x

Sempre in contatto con la tua passione?

Iscriviti alla newsletter

La Campagna della Lentezza comincia da qui

6 October 2017
La Campagna della Lentezza comincia da qui
Basta con questa corsa ai cavalli e con questa guerra a colpi di tachimetri. E' ora di ritrovare i veri valori

di Richard Meaden

Ormai sono anni che ci battiamo per il cambio manuale. Spesso criticati come fossimo dei luddisti. Non è così. Abbiamo semplicemente combattuto nella speranza che persone influenti ci ascoltassero e facessero quanto in loro potere perché potessimo rimanere connessi al processo della guida. Tutto sommato, sembra che qualcuno ci abbia ascoltato: Aston Martin, Porsche e Jaguar si sono dimostrate ammirevolmente dedite alla causa con vetture dotate di trasmissione manuale, benché sapessero che la maggior parte dei clienti avrebbero scelto di restare fedeli all'opzione dei due pedali. Certo il merito non è solo delle incessanti lamentele di evo, ma mentirei se dicessi che non provo soddisfazione nel vedere certe tipologie di auto in vendita, perché provano che gente come noi ha ancora voce in capitolo.

Perciò, ne approfitto per imbarcarmi in un'altra impresa: sfidare l'industria automobilistica sull'assunto che più è più e più veloce è meglio. Sono impazzito? Possibile, ma, avendo appena trascorso alcuni giorni con la nuova Audi RS6 Performance, non riesco proprio a vedere come si potrebbe andare oltre. Sì, so di apparire come un vecchietto, ma quella scatenata RS6 ha cristallizzato ciò che io e alcune altre persone delle quali condivido le opinioni sosteniamo da qualche tempo: semplicemente, non abbiamo bisogno di andare più forte di così. Ora, non sto dicendo che la RS6 Performance non sia una macchina incredibile – cinque comodissimi sedili e un enorme bagagliaio spinti da oltre seicento cavalli tenuti a bada dalla trazione integrale e da un velocissimo automatico ad otto rapporti. Va assurdamente forte, su qualunque strada e in ogni condizione meteorologica. Tutto quello che devi fare, metaforicamente parlando, è tirare il grilletto.

Non cito Audi per criticarla, sfruttando giusto un'auto da oltre 600 Cv come esempio dell'era in cui viviamo, caratterizzata dal paradosso di performance incredibili e incredibilmente accessibili, la società nei confronti della velocità, le fugaci opportunità di violare la legge, aspetti che rendono certe performance inutili. Non sono così ingenuo da pensare che tutti rispettiamo i limiti di velocità (quelli extraurbani). Ma quando la stragrande maggioranza delle vetture che testiamo a evo è in crado di raggiungere i 160 km/h da fermo in meno di 10" e quindi fiondarsi da, diciamo, 80 km/h fino a velocità che non scriverò in un battito di ciglia, qualunque cosa oltre poche furtive sgasate fino al limitatore ti può portare a velocità da titolo a caratteri cubitali sul giornale. Non sarebbe comunque un problema se queste stesse auto fossero in grado di darti qualcosa a velocità più basse, ma la verità è che, salvo rari casi, il piacere che ricavi dal guidarle è inversamente proporzionale al valore che attribuisci alla patente.

Al culmine della guerra fredda, quando i mucchi di armi nucleari raggiunsero livelli assurdi, l'Est e l'Ovest sarebbero stati in grado di distruggersi a vicenda innumerevoli volte. La chiamavamo MAD (Mutually Assured Destruction). Ho l'impressione che siamo giunti a un livello simile con le auto sportive, siano esse hot hatch o supercar. Che senso ha renderle sempre meno impegnative e sempre più veloci quando abbiamo già oltrepassato da una vita il punto in cui è possibile sfruttarle davvero su strada? Ok, una vettura come la Bugatti Chiron è l'Everest dell'ingegneria automobilistica. Questa mentalità del "ma c'è quella" andrebbe bene se alimentasse giusto il giochino dei multimilionari e dei collezionisti. Ma il problema è che siamo sulla stessa giostra.

Il desiderio di oltrepassare i limiti è un istinto base dell'essere umano perciò è comprensibile che gli ingegneri vogliano superarli, così come è pacifico che siamo complici. E' triste come la nostra relazione con l'industria automobilistica sia diventata simile a quella dei drogati e dei pusher. Sfido quindi un coraggioso costruttore a produrre un'auto ad alte prestazioni che sia più lenta delle precedenti e un illuminato cliente ad acquistarla.

Siamo davvero così idioti da pensare che la soddisfazione derivi solo dall'andare più forte? Il feeling e il divertimento. Questi dovrebbero essere gli obbiettivi. La Campagna della Lentezza comincia da qui.

La Campagna della Lentezza comincia da qui

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sposta