x

Sempre in contatto con la tua passione?

Iscriviti alla newsletter

Lotus apre ai SUV, ma senza rinunciare alla sua vera natura

26 settembre 2017
di Davide Saporiti
Lotus apre ai SUV, ma senza rinunciare alla sua vera natura
Le parole che volevamo sentire. Geely sembra effettivamente muoversi come speravamo

Come saprete, lo Zhejiang Geely Group ha acquisito a giugno la maggioranza delle azioni Lotus dalla malese DRB-Hicom. Al di là delle stucchevoli considerazioni relative alla gestione cinese sorte in seguito al passaggio di consegne, noi ci basiamo su ciò che Geely ha fatto con Volvo e siamo molto positivi in merito al futuro di Lotus. Le ultime dichiarazioni dal pianeta Geely sembrano darci ragione.

"L'immagine del brand [Lotus] è ancora forte" dice Carl-Peter Forster, membro del Consiglio di Amministrazione e capo della londinese LEVC, anch'essa di proprietà di Geely, "la produzione è piccola, ma siamo tutti concordi sul fatto che ci siano buone possibilità di andare oltre le 1500-2000 unità/anno attuali". Ed ecco il punto: Forster cita una certa Porsche, in particolare in merito al lancio della Cayenne nel 2002. "Lotus potrebbe produrre qualunque tipo di automobile in qualunque volume di produzione senza tradire il proprio retaggio di produttore di vetture leggere e agili, come ha fatto un costruttore piuttosto famoso nel Sud della Germania, rinnovando il brand senza diluirlo".

La questione SUV Lotus era già aperta anni fa, come il CEO di Lotus Jean-Marc Gales aveva comunicato assieme ad altre anticipazioni sul futuro del marchio, ma sembra che poi il progetto sia stato messo in stand-by. Ma queste nuove dichiarazioni sembrano confermare che prima o poi un SUV Lotus sarà realtà e, in fondo, non ci vediamo nulla di male se non si va a toccare la vera anima del marchio di Hethel e, sinceramente, non vediamo perché i cinesi dovrebbero volervi rinunciare.


(fonte: Automotive News China. Rendering: Autocar)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags

Sposta