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Porsche: i numeri non sono tutto e la GT3 manuale esiste per questo

20 aprile 2017
di Davide Saporiti
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    "Non dobbiamo dimenticare il feeling, che è qualità, non quantità"

    "Quello che vogliamo ottenere è il feeling con l'auto. Vogliamo che il guidatore ci metta del suo" dice Andreas Preuninger parlando della nuova GT3 con cambio manuale al Salone di New York ai microfono di Motor Authority. "Ci interessano certamente anche i numeri, ma con determinati modelli e non con altri. Quest'auto deve infondere fiducia, devi poterla portare al limite in sicurezza. Con un set up di questo tipo, ottieni una vettura gratificante. Alcune auto possono essere guidate solo da piloti professionisti e non è quello che volevamo ottenere con la GT3".

    Preuninger non sta certo affermando che la nuova bestia di Stoccarda con 500 Cv e 460 Nm e meno di 4" per lo 0-100 km/h sia lenta, ma che quei numeri sono relativi, secondari rispetto al concetto fondamentale di coinvolgimento nell'esperienza di guida. "La GT3 non morde. Puoi darci dentro senza aspettarti risposte imprevedibili. Non è noiosa – il sottosterzo è inesistente – ma sa perdonare"

    La nuova GT3 sfrutta una recente tecnologia Porsche per il rivestimento delle pareti dei cilindri allo scopo di ridurre l'attrito. Preuninger non rivela dettagli su questo aspetto, definendo anch'esso secondario – ma il vero motivo è che tale tecnologia è parte del programma racing di Porsche. Una migliore aerodinamica – in particolare all'anteriore – consente un CX di 0.33 e un grande incremento della deportanza (+20%), un risultato ottenuto grazie alla nuova galleria del vento. La nuova aerodinamica collabora con il nuovo setup: "Puoi andar forte solo quando ricevi molte informazioni su quanto accadrà di lì a pochissimi secondi. Il nostro obbiettivo era ottenere un assetto che fornisse al pilota quante più informazioni possibili nel minor tempo possibile, in modo da reagire altrettanto velocemente".

    Lo stesso cambio manuale, chiesto a gran voce dagli appassionati, ha ovviamente un ruolo chiave. Il passaggio da PDK a manuale non è nemmeno così scontato: Preuninger giustifica il "ritardo" del manuale sul mercato con il fatto che sviluppare da subito una versione con la classica leva sarebbe stato troppo impegnativo, proprio per via del diverso set-up: la versione manuale ha infatti controlli elettronici, assetto e ABS tarati in modo diverso, anche per via del risparmio di peso dovuto all'assenza del PDK; il manuale a sei rapporti è lo stesso della 911 R, ma non vi sono altri elementi in comune, compreso il volano, che è un bimassa (quello sulla R è monomassa) e quindi un po' più confortevole. L'erogazione della coppia sulla GT3 manuale è meno violenta rispetto alla versione PDK, ma smussare quegli angoli per migliorare la connessione fra guidatore e vettura ha richiesto lunghe ore di lavoro. Lavoro nel quale Porsche ha investito volentieri, per ottenere grandi sorrisi che valgono più dei grandi numeri, come dice Preuninger: "Non puoi quantificare il feeling, che è qualità, non quantità"

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