sorta di addio all’antenata dato che l’alleanza con Rimac porterà ad una erede ibrida o probabilmente – sigh – elettrica. Persino la Chiron, sconvolgente, ma non l’esempio supremo di purezza di guida, non merita di perdersi nella mischia delle hypercar elettriche, con numeri sempre più esagerati e inutili e linee poco caratteristiche. Dita incrociate.

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