x

Sempre in contatto con la tua passione?

Iscriviti alla newsletter

La risposta è sempre quella: Mazda MX-5

7 luglio 2017
di Davide Saporiti
La risposta è sempre quella: Mazda MX-5
Un elogio alla piccola spiderina che continua a mietere successi. Non l'avete mai provata? Rimediate. Subito.

Facile credere che il divertimento sia proporzionale alla potenza. Che l'unico limite sia la disponibilità economica e che in cima alla scala del divertimento ci siano solo le supercar. Ma non è questo lo spirito di evo: col tempo inizi a capire che un buon telaio è più importante di una spinta poderosa, che uno sterzo comunicativo è essenziale come l'aria e che sentirsi a proprio agio davanti ad un volante non è una cosa così scontata.

I numeri non sono tutto. Provate quante più automobili sportive potete e ve ne renderete conto. Farsi risucchiare dal sedile sotto la spinta della coppia è certamente un'esperienza da vivere ed è impossibile non rimanere a bocca aperta quando l'orizzonte inonda l'abitacolo mentre oltrepassi i 350 km/h; ma sembra esistere un limite alla longevità di una favolosa esperienza, un limite apparentemente molto più basso del previsto, considerato ciò che la tecnologia automobilistica ci offre oggi. E c'è un'auto che sembra cavalcare quel limite con totale spensieratezza, noncurante del tempo che passa, dei cavalli che aumentano, della tecnologia che ammorba l'esperienza di guida.

Non serve molto per amarla: basta salirci. In tutte le sue forme e in tutte le sue versioni, è la sincerità fatta automobile. Un'auto da condurre con naturalezza, che sì è evoluta, ha imparato dai suoi errori e ora può permettersi di insegnare tante cose a colleghe ben più dotate.

Ecco due parole su come la pensa evo di quest'automobile che si chiama Mazda MX-5.

NA, tutto comincia da qui

La risposta è sempre quella: Mazda MX-5

La mancanza del servosterzo non è un problema una volta in movimento, ma il peso iniziale contrasta con le delicate risposte che ti aspetti da una piccola e leggera sportiva. Il volante è grande e la MX-5 NA impiega un po’ di tempo per trovare l’appoggio sulle molle, mentre il telaio flette leggermente. Ma è precisa. Non come una vettura moderna, ma ha il feedback sufficiente per “sentire” le ruote anteriori. Il posteriore scivola – più facilmente lungo una pista umida che su strada asciutta – ma l’equilibrio è tanto che puoi gestire molto velocemente la perdita di grip su entrambi gli assi sia di gas che di sterzo. E’ un’auto da guidare un po’ come una storica, senza forzature.

Ha una grande forza d’animo: il motore non è per nulla potente, ma è quasi masochistico nella ricerca dei giri; reagisce istantaneamente, borbottando dallo scarico e succhiando aria dall’aspirazione. La 1.8 è certamente più brillante della 1.6, ma anche quest’ultima ha il suo perché.

NB: stessa ricetta, con una rinfrescata

La risposta è sempre quella: Mazda MX-5

Le malelingue si lamenteranno del fatto che all’arrivo della MX-5 NB Mazda avesse cominciato a tagliare i costi, in particolar modo in merito alle plastiche. Inoltre, il sedile sembra montato leggermente troppo in alto. Ma anche la NB è un piacere da guidare: il Nardi in pelle con airbag è bello da impugnare, benché lo sterzo servoassistito sia un po’ strano, almeno all’inizio. L’assetto rimane prevedibile e l’ABS infonde sicurezza sul bagnato, ma senza rubare feedback al pedale del freno. E’ un’auto che conserva la malleabilità della prima generazione, con sottosterzo e sovrasterzo ben distinguibili e gestibili, un’ottima scuola per imparare la trazione posteriore.

NC, la controversa

La risposta è sempre quella: Mazda MX-5

Lo stesso non si può dire della terza generazione, la MX-5 NC, perlomeno al suo debutto nel 2005… Rispetto alle prime due generazioni, è evidente come sia in difficoltà nel comunicare e come il suo equilibrio nasconda alcuni tranelli. Quando, poi, si è trovata a confronto con mostri sacri come Clio RS Trophy, M3 CS e Seven CSR in occasione dell’ECOTY 2005… bé… non poteva che uscire per prima dalla competizione. Ma Mazda non ha mai smesso di cercare di migliorare la sua Miata e, quando è arrivato il restyling del 2009, alcune delle nostre critiche sono state zittite: era certamente più brillante e viva, con più grip, un miglior controllo del telaio e una migliore rigidità torsionale, tutte qualità che ispiravano fiducia, in particolare su pista umida. Certamente non comunicativa come le prime MX-5, offre però molto grip e invita a spingere; ci vuole quindi più velocità per sentire davvero il telaio, il che può essere un problema su strada – dipende da quanto siate predisposti a giocare con l’asse posteriore - ma, fra tutte, è la migliore per imparare a guidare in pista.

ND, un (favoloso) viaggio nel tempo

La risposta è sempre quella: Mazda MX-5

La MX-5 ND, in entrambe le versioni cabriolet ed RF, come sempre, non gradisce ospiti troppo alti e non dispone di motori particolarmente potenti. Ma siamo alla quarta generazione e dovremmo aver imparato che la Miata non è fatta per sfoggiare grandi potenze, ora come ai tempi della NA. Anche la ND mostra parecchio beccheggio e rollio e non gode di un telaio molto rigido, ma azionare quella piccola leva del cambio dagli innesti rapidi e secchi è una droga, mentre i piedi ballano il tip tap su freno e gas snocciolando punta-tacco uno dietro l'altro. Il muso potrebbe essere più comunicativo - non infonde la fiducia che desideri, specie alle alte velocità - e il posteriore può partire con meno preavviso del previsto nel caso in cui il piede resti per troppo tempo sul gas, ma la massa contenuta in poco più di 1000 kg garantisce una correzione veloce e indolore degli errori.

Così come la NA, la Mazda MX-5 ND è un'auto tutta da guidare che ti cuci addosso come un buon vestito su misura, pronto a portarla al limite. Il divertimento è di quelli sani, come i giochi di legno di una volta: richiede un investimento. E' un'esperienza che garantisce una gratificazione direttamente proporzionale all'immedesimazione che le concedi; devi lasciarla correre, staccare sempre più tardi, anticipare sempre più il ritorno sul gas, giocare con i trasferimenti di carico, con brevi correzioni del volante. E' una semplice, romantica guida vecchio stile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Tags

Sposta