di Tommaso Ferrari - 28 February 2022

Prossimamente su EVO di Marzo

Abbiamo provato la nuova arma di Porsche, la balistica 992 GT3. E sì, ci ha impressionato di brutto

Sul prossimo numero di Evo ci sarà una presenza difficile da ignorare, una tedesca che non manca mai di far parlar di sé. La 911 è come la saga di un film che dura da decenni, con rivisitazioni e colpi di scena, solo che i sequel anziché non essere mai all’altezza del titolo originale generalmente lo superano. Sarà anche il caso della 992 GT3 in questa vivissima colorazione Blue Shark? La risposta è meno scontata del previsto. In soldoni – ci sarà tutto ben spiegato su Marzo –rispetto alla 992 standard (una delle 911 meno riuscite) la GT3 è esteticamente di un altro pianeta: le proporzioni sono ora corrette, il posteriore si alleggerisce, spariscono quegli stupidi ‘dentini’ alla fine del lunotto, il frontale derivato dal Motorsport è magnifico e la cattiveria che emana quella carrozzeria vi fa capire già tutto.

Gli interni sono curati con una qualità notevole e veramente piacevole, ma non si può non notare il rollbar, le cinture da corsa a cinque punti e quegli spettacolari gusci in carbonio. Il flat six ora eroga 510 cavalli per uno 0-100 in 3,4 secondi e una velocità di punta di 318 km/h (320 per la Touring che non ha quell’immensa ala con montanti inversi), e sale verso i 9.000 giri con ferocia, forse impressionando di più ai medi che negli ultimi 1.000 giri, dove probabilmente Porsche si sta tenendo per la GT3 RS. L’inserimento e la percorrenza in curva però sono da altro mondo: l’immediatezza dello sterzo, l’appoggio garantito dal telaio, dalle nuove sospensioni anteriori e dalle Cup 2 è sbalorditivo, come se i concetti di rollio e deriva non esistessero nel mondo di questo puffo letale.

I sedili sono eccezionali, così come il feeling di guida, peccato solo che il PDK sia efficacissimo ma pecchi di emozione rispetto al manuale, comunque disponibile. La 992 GT3 è un’arma per pochi, in questa generazione è forse fin troppo clinica e ‘perfettina’, più concentrata sul cronometro che sulla vostra anima, ma ciò non toglie che anche il nuovo sequel vi terrà incollati allo schermo.

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