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Lucida follia: la cara, vecchia Renault Clio V6

3 agosto 2017
a cura della redazione
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    Questa Renault Sport a motore centrale è stata una delle automobili più particolari che evo abbia mai testato

    Se i primi modelli avevano una cattiva reputazione perché impegnativi al limite, nel tempo la Renault Clio V6 è stata rivista e corretta e le più recenti sono diventate più facili e gestibili. In ogni caso, di qualunque modello si tratti, la Clio V6 è fra le auto più interessanti che evo abbia mai provato.

    Apparsa per la prima volta nel numero 007 di evo UK, maggio 1999, la definimmo “la supercar più piccola del mondo”. Dopotutto, da quel motore di umili origini (quello della Renault Laguna) sapeva tirar fuori numeri importanti: nonostante avesse debuttato con 230 Cv in luogo degli oltre 250 previsti, con nuovi pistoni, un rapporto di compressione più elevato (11.4:1), volano alleggerito, limitatore spostato un po’ più in su e poi carreggiata e carrozzeria maggiorate, cerchi OZ da 17” e con pneumatici 205/50 e 235/45, sapeva il fatto suo. Meno interessanti gli interni, praticamente identici a quelli della Clio 172.

    Una brutta gatta da pelare

    Lucida follia: la cara, vecchia Renault Clio V6

    La prima Clio V6 rimase in commercio giusto un paio d’anni, per poi cedere il testimone alla Clio V6 da 255 Cv, non più realizzata da Tom Walkinshaw Racing ma sviluppata interamente da Renault Sport. Questa versione tentava di correggere i difetti della prima aggiungendo potenza, introducendo un passo più lungo (+23 mm) per una maggiore stabilità, una carreggiata anteriore maggiorata (+33 mm) e telaio riprogettato e irrigidito per gestire meglio la geometria delle sospensioni. Fu interpellata perfino Porsche per tirar fuori più carattere dal V6 della Laguna.

    Benché la V6 fosse ancora una brutta gatta da pelare sul bagnato, le modifiche ebbero effetto e sull’asciutto diventò una vera, piccola supercar, magari non particolarmente veloce rispetto a prima, ma, ad oggi, una delle auto migliori che Renault abbia mai concepito.

    Al volante

    Lucida follia: la cara, vecchia Renault Clio V6

    All’epoca, Richard Meaden si era goduto parecchio la colonna sonora del V6 della prima serie, che cominciava con un rombo ai bassi regimi e, passando attraverso medi muscolari e riverberati, culminava con un crescendo lirico agli alti regimi che non aveva mai sentito prima di allora. Meno affascinante era il pungiglione che scopriva nascosto nella coda nel momento in cui decideva di darci dentro in curva, quando l’inerzia tentava di sopraffarlo e il controllo richiedeva parecchia abilità e prontezza sul volante. Aveva scoperto che la Clio V6 era molto esigente, in particolare lungo i curvoni più veloci.

    John Simister, della Clio V6 seconda serie, apprezzò in modo particolare lo sterzo e la scomparsa del sottosterzo. Per non parlare del fatto che ora la V6 andava parecchio più veloce e trasmetteva molto meglio la connessione con l’asfalto e grippava decisamente di più; anche l’uscita cattiva da una curva in seconda marcia non metteva in crisi le Michelin e la fiducia aumentava di conseguenza. Perfino il peso, oltretutto ulteriormente aumentato con la seconda serie, era meno evidente, anche grazie ad un motore dalla risposta migliore.

    Quanto mi costi...

    Ma quanto costa oggi una Renault Clio V6? Una rapida occhiata agli annunci in Europa rivela che si parte da un minimo di 30.000 Euro (poco meno del costo da nuova) fino ad addirittura 75.000 Euro per gli esemplari meglio conservati.

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