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Pagani Huayra BC, roba da far impensierire la Ferrari LaFerrari

22 February 2016
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    La nostra redazione inglese ha guidato la nuova versione della Huayra, la BC. Più leggera, più potente e più veloce: riuscirà a far impallidire le hypercar supersoniche?

    Pagani huayra bc, roba da far impensierire la ferrari laferrari

    Senza ibrido e senza i 1.000 Cv ma la nuova Pagani Huayra BC è destinata a far preoccupare – almeno sul campo di battaglia, non per le vendite – mostri sacri come la Ferrari LaFerrari, Porsche 918 Spyder o McLaren P1. Con più potenza  e meno peso sale di qualche gradino rispetto al livello già stellare della Huayra “normale”. I nostri colleghi inglesi l’hanno già provata in occasione della trasferta in Sicilia per il primo shooting fotografico ufficiale. In Sicilia non a caso, visto che è il luogo natale di Benny Caiola cui l’auto è dedicata.

     

    Horacio Pagani dice di essersi ispirato alla Zonda R per affinare la sua Huayra e dar vita alla BC ma a differenza della variante affinata del suo primo modello questa resta completamente omologata per la circolazione stradale. Al momento in cui Jethro Bovingdon ha potuto metterci le mani l’auto era “finita al 60%”, con alcuni settaggi del controllo di stabilità Bosch da rivedere, alcuni dettagli del sistema di bordo da affinare e le nuove sospensioni Ohlins in arrivo per la settimana seguente. La prima impressione è di qualcosa di familiare ma come se di fondo ci fosse un nuovo obiettivo. La guida regolare e controllata resta  così come il suono sbuffante del V12 e l’abbondanza di coppia. Dallo scarico in titanio dal peso piuma esce un timbro più arrabbiato e, nonostante sia più da industria pesante che frenetico, il V12 ancora più affinato si esprime con una voce ancora più selvaggia rispetto a prima. C’è confort ma anche agilità, valorizzata da uno sterzo più rapido e da nuovi Pirelli PZero Corsa. Quando si infila nelle curve si sente tutta la leggerezza di cui è fatta che dà controllo e risposte immediate.

     

    Oltre agli aspetti dinamici, la Huayra BC è carica come ci si aspetta da una Pagani. Gli interni splendidamente lavorati, le meravigliose onde della fibra di carbonio sono ovunque, la vista attraverso quegli snellissimi specchietti retrovisori, quei flap aerodinamici posteriori che si aprono e chiudono più velocemente delle tue palpebre… Tutto ha il sapore dell’unicità ed è capace di inebriare. L’abitacolo è ancora un po’ stretto e se superi il metro e ottanta di altezza non è l’auto più confortevole per viaggiare sulle lunghe distanze.

     

    Come va la pagani huayra bc

    Quando si alza il ritmo, la BC continua ad impressionare. Il telaio restituisce un po’ di sottosterzo in ingresso ma nonostante le enormi dimensioni e la montagna di coppia a disposizione è un’auto facile da esplorare. Entrando un po’ più piano o con il piede quasi sollevato dall’acceleratore il sottosterzo se ne va quasi completamente. Poi torni a dare potenza e senti il posteriore che inizia a prendere vita, il bilanciamento in percorrenza è azzeccato. Se poi tieni giù il gas uscendo dalle curve il posteriore parte ma sempre sotto al controllo attento dell’elettronica. Spegnerla può essere troppo per le Pirelli quindi fatelo solamente se vi sentite pronti.

     

    Il cambio a 7 rapporti è veloce quando viaggi ad un buon ritmo mentre non è preciso come i doppia frizione alle basse velocità dove diventa un po’ rumoroso. Rispetto ai cambi moderni è molto più leggero ma secondo me si dovrebbe sacrificare qualche chilo in cambio di una maggiore precisione. Pagani ci sta lavorando da tempo ma probabilmente per la BC era troppo presto. Il motore offre tanta grinta ai bassi e medi ma agli alti giri non ritrovi quella cattiveria che ti aspetti in una hypercar e naturalmente c’è un po’ di turbo lag con cui ci si deve confrontare. Non che sia una cosa terribile ma in quest’era in cui i motori elettrici riempiono i “buchi” è qualcosa che si nota.

     

    Pagani non si lancia nella battaglia dei cavalli ma preferisce puntare sulla leggerezza e sull’esperienza di guida. Il risultato è avvincente ed unico, molto più sottile di quanto non sappia fare una Koenigsegg ma è minaccioso quanto basta e con un’atmosfera da grandi occasioni capace di mettere in ombra supermissili come P1 o 918 Spyder. Non offre la pulizia della Porsche né l’aderenza pura della McLaren ma c’è parecchio con cui divertirsi. L’unico difetto che mi sento di segnalare è che il motore non ti dà quell’estasi da formicolio alla nuca che provi su LaFerrari, 918 o anche sulla vecchia Zonda ed il cambio sembra una generazione indietro rispetto alla migliore concorrenza.

     

    Non finisce qui

    La prova completa sarà su evo di marzo quindi... ci vediamo in edicola! Intanto, non perdetevi la gallery con nuovi dettagli e un'ambientazione tutta italiana.

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