di Tommaso Ferrari - 25 February 2022

Manhart stravolge la M2 Competition, quasi del tutto in positivo

L'estetica è una mazzata in un occhio ma la MH2 630 sa come farsi perdonare

Se il colore oro facesse andare più veloce un’auto, allora manco una Chiron o una Regera vedrebbero dov’è passata la nuova creazione di Manhart. Il tuner tedesco ci è andato giù piuttosto pesante con quella preziosa tinta: strisce oro sul cofano, sulle fiancate, le estremità dell’ala posteriore sono oro, la fascia parasole pure, i profili delle minigonne, dei cerchi e dei paraurti idem, e vediamo… ah sì, c’è una striscia dorata anche dietro e sul tetto. Quella che vedete è una M2 Competition rinominata MH2 630, proprio perché i cavalli sono 630. Su una M2!

L’idea è quella di sviluppare una M2 ancora più cattiva estremizzandola per la pista, ecco perché i freni anteriori sono rubati alla M4 GT4 da corsa (380 mm a sei pompanti), ci sono sospensioni KW Clubsport, cerchi ultraleggeri da 19’’, sedili Recaro e cinture da corsa, Michelin Cup 2 e un rollbar integrale. Il 3.0 litri turbocompresso S55 ha ricevuto un nuovo scarico, turbine più toste e un sistema di raffreddamento migliorato, per arrivare alla potenza di una M5 CS… in una sportiva grande la metà. Le prestazioni saranno al plutonio sicuramente (e come divertimento saremo lì), peccato che l’estetica – eccetto i tocchi in carbonio – sia decisamente eccessiva.

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