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Nuovo vs Usato: Abarth 124 Spider vs Porsche Boxster (981)

20 ottobre 2017
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    E' l'eterno dilemma: comprare qualcosa di nuovo e splendente o spendere la stessa cifra per un'auto usata finalmente abbordabile?

    Quale sarà la scelta migliore, il nuovo o l'usato?

    Non molto tempo fa, scegliere fra una vettura nuova e una usata era semplicissimo. Vuoi stare tranquillo, avere il giocattolo più recente e quel buon profumo di nuovo? Facile. Vai in concessionaria, scegli qualche accessorio e aspetti il tuo nuovo mezzo. Vuoi fare l'affare? Ok, metti insieme la stessa cifra e ti butti su qualcosa di seconda mano un gradino più su quanto a performance e appeal. Ma di questi tempi le cose sono un po' meno semplici. I nuovi finanziamenti consentono di ottenere più facilmente quelle tanto agognate chiavi. Allo stesso tempo, l'usato approvato e l'affidabilità meccanica moderna ti evitano quello che una volta era un salto nel vuoto. Comunque la vediate, sono grandi notizie per noi, perché significa avere una scelta più ampia con meno compromessi.

    Abarth 124 Spider vs Porsche Boxster

    Giri la chiave e attendi quella frazione di secondo: whump-burrrrr. Ah, eccoti, vecchi amico mio. Il sei cilindri boxer aspirato si avvia in un attimo e si posiziona su un gorgogliante minimo da motore freddo. Sono tutto eccitato. Vi sentirete anche voi così, se deciderete di spendere circa 40.000 Euro per una Boxster 981 di seconda mano come questa, quel genere di felicità Zen che si fa strada fra gli alti e bassi della vita, lì sul vostro vialetto, tutte le mattine, che piova o splenda il sole. Una vera Porsche. Questa botta di sana adrenalina è uno dei principali motivi per cui facciamo tanti sacrifici. Quell'auto deve farti sorridere. E quel sorriso si contorce in una smorfia quando il quattro cilindri della 718 Boxster prende vita. Comunque, per il momento mi sto di nuovo innamorando della 981 e chiedendomi quale sia il senso di un confronto fra tale tedesca meraviglia e una Abarth che in realtà è una Fiat che in realtà è una Mazda. Ma abbiamo davanti una giornata interessante e vi posso dire che non finirà come immaginate.

    La Boxster ha dominato il mercato delle roadster fin dalla prima, la 986, apparsa nel 1996. Questo perché ha sempre rappresentato un buon mix di economia, sorprendente versatilità e quel badge con gli attributi che la rende sublime da guidare e davvero veloce. E' una sportiva che piace agli appassionati tanto quanto al resto della potenziale clientela e quasi nessun altro costruttore è riuscito in tale impresa. In quanto l'ultima delle Boxster aspirate, la 981 ha uno spazio tutto suo nel nostro cuore e il suo valore residuo riflette questo aspetto. Paradossalmente, una Boxster da 70.000 km vecchia di tre o cinque anni sembra costare troppo per quel che offre, ma è anche un'auto che ha conservato parecchio del suo valore iniziale. Guidare una Boxster significa innamorarsene, ma voglio appunto evitare di cascarci fin dall'inizio, perché so bene cosa succede e iniziare, invece, dalla piccola Abarth parcheggiata lì di fianco.

    Ci prova con marketing vecchio stile sfruttando il passato rallistico della 124 originale degli anni '70, ma il mio cinismo sta rapidamente scemando. Cofano e baule nero opaco? Colore "bianco Turini 1975"? I badge con lo Scorpione? Scarico "Record Monza"? Non ce la faccio. Resistere è inutile. Ma, tolti questi dettagli, la Abarth 124 Spider ha tutte le caratteristiche di un'auto progettata su un'altra. Da certe angolazioni è fantastica, da altre tutto il contrario. Dentro è una MX-5 e la sua carrozzeria dà l'assurda impressione che la sua anima Mazda possa emergere da un momento all'altro. Ma la piccola Abarth ha tutto il diritto di apparire strana e sto per scoprire perché. Vedete, lei sa qualcosa che le altre non sanno. Sa come colpire al ventre la Boxster, quel genere di colpo che non ti aspetti. E non parlo solo del motore, parlo del fatto che sa che cosa significa divertire. E' già chiaro che la 124 sa prendersi poco sul serio dal momento in cui metti in moto il 1.4 longitudinale. Il suo minimo è il gorgoglìo di una chiatta che manovra per attraccare. Questo non è un banale turbo a bassa pressione, è un bastardino dalla risposta sorprendentemente veloce e con poca inerzia, in particolare quando sei in modalità "Sport". A parte quel tastino, poi, la Abarth è felicemente priva di aggeggi elettronici; devi solo saltare dentro – in modo quasi letterale quando il tetto è giù – e guidare.

    Che si guidi più o meno come una MX-5 è una scoperta sorprendente quanto il Dieselgate, ma non è mica una brutta cosa. Ci sono meno rollio e beccheggio rispetto alla Mazda e, se il cambio si muove in modo altrettanto delizioso, il motore al quale è collegato ha un carattere completamente diverso. La Abarth chiede di essere guidata con il coltello fra i denti, ovunque. No, cancellate. Vi prega di farlo. Agita le braccia e urla come un mercante napoletano, supplicandovi di tirarle fuori fino all'ultima briciola di potenza che riesce a produrre. E' impossibile resistere a questa supplica in tipico stile italiano. Il rapporto coppia/peso (un picco di 250 Nm significa che hai circa 240 Nm per tonnellata) è il motivo principale. Solleva il muso della Abarth e la scaraventa in avanti ogni volta che glielo chiedi e con una immediatezza che la MX-5 non riesce ad eguagliare.

    Non è un'auto veloce relativamente agli standard moderni – lo 0-100 dichiarato è pari a 6.8" – ma raramente proviamo auto meno interessate ai numeri. I suoi 170 Cv sono così avvicinabili, così facili per godere delle performance della Spider. Quando l'ho portata a casa una calda sera d'estate sono arrivato in una nuvola di polvere di freni, sudore e mosche morte con un sorriso maligno stampato in faccia. Non andavo particolarmente forte, ma mi sono divertito come mai prima di allora. Improvvisamente, non guardo la Porsche con lo stesso desiderio. E c'è qualcosa che mi crea qualche dubbio – ho appena guardato in abitacolo. E' un PDK. 'Oh, dai, non cominciamo' vi sento dire. E no, non comincerò a parlare male della Porsche per via del suo eccellente doppia frizione (benché, nel profondo, una parte di me è furiosa per il fatto che non abbia il manuale). Il problema è il PDK senza i paddles. Con i tastini spingimi-tirami standard sul volante, che fanno entrambi la stessa cosa, manda essenzialmente il messaggio che quest'auto è stata pensata per un automatico. Che peccato.

    E l'altro difetto della 981: i rapporti semplicemente troppo lunghi. La seconda è buona per superare i limiti di velocità in autostrada, il che, su una "piccola" vettura, è ridicolo. Brutte notizie anche per il delizioso 2.7 litri da 270 Cv, ma un problema meno grave per il modello S con il 3.4 litri. Ci sono 280 Nm al regime relativamente alto di 4500 giri, il che significa faticare a tirare le marce. Di conseguenza, una strada guidata diventa un esercizio nell'uso del rapporto più appropriato, con la prima che diventa davvero necessaria nelle curve più strette. Una vettura manuale risolverebbe il problema della intuitività, ma non il problema fondamentale. C'è mica qualcuno che fa rapporti più corti per la 981? A parte questo, come sapete, la 981 offre una guida gloriosa, un handling splendidamente fluido ed equilibrato, sospensioni sempre sul pezzo, controlli uniformi e tarati come solo Porsche sa fare. Ciò nonostante, dopo aver provato la Abarth si rileva una certa distanza – un senso di passività nell'esperienza che svanisce solo al salire della velocità. Tutto è preciso e soddisfacente, ma l'omertà dello sterzo elettrico la rende una vettura più matura rispetto alla 987 ed è solo quando raggiungi gli alti regimi e spingi come si deve il telaio al limite che inizia un minimo di dialogo. E' anche un'auto sorprendentemente grossa, che ha bisogno di buona parte della corsia lungo le più piccole strade di campagna, mentre la minuta Abarth si muove più agilmente.

    Il rapporto della 124 con la strada è come quello di una mosca in balìa di una brezza tesa. Schizza via saltando sulle asperità invece di cascarci dentro, con uno sterzo veloce al punto che ogni input deve essere misurato per evitare di innervosirla – è davvero semplice infilare una serie di curve con una certa quantità di angolo, piuttosto che in un unico movimento fluido. La trazione, almeno sull'asciutto, è raramente un problema, ma lasciate che la coppia dica la sua in rotonda e assaggerete ben presto il divertente intervento del differenziale di serie.

    Certo la Boxster è un altro pianeta quanto a rifiniture, comfort sulle lunghe distanze, posizione di guida, strumentazione, eccetera. La Abarth soffre di volante non regolabile in profondità, cosicché tutti quelli più alti di 1.80 m devono adottare una posizione a braccia dritte come se fossero Stearling sulla 250F. Si poteva evitare. I sedili piuttosto alti, poi, mancano di supporto laterale. Michael Watkins, responsabile vendite da Cridfords, dove è in vendita la Boxster, vende circa sei 981 al mese e conferma che la sua forza è l'appeal che attrae non solo gli appassionati ma anche tutti coloro i quali cercano "una bella auto". Il tagliando si fa solo ogni due anni o 30.000 km.

    Personalmente, i miei sentimenti nei confronti della Boxster 981 non sono cambiati. E' un'auto fantastica – che avrei voluto possedere, magari con un allestimento diverso – e non riesco ad immaginare qualcuno che possa restare deluso. Ma una certa quantità di gente, qui ad evo, è innamorata di una curiosa, piccola roadster italiana la cui anima è decisamente più grande della sua cilindrata.

    Nuovo vs Usato: Abarth 124 Spider vs Porsche Boxster (981)

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