18 August 2020

Aston Martin Valkyrie: tutti i segreti del motore Cosworth da 1.014 CV e 11.100 giri

Aspirato e abbinato a un sistema ibrido composto da una prestazionale unità elettrica, il motore termico della hypercar Valkyrie è capace al tempo stesso di prestazioni fuori dal comune e di essere in regola con le attuali normative sulle emissioni.

La Casa di Gaydon ha tolto il velo all'unità propulsiva che farà da cuore pulsante alla sua nuova hypercar. Stiamo parlando della Aston Martin Valkyrie che per l'occasione sfoggerà un 6,5 litri V12 a 65° aspirato benzina in grado non solo di erogare la bellezza di 1.014 CV a 10.500 giri/min e 740 Nm a 7.000 giri/min ma anche di "frullare" fino a quota 11.100 giri/min, lo stesso regime del V6 di Formula 1 montato sulla Mercedes-AMG One.

Pedigree di razza

Grazie al know-how nelle competizioni e alla collaborazione con Cosworth è nato il V12 aspirato più potente mai fabbricato per un’auto stradale che la stessa Casa di Gaydon identifica come la “massima espressione del motore a combustione interna” e a leggere i dati tecnici risulta, infatti, impossibile dare torto al Brand inglese di auto sportive.

Derivato dal motore originale montato sulla Vanquish, il dodici cilindri a V da 6,5 litri di cilindrata con bancate a 65° è stato non solo ridisegnato e rielaborato, così da raggiungere ben 155,9 CV/litro, ma anche alleggerito fino all'eccezionale peso di 206 kg e corredato di distribuzione comandata da ingranaggi per far fronte a regimi di rotazione così elevati.

Numeri da capogiro

Un propulsore caratterizzato da una PME (Pressione Media Effettiva) di 14,3 bar a 7.000 giri, un valore elevato ma non estremo visto che auto come Porsche GT3 RS e Ferrari 458 hanno valori superiori, rispettivamente in 14,8 e 15,1 bar.

Più stupefacente è però il suo regime massimo di giri, fissato a 11.100 giri/min, o ancora il fatto che ogni 1.000 giri al minuto, la potenza cresca di circa 100 CV: dai 7.000 giri e 728 CV si sale agli oltre 800 CV a 8.000 giri, che diventano poco meno di 900 CV a 9.000 e 1.000 CV a 10.500 giri.

Materiali nobili

Un risultato reso possibile grazie all'adozione di materiali come il titanio, impiegato per la costruzione delle bielle e dei pistoni con specifiche da Formula 1, e la fibra di carbonio.

A queste "chicche" si aggiunge l'albero a gomiti in acciaio, ricavato dal pieno con una riduzione del peso di circa il 50% rispetto a quello della One-77, tolleranze dimensionali estremamente strette e ogni componente che è stato realizzato con la minore massa possibile ma con la massima resistenza ottenibile. Va, infine, detto che la soluzione finale a bordo dell'Aston Martin Valkyrie prevede però un sistema ibrido, composto dal motore termico appena descritto e da un'unità elettrica da ben 160 CV che non può che incrementare ulteriormente le già spaventose prestazioni.

Amico dell'ambiente

In ultimo, nonostante le strabilianti prestazioni, il super motore di Gaydon è stato comunque in grado di superare tanto gli standard sull'affidabilità, è garantito 100.000 chilometri, quanto le più severe normative sulle emissioni inquinanti.

Per raggiungere questo secondo obiettivo ha dovuto però rinunciare alla iniezione diretta, tipica dei motori prestazionali di ultimissima generazione, perdendo si qualcosa in termini di potenza ma guadagnandoci dal punto di vista delle emissioni. A completare il controllo delle sostanze nocive ci pensano 4 terminali di scarico 3 in 1 - cioè i gas di scarico di 3 cilindri finiscono in un unico terminale – provvisti poi ognuno del proprio catalizzatore

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