Abarth 695: al cuor non si comanda

Sottopelle non c’è niente di nuovo, ma come si fa a non innamorarsi di questo “mostriciattolo”?

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Al cuor non si comanda. Sarà anche un detto semplice e banale, ma ci sono alcuni oggetti che, senza alcuna motivazione logica, ti conquistano al primo sguardo, di cui inspiegabilmente e quasi inconsciamente ti innamori, spesso ancor prima di scoprine i dettagli. Ecco, uno di questi per me è proprio la 500 realizzata in 1.949 esemplari numerati per celebrare i 70 anni del marchio Abarth. Sì, lo so benissimo, non si chiama 500, o meglio, di fatto è una 500, ma l’hanno denominata 695 in memoria delle rombanti macchinette che negli anni ‘60 viaggiavano rigorosamente con il cofano posteriore sollevato e si riconoscevano a occhi chiusi per il suono scoppiettante che usciva dalla “marmittina” a doppia uscita.

Beh, capire che si tratti di una Abarth è comunque un gioco da ragazzi anche oggi per chi abbia un minimo di udito motoristico, perché le note che fuoriescono dai quattro terminali dello scarico “Record Monza” sono difficili da confondere con quelle di un qualsiasi altro 4 cilindri turbo regolarmente omologato per circolare su strada. Ma anche riconoscere dall’esterno questo oggetto del desiderio è altrettanto elementare, non fosse altro che per l’esclusiva colorazione “verde Monza 1958” con dettagli “grigio campovolo”, ma soprattutto per lo “spoiler ad assetto variabile” che profuma tanto di Delta Integrale Evoluzione.

Magari non sarà servito a niente, ma non appena sono riuscito a procurarmi una chiave “brugola” da 3 mm, l’ho subito regolato nella massima inclinazione possibile: 6°, a cui dovrebbe corrispondere un carico di 42 kg a 200 km/h. In realtà, aumentare il downforce mi interessa poco, più che altro la mia più grande libidine è rendere ancora più “cattivo” il look di una sportivetta che ha sempre il suo perché, anche se la razionalità, che per inciso in questo momento è relegata nella sfera più recondita del mio cervello, dovrebbe suggerirmi che in fin dei conti si tratta sempre della stessa minestra. Della solita Abarth, che nel corso degli anni è rimasta sostanzialmente invariata, compreso il cambio a 5 marce, che solo le city car più economiche montano ancora ai giorni nostri.

Così come non si può fare a meno di riscontrare per l’ennesima volta una posizione di guida in stile furgoncino della DHL, anche se la sgradevole sensazione di essere seduti troppo in alto è in parte mitigata dai favolosi sedili Sabelt Tricolore, che fasciano il corpo come un guanto.

All’avviamento, il by-pass allo scarico che resta per qualche istante aperto segna il primo accesso all’emisfero delle emozioni, che si vive ancora più profondamente e intensamente al primo affondo del gas, quando l’ago rosso del manometro del turbo schizza in un attimo verso il fine scala e il conseguente boost del turbo si riflette in un non indifferente schiacciamento del corpo contro lo schienale. Beh, io che sono un inguaribile cultore dei motori turbo vecchia maniera, confesso di essermi divertito più volte a scatenare l’effetto fionda che esplode intorno ai 2.000 giri solo per il gusto di godermi tutta la spinta di questo piccolo 4 cilindri, che diventa ancora più “maleducato” quando si preme il tasto Sport e la pressione di sovralimentazione raggiunge come se niente fosse 1,8 bar. Certo, dopo i 5.500 giri la progressione cala, ma lo scarso allungo viene ampiamente compensato da una spinta ai medi sconosciuta a qualsiasi aspirato di pari potenza e cilindrata.

Alla guida della 695, anche la più insignificante sconnessione dell strada viene trasmessa con trasparenza cristallina ai passeggeri, il passo corto e l’assetto rigido richiedono sempre concentrazione, perché “l’abarthina” sembra voler saltare da una parte all’altra della carreggiata, anche se in un mondo di auto sempre più facili, asettiche e tendenti alla perfezione, una guida così nervosa e caratterizzata da continue correzioni fa la differenza.

Anche se lo sterzo è ben lontano dalla precisione di un compasso e l’ESP non disattivabile non consente alla coda di muoversi provocando opportuni trasferimenti di carico. In compenso l’impianto frenante firmato Brembo non fa un plissé neanche quando si strapazza la 695 su una strada di montagna in discesa, il terreno di battaglia ideale di una macchina così agile e leggera. Insomma, pur non essendo una delle compatte sportive più efficaci, la 695 risulta sempre coinvolgente, riuscendo a strapparti un sorriso già all’avviamento del motore.

Fa sorridere meno il prezzo, perché sarà anche una versione a tiratura limitata, ma in fin dei conti la diversa colorazione e lo spoiler posteriore regolabile non giustificano 34.600 euro di listino, soprattutto partendo dai 28.200 euro della 595 Competizione, dalla quale la 70° Anniversario eredita tutti i contenuti tecnici. Ma l’avevo detto fin dall’inizio: al cuor non si comanda e per capire auto come queste bisogna esclusivamente farsi guidare dal sentimento, perché la ragione porterebbe inevitabilmente in tutt’altra direzione.

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DATI TECNICI

Motore4 cilindri, turbo, 1.368 cc

Potenza180 Cv @ 5.500 giri
Coppia 250 Nm @ 3.000 giri
Peso1.045 kg (5,8 kg/Cv)
0-100 km/h 6,7 sec
Velocità massima225 km/h (dichiarato)
Prezzo 34.600 euro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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