di Tommy Maino - 25 novembre 2019

La traiettoria

A volte si sottovaluta l’importanza delle traiettorie, non solo per migliorare il tempo sul giro, ma anche per andare forte in sicurezza

Questa volta vorrei parzialmente sconfinare dalla consueta “pillola”. Mi piacerebbe raccontarvi anche degli #EvoTT, per poi riallacciarmi al tema del mese: la traiettoria. Sono passate solo poche settimane dal track day di Balocco targato evo, ed i ricordi e le esperienze vissute sono ancora pulsanti. Vive, come le emozioni che ho avuto la fortuna di poter “regalare” a molti partecipanti, grazie ad una lunga serie di Hot Laps con una goduriosa Alpine A110.

Sin dal ritrovo del mattino, ho subito capito che sarebbe stata una giornata in pista da incorniciare. Vedervi così “carichi” ed affamati di cordoli, mi ha ricordato che la passione per la guida e le auto sportive è ancora viva e vegeta. Il mio grazie è per tutti i partecipanti, ma anche per Dunlop e Track4Fun, per aver reso tutto questo possibile. Detto ciò, vorrei velocemente riassumere per gli amici delle “pillole” non presenti, come si sono svolti i fatti. Tutto è partito con un briefing – non abbiate timore, puntuale ma non infinito -, dove oltre alle solite raccomandazioni sono stati elargiti anche dei preziosi consigli per affrontare al meglio l’evento.

Mentre passavamo dall’aula alla pista, ci siamo soffermati vicino alle auto snocciolando aneddoti sulla guida ed avventure vissute, sempre con la giusta dose di ironia e spensieratezza. Perché il vero spirito dei track days, quello giusto, è quello di un gruppo di amici che si ritrovano per vivere insieme la propria passione, senza lo stress e l’impegno di un weekend di gara. Ben “raccolti” nel sedile siamo pronti a lanciarci per la prima serie di Hot Laps, oppure, per gli altri partecipanti, per il primo run di giri. Sempre prestando particolare attenzione alle linee corrette, visto che le curve del tracciato Alfa si susseguono veloci ed assai differenti. Quasi dimenticavo: la scelta del percorso poteva ricadere anche sulle Langhe, un simil Ring nostrano. Sconfinando dalle cronache, e venendo alla “pillola”, vorrei soffermarmi un istante sulla traiettoria. In alcuni casi sconosciuta ed inventata di sana pianta, se errata può mettere in seria difficoltà, oltre che in termini cronometrici ne va dell’incolumità della nostra auto.

Facendo un breve passo indietro, la traiettoria non è altro che una linea immaginaria che disegniamo sull’asfalto tra una curva e l’altra. Come dico spesso anche nelle mie giornate di coaching individuali, mettere le ruote nei punti giusti è basilare, ci permette di essere veloci e minimizzare i rischi. Tornando a Balocco, ed al tracciato Alfa, è importante ritardare alcune linee, ossia scegliere un punto di corda che si trova dopo il centro della curva. Per farlo devo staccare profondo, posticipando appunto l’inserimento: in poche parole aspetto, senza cedere alla voglia di andare incontro alla curva.

Infatti, il segreto di questa manovra, è quello di penalizzare l’ingresso per agevolare l’uscita, a tutto beneficio del “crono” finale. Quando si è alle prese con le proprie passioni il tempo vola, e così dopo svariate ore passate tra i cordoli, è arrivato il momento dei saluti in quel di Balocco ma anche per questa “pillola”.

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