di Tommaso Ferrari - 12 April 2022

Lambo introduce la nuovissima Huracan Tecnica

640 cavalli, trazione posteriore, meno estrema della STO e più divertente della Evo. Una ricetta da standing ovation.

Eravamo troppo curiosi di vedere cosa avesse in serbo per noi la casa di S. Agata, una sorpresa Pasquale ben gradita perché quando in ballo c’è quel massiccio e urlante V10 le cose non potranno che essere intriganti. L’ultima arrivata nella gamma Lambo è la Huracan Tecnica, una sorta di STO più domata o al contrario una RWD che ha scoperto la creatina. Secondo Lambo infatti la Tecnica – esclusivamente a trazione posteriore – offre la più pura esperienza di guida possibile unita alla massima libertà di utilizzo, anche tutti i giorni volendo. “Un collegamento tra stile e prestazioni, strada e pista. La Huracan Tecnica porta in ognuno lo spirito del pilota ricompensandovi con il divertimento più assoluto” si legge nel comunicato. Immaginate la Tecnica come una Caterham 620 S rispetto alla 620 R; ecco, è così.

L’estetica viene ripresa dalla Huracan Super TrofeoEvo 2, con qualche tratto – come la tricuspide sotto i fari – ispirato alla Siàn e alla SCV12, però senza raggiungere la brutalità della STO. Certo che con quel colore (verde Selvans), i nuovi cerchi a motivo esagonale e gli scarichi anch’essi esagonali difficilmente passerete più inosservati. Gli interni non cambiano eccessivamente, ci sono dettagli specifici Tecnica come le scritte sui sedili e i dettagli verdi, o l’HMI personalizzato, oltre a infinite combinazioni con il programma Ad personam.

La curva del montante che scende verso il vano motore è stata ridisegnata in modo da inserire una nuova presa d’aria e lasciare più esposto il nostalgico V10, puro, semplice e incontaminato nella sua esplosività. La Tecnica conserva il 5.2 litri da 640 cavalli in comune con la STO e la EVO a trazione integrale, rimanendo però a trazione posteriore. I 40 chili in più rispetto alla STO fanno salire lo 0-100 a 3,2 secondi (penso potremo sopportarlo…) e anche il livello di comfort, senza gli estremismi della sorella più tosta. A dispetto delle somiglianze la Tecnica sembra avere il suo preciso motivo di esistere, unendo come al solito un look spaziale ad una meccanica ormai quasi unica e un sound ed un’esperienza da brividi. Sarà l’ultimo V10 aspirato di S. Agata prima della presentazione della Sterrato? Ci auguriamo tanto di no.

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