di David Vivian - 05 dicembre 2019

Hot Hatch: Kia vs Suzuki vs Mini vs Seat

Abbiamo messo a confronto 14 hot hatch e stilato una classifica per decretare la regina del 2019. In questo articolo vi raccontiamo le performance della Kia Ceed GT, Suzuki Swift Sport, Mini Cooper S e Seat Leon Cupra 290.

COMPARATIVA

La zona delle hot hatch si estende dai piccanti modelli piccoli (la VW UP GTI è chiaramente la nostra preferita) fino a vetture che arrivano a 300 Cv e che potrebbero essere descritte come delle vere e proprie armi, come la Type R e la Megane Trophy. Nella nostra comparativa ne abbiamo messe a confronto ben 14. In questo articolo, vi raccontiamo la parte finale della classifica, dal 14° all'11° posto.

Nei prossimi giorni, le posizioni più alte.

14° POSIZIONE: KIA CEED GT

La posizione più bassa occupata dalla Ceed non è dovuta a una mancanza di talento, ma più perché negli ultimi anni l’asticella si è alzata notevolmente in questa categoria. Circa 200 Cv e 1,4 tonnellate rendono un’auto vivace, mentre uno chassis sorprendentemente a punto e buone gomme offrono grande fiducia; ma quando dai 35.000 euro in giù si trovano auto come la Fiesta ST, Megane RS e la i30 N Performance, la Kia si posiziona in fondo alla lista.

Forse l’auto a cui si avvicina di più la Ceed è la Golf GTI. Ha la stessa maturità per tutti i suoi controlli, la stessa sensazione che gli ingegneri Kia hanno ottenuto passando ore e ore per raffinare ogni dettaglio ed sradicare efficacemente qualsiasi debolezza.
E come la Golf, il risultato è un’auto che probabilmente manca di personalità. Sterza bene, c’è buon grip, ed è rassicurante la stabilità alle alte velocità, mentre i freni si prestano a farsi punire in pista e offre un ottimo fulcro per il tacco-punta. Si guida anche bene su strada – tra le presenti è una delle più vivibili – e mentre il motore non ha gli stessi muscoli delle altre, riesce comunque a essere brillante.
Probabilmente, il più grosso complimento che le facciamo è che sembra una i30N depotenziata, e dato che le due auto sono strettamente collegate, non ci sorprendiamo. Ciò che manca alla Ceed è il fattore di eccitazione della Hyundai, ed è questo il motivo per cui la Ceed langue in ultima posizione.

13° POSIZIONE: SUZUKI SWIFT SPORT

La più recente delle Suzuki Swift Sport ha tutti gli ingredienti per essere una fantastica hot hatch, ma non lascia il segno in alcune aree importanti. Non per ultimo, il prezzo di listino: 21.190 euro sono un boccone amaro da mandar giù, soprattutto considerando che la versione precedente era un vero e proprio affare.

Ciò che sorprende è che sul circuito di Anglesey la Swift recupera terreno che sarebbe andato perso con arti del calibro di Mini e Up GTI. Le prestazioni non vanno snobbate, il peso a secco di 975 kg (20 kg in meno della Up e 212 in meno della “cicciottella” Fiesta) sono un piccolo impedimento per l’1.4 da 140 Cv.
In pista è molto più efficace della VW, e discutibilmente meglio della Mini Cooper S. Lottate contro la forte propensione dello sterzo a ritornare in posizione neutrale, cosa che ha destabilizzato diversi tester di evo, e l’auto troverà più trazione su un circuito liscio che su strada.
I ruoli si invertono infatti su strada, con la Suzuki che non ha il carattere della VW e il guizzo della Mini, mentre lo sterzo inizia a stridere ancora una volta. La massa ridotta è facilmente apprezzabile, ma la compostezza della Swift si deteriora non appena si spinge forte. Come tuttofare è indubbiamente migliore della precedente con l’aspirato (e al contrario dei modelli turbo, è incredibilmente frugale a velocità di crociera), ma al contrario di quella, manca l’abilità di cacciatore di giganti.

12° POSIZIONE: MINI COOPER S

Guardate il Goodwood revival e vedrete come le Mini vengono derise in pista, mentre i risultati al Rally di Monte Carlo parlano da sé per il modello stradale. Sicuramente, quella non è la stessa Mini qui presente, ma il marchio ha creato un’impressionante reputazione per le sue ultime creazioni, quindi la Cooper S ha il peso delle grandi aspettative sulle spalle.

In questa compagnia, comunque, la Mini pecca di profondità. Il telaio, reattivo a velocità moderate su strada, perde compostezza quando si spinge forte, e in pista si raggiunge facilmente il limite delle gomme anteriori. Lo sterzo sembra un espediente: è veloce nella risposta ma non dà feedback e si dimostra elastico nel tornare in posizione neutrale. Come con la Suzuki, spingi in pista, ma ti diverti anche a navigare tra le rotonde con colpetto di controsterzo in strada, pur bramando più risposta dallo sterzo e meno iperattività nelle altre situazioni.
Ciononostante, il motore da 192 Cv è forte, la guida è solida, e mentre la parte posteriore si muove tediosamente, la Mini batte la Swift e la Fiesta come luogo in cui passare il tempo (un viaggio di dieci ore, andata e ritorno da Anglesey, per esempio). È un peccato che, visivamente e dinamicamente, sia solo una parodia delle prime Mini-Bmw – o delle versioni originali che correvano nei rally.

11° POSIZIONE: SEAT LEON CUPRA 290

Il nostro affetto per la Leon Cupra è venuto un po’ meno nel corso degli anni, dall’apice dell’eccezionalmente abile Ultimate Sub8, al fondo raggiunto dalla Cupra 300 che, un paio di anni fa, ha chiuso all’ultimo posto in un test di gruppo con Civic Type R e Focus RS. Dunque, dove si posiziona l’attuale Cupra 290 da 37.000 euro?

Il badge bronzo si allinea con il brand Cupra lanciato di recente, la Leon è un volto noto ma colpisce sempre tra crespature e linee modellate. Dentro sembra più datata, e offre solo un cambio DSG a sette rapporti. È un buon cambio, ma il mio pensiero iniziale è che Seat si sia unita in una sparatoria con un coltello.
In pista, non è come la immaginavamo. Come le due Golf, la Seat ha un sound del motore enfatizzato per sembrare cupo come quello di un’Audi Quattro. Indipendentemente da ciò, il motore da 290 Cv è buono, ricco di coppia e prende bene i giri, il DSG si dimostra lucido a salire e molto disponibile a scendere, così da scalare tardi e dentro la curva.
La miglior scoperta è che a questa Cupra piacciono le curve, entra morbida e gira acutamente verso il punto di corda, uscendo disegnando un arco preciso con la ruota interna. È efficace e divertente, anche se in uscita la ruota interna può iniziare a girare a vuoto, spostando l’auto fuori traiettoria. Complessivamente, è un’auto trasparente e agile, con limiti facilmente sfruttabili. Un peccato che se confrontata con le migliori la Cupra risulti alquanto piatta su strada, e che il DSG con il suo finto miagolio metallico non migliori il suo appeal.

Qui trovi la comparativa completa delle 14 hot hatch che abbiamo testato.

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