di Andrea De Admich - 15 March 2020

Guidare i miti del passato

Cosa si prova oggi a guidare i “miti” del passato? Beh, può anche capitare di rimanerci male...

Avevo già parlato delle mie prime gare nel 1962, con la mia macchina stradale, una Triumph TR3/a color azzurro, con cui avevo corso alla Castell’Arquato-Vernasca e, subito dopo, alla Bobbio-Penice. Ero andato forte pur essendo un debuttante di 19 anni…! Guidavo forse in modo un po’ spregiudicato; ma pur correndo nella classe 2.000 GT, quindi contro Porsche Carrera & C., ero arrivato terzo e poi secondo.

Mi ricordo che “gestivo” la mia TR 3 aggressivamente, inserendomi in curva con una sbandata controllata, anticipando un po’ di controsterzo, in modo comunque fluido e progressivo. In poche parole, ricordavo la mia Triumph facile da controllare ed, appunto, più o meno morbida di sterzo e di trasferimenti di carico, con solo il cambio lento e…sgradevole, se non con punta-tacco e doppia frizione per non “grattare” pesantemente.

Nel 1962, con la mia Triumph TR3/a stradale, partecipai alla Castell'Arquato- Vernasca, poi alla Bobbio-Penice

Ho ancora la mia Triumph immacolata nel mio parco vetture personale, revisionata sia meccanicamente (sospensioni, sterzo, motore, cambio ecc.) sia cosmeticamente (colore, interni, anche hard top e capote) e quando ho “provato” a guidarla come mi ricordavo, ne sono rimasto deluso, quasi spaventato, certamente impensabile di concepire una sbandata controllata, una guida aggressiva se pur morbida e progressiva.

Quasi tutta colpa del volante immenso di diametro, dello sterzo che più duro non si può concepire, della posizione di guida dove non ci sto più (sottolineo che nel 1962 ero già alto 1.88, ed il peso più o meno similare con forse oggi 2 kg in più). Allora non avevo modificato nulla quindi l’attuale abitacolo è rimasto invariato e ribadisco lo sterzo idem. Con la macchina attuale, pur perfettamente tenuta e messa a punto forse meglio di allora, non potrei concepire di guidarla tirando ed andando forte.

Avevo già vissuto una esperienza similare con la GTA 1.6 del 1964 con cui avevo vinto 2 campionati europei assoluti (allora non c’era il mondiale) contro Lotus Cortina e Bmw 2002. Dominando in tutte le piste europee e soprattutto divertendomi di più quando pioveva. Guidata successivamente la GTA, lo scorso anno a Monza, dove avevo vinto due, forse tre, gare di durata di 4 ore, mi è sembrato impossibile ripetere le prestazioni di allora.

Insomma, ci siamo abituati così bene con le macchine moderne, che quando abbiamo l’opportunità di riguidare oggi una classica dei vecchi tempi, ma neanche tanto vecchi tutto sommato, ci resti male e tristemente sorpreso. Ricordo che sono stato il primo, sempre con l’Alfa Romeo GTA, a scendere sotto i 10 minuti con una turismo al vecchio Nürburgring: 9.58, ed anche di questo ve ne avevo già parlato, che sembrò un tempo formidabile e Jackie Stewart con la Tyrrell aveva il record assoluto con 7.35. Oggi credo che una Panda normale farebbe facile meno dei miei 10’, mentre la Stelvio SUV ha girato in 7,25. Mi piacerebbero i vostri commenti e valutazioni.

Andrea De Adamich

Fondatore e direttore del Centro Internazionale Guida Sicura www.guidasicura.it

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