di Tommaso Ferrari - 16 March 2022

Mansory abbellisce (secondo lui) la Ferrari Roma

Il tuner non si smentisce nemmeno con l'elegantissima italiana

Ah, la Ferrari Roma. Un piccolo capolavoro di Flavio Manzoni e del suo team: aspetto elegantissimo, sinuoso, raffinato nella sua semplicità; moderno ma al tempo stesso vagamente classico, capace davvero di ricordare lo stile della capitale Italiana. E niente, Mansory ci ha messo sopra le mani. Non crediate che il tuner stavolta si sia fatto scrupolo, il poco gusto e il ‘barocco’ pesante si sono nuovamente scagliati contro la povera supercar italiana. Ci piace il colore dai, per il resto siamo… perplessi per usare un eufemismo: i cerchi forgiati da 21 e 22 pollici sono esageratamente aggressivi, neri e circondati da un bordino rosso non proprio gradevole, il paraurti frontale integra delle prese d’aria e alette riprese probabilmente dalla Batmobile, lo spoiler posteriore ricorda un vassoio della mensa e l’elegante posteriore è sepolto sotto un estrattore enorme e fuori luogo.

Più minigonne, specchietti, cofano e fiancate lavorati con dettagli interamente in carbonio lasciato a vista. Il 3.9 litri V8 biturbo ha ricevuto una nuova Ecu, uno scarico meno docile e altri lavoretti passando da 620 cavalli a ben 710, con addirittura 865 Nm di coppia che garantiscono 332 km/h e uno 0-100 in 3,1 secondi. Per quanto riguarda gli interni, stessa storia dell’esterno: nuovi battitacco con scritte Mansory, logo Mansory gigante sul volante e carbonio a contrasto con pelle rossa. Il ‘tuning tecnico’ sul V8 lo capiamo anche, quello sulla carrozzeria – che ora ricorda la sorella brutta della DBS Superleggera – molto, ma molto meno.

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