a cura della redazione - 18 November 2020

Per Jeremy Clarckson le supercar moderne “sono alla frutta”

Tutte eccessivamente potenti e complicate da poter essere sfruttate a pieno. Questo il pensiero senza peli sulla lingua dell’iconico ex conduttore di Top Gear (BBC).

Che Jeremy Clarckson, il famosissimo e divertente presentatore ora di The Grand Tour (Amazon), sia solito uscirsene con frasi a dir poco al limite dell’ordinario lo sappiamo un po’ tutti e che spesso le sue valutazioni siano più votate alla provocazione e all’intrattenimento che alla mera informazione è noto anche questo. Ogni volta però che l’istrionico presentatore apre bocca è però come se fosse la prima volta, ci dimentichiamo della sua indole “birichina” e immediatamente sui social e sui media si scatenano commenti, polemiche o commenti di gradimento per quanto detto.

L’ultima uscita senza peli sulla lingua del mattatore prima della BBC e ora di Amazon è avvenuta qualche giorno fa sulle pagine del Times inglese quando è stata pubblicata la sua recensione della Alfaholics GTA-R 290. Per il giornalista inglese le attuali supercar sarebbero alla frutta o meglio vicine al baratro. “Penso che dovremo affrontare il fatto che le supercar sono morte. Sono troppo grandi e troppo potenti. Su una strada normale non puoi tener giù il piede in prima, seconda o terza per più di un secondo, perché è come provare a far volare un aereo da caccia dentro a un centro commerciale. E ciò significa che ti tocca sopportare tutta la scomodità e le limitazioni delle auto da corsa senza poterti godere - men che meno sfruttare - il motivo stesso della loro esistenza. Ossia la loro potenza.” Queste le sue esatte parole sul Times che poi prosegue nel discorso affermando che: “Su una Ferrari non sarei in grado di godermi la strada, troppo impegnato a non schiantarmi per l'alta velocità. Potendole di fatto sfruttare solo in pista, dove pochissimi le portano, le supercar sono per questo finite”.

Della stessa idea però sembra essere anche un campione del calibro di Walter Rohrl, campione ed ex pilota di vetture da rally del Gruppo B e ora collaudatore e uomo immagine della Porsche, che prima di Jeremy Clarckson si era espresso in modo similare al giornalista inglese, riferendosi ai record sul famosissimo circuito dell’Inferno Verde e spiegando il perché del suo defilarsi dal tentativo di record con la Porsche 911 GT2 RS: “Le auto di oggi sono diventate troppo veloci sul Nurburgring Nordschleife non c'è margine d'errore, quello è il problema. Con queste auto percorri la Schwedenkreuz a 295 km/h e la Fuchsrohre a 270 km/h, e ricordo tutti gli incidenti che si sono verificati in questi punti negli ultimi 20 anni. Affrontando la Fuchsrohre ai 270 ripenso sempre a uno dei collaudatori Bridgestone, che ruppe il cerchio”.

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