x

Sempre in contatto con la tua passione?

Iscriviti alla newsletter

Troppe elettriche e troppo in fretta

7 February 2018
Troppe elettriche e troppo in fretta
"La velocità con la quale compaiono nuove hypercar elettriche mi disgusta"

di Richard Meaden
Solo alcuni anni fa, noi, come qualunque altra rivista sul pianeta, eravamo ossessionati dalle Porsche 918 Spyder, McLaren P1 e Ferrari LaFerrari. E a ragione, perché la "Santa Trinità" delle hypercar era qualcosa di nuovo, grazie alle altissime performance ottenute attraverso intelligenti e complessi powertrain ibridi. Al tempo non lo capivamo, ma quelle auto sono state come il tappo dello champagne: dietro di loro, un fiume in piena di hypercar incredibili.

Troppe elettriche e troppo in fretta

Non includo la Bugatti Chiron. Non perché non sia valida, ma perché resta fedele ai metodi convenzionali – otto litri, sedici cilindri, quattro turbo e una quantità inaudita di benzina – per ottenere le sue fantastiche prestazioni. Così come la Veyron, è qualcos'altro rispetto alle rivali. Nel frattempo, l'aerodinamica ha raggiunto livelli da LMP1 e l'ibrido è diventato un elemento essenziale per aumentare le performance. Entrambe le Aston Martin Valkyrie e Mercedes-AMG Project One impiegano tecnologia ibrida – l'Aston assieme al nuovo V12 aspirato ad alto regime di rotazione, la AMG con una versione alternativa del suo V6 turbo di 1.6 litri da Formula 1.

Certo, mi rendo conto che siano vetture incredibili, ma mentirei se affermassi di esserne rimasto affascinato. Bisogna vedere se riusciranno a regalare una favolosa esperienza su strada (i loro creatori ce lo assicurano) e quanto accessibili saranno le loro prestazioni in circuito. E' la follia dell'epoca in cui viviamo, le cose cambiano prima ancora che una di queste fantastiche belve abbia mosso le ruote.

Troppe elettriche e troppo in fretta

Suppongo che l'avvento dell'hypercar 100% elettrica fosse inevitabile, ma la velocità alla quale nuovi modelli di questo tipo appaiono e le prestazioni che dichiarano mi disgusta. In parte perché si tratta di nomi sconosciuti – Vanda Dendrobium, ad esempio – ma, soprattutto, perché penso che la nobile supercar/hypercar sia stata in qualche modo infangata in nome di uno show tecnologico. Le supercar sono sempre servite a uno scopo: sono ammiraglie. E' eccitante quando si tratta di Ferrari, McLaren o Porsche. Ma queste sconosciute elettriche sono quasi un colpo basso alla mia naturale inclinazione di farmi catturare da veloci ed eccitanti vetture, tradita da qualcosa che non è reale. Un cavallo di Troia farcito di elettrodomestici.

Troppe elettriche e troppo in fretta

Fra gli emergenti, la croata Rimac Automobili è la più credibile e autentica e, secondo me, la più evo. Leader nelle batterie e nei motori elettrici, la sua Concept One offre una notevole dimostrazione dei frutti del grande lavoro che c'è dietro, un lavoro effettuato prevalentemente in-house. Ha costruito anche vetture per la Pikes Peak ed è stata recentemente nominata partner per la Aston Valkyrie. La stessa Concept One potrebbe essere la Tesla del mondo delle hypercar.

Troppe elettriche e troppo in fretta

Non sono così convinto invece dei progetti della Vanda Electrics di Singapore o della cinese NextEV. Un po' perché si basano parecchio su fornitori esterni – la prima con Williams Advanced Engineering e la seconda con RML – ma principalmente perché la Dendrobium e la Nio EP9 hanno poco o niente a che fare con ciò che le loro compagnie vogliono venderci. Sa tanto di tentativo di costruire il valore di un brand comprandolo con il libretto degli assegni: dai una vagonata di quattrini ad un progettista, commissioni una hypercar che non hai davvero intenzione di produrre in numeri significativi, ma ci appiccichi sopra il tuo nome nella speranza che generi un sacco di rumore fra i media a beneficio dei tuoi futuri veicoli elettrici molto più mainstream.

Questo non significa denigrare l'ambizione, l'impegno e l'esperienza insita in ciascuna di queste macchine. La Dendrobium sembra molto in alto mare, ma la Nio EP9 è molto avanzata, riprova ne sono i suoi tempi superveloci. Viaggia sui tempi della Porsche 918 al Nordschleife e gira al Circuit of The Americas con o senza pilota. Non sono sicuro che la tecnologia delle vetture autonome e le hypercars vadano a braccetto – che tipo di sogno stanno cercando di venderci? - ma, perlomeno, è un'ottima maniera di acchiappare i titoloni. O sviluppare tecnologia autonoma per elettriche tradizionali...

Solo il tempo ci dirà se queste hypercar a batteria saranno falsi e vuoti stunt pubblicitari o sinceri tentativi di mettere fine all'era delle supercar e hypercar a benzina che adoriamo. E' piuttosto inquietante, ma spero che sia la seconda. Altrimenti, che senso ha?

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sposta