di Tommaso Ferrari - 12 October 2021

Officine Fioravanti ha portato la Testarossa nel ventunesimo secolo

Un restomod raffinato che migliora con discrezione tutti gli aspetti della rossa (che qui però è bianca) per un risultato eccezionale

Ne ho incrociata una proprio l’altro giorno, una Testarossa rossa con specchietto singolo e cerchi monodado, che stava risalendo agile verso la Val di Fiemme. La Testarossa affascina fin dagli anni ’80 e le sue linee taglienti e il dodici cilindri a V di 180° hanno finito per stregare anche i ragazzi delle Officine Fioravanti, che in un mondo popolato da restomod hanno deciso di dire la loro. La base ovviamente è stata una Testarossa prima serie, bianca in omaggio a Miami Vice, dalla quale è stato ricavato un restomod molto sobrio, non esagerato né deciso a stravolgere la vettura, ma un elegante rifacimento delle parti più ‘datate’ per portarla nel ventunesimo secolo e per apprezzarla ancora di più al volante. I bellissimi cerchi a stella innanzitutto sono cresciuti, arrivando a 17 pollici all’anteriore e 18 al posteriore con – a scelta – Michelin Pilot Sport 4 o 4S per uso stradale o addirittura Pirelli Trofeo R se avete deciso di cronometrare le salite sui passi di montagna.

Lo squisito V12 di 180° è stato rivisto per erogare 510 cavalli a ben 9.000 giri e 600 Nm di coppia, che migliorano notevolmente prestazioni e fluidità di guida, e portando la velocità massima a 323 km/h. Si va avanti con freni Brembo, ABS regolabile in 12 differenti settaggi, sospensioni Ohlins (regolabili elettronicamente e con sollevatore fino a 70 mm), nuove barre antirollio e persino l’aerodinamica (senza toccare l’estetica) è stata migliorata lavorando sul fondo piatto; con tutte queste finezze chissà che gioia da guidare. Altro aspetto che è rimasto il più vintage possibile pur coniugandosi allo stile moderno è l’abitacolo, con tanta pelle, strumentazione analogica Veglia, cambio manuale a griglia aperta, sottile volante a tre razze e – tocco di classe – un bel telefono anni ’80 a mattone che però nasconde la connettività Bluetooth, oltre ad un'autoradio nascosta con Apple car play e prese usb. Il progetto ci piace molto, nulla di esagerato, semplicemente sono stati insaporiti gli ingredienti di un’ottima ricetta per ottenere un risultato ancora più eccitante, con qualche piccolo comfort moderno che di certo non guasta. Ci sarebbe voluto un attimo per esagerare e finire dalla parte sbagliata del buon gusto, invece Officine Fioravanti ha lavorato come si deve, e lo apprezziamo molto.

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