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Ford Puma, una piccola coupé sottovalutata

8 agosto 2017
di Davide Saporiti
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    Se ne sono sempre viste poche in giro. Un vero peccato, perché quel telaio avrebbe meritato più attenzione

    L'abito non fa il monaco

    Dovete sapere che lo zio di mia moglie ha un’officina Ford e ogni tanto mi capita di aiutarlo portandogli le auto dei clienti a revisionare. Così mi ritrovo al volante di una Ford Puma, l’unica che mi sia capitato di guidare nella vita; o meglio, ciò che restava di una Puma, perché la carrozzeria e gli interni erano stati rivisti secondo il tipico stile dei “ricer”, con vernice arancio a contrasto con un abbacinante blu elettrico, un curioso carro allegorico che si manovrava attraverso un dispositivo rettangolare che poco somigliava ad un volante e un pomello del cambio a forma di testa d’aquila; ma nemmeno queste a dir poco invasive modifiche avevano intaccato l’interazione con l’ottimo telaio.

    Piacere di guida

    L’avevo sempre sottovalutata la povera Puma. Grave errore. Perché lei sapeva cos'è il Brivido della Guida: sempre neutra e diretta, era dotata di uno sterzo seducente ed offriva una dinamica di marcia fluida e coinvolgente. Qualcuno sosteneva – e tutto sommato condivido – che fosse poco propensa a lavorare come si deve di ammortizzatori, ma la piccola Puma era l’ennesima dimostrazione che Ford sapeva (e sa) che cosa significa “piacere di guida”. E questo con la umile base della quarta serie della Fiesta, con le sole modifiche alle molle, più rigide, l’aggiunta di una barra antirollio, cerchi da 15” con pneumatici 195/50R15 e sterzo “adattivo” che riduceva l’intervento del servosterzo alle alte velocità.

    Ford Racing Puma

    Il merito delle qualità dinamiche della Puma risiede anche nel peso molto contenuto di circa 1040 kg a seconda dei modelli. Prodotta dal 1997 al 2002 e disponibile con cilindrate di 1.4, 1.6 e 1.7, non ha mai superato la potenza di 125 Cv della 1.7 top di gamma, salvo nel caso della – splendida e aggressiva - Puma Racing da 155 Cv, che però non è mai stata venduta nel nostro Paese; nemmeno questa un mostro di potenza, ma con lei l’handling aveva fatto un ulteriore step in avanti fino ad un livello davvero ragguardevole. Troppo costosa (in UK veniva quanto una Elise), venne prodotta giusto nel corso di poco più di un anno e non vendette nemmeno tutti i soli 500 esemplari previsti. Richard Meaden, nel lontano 2000, la trovò fluida e malleabile, disposta a comunicare e a concedere piccoli aggiustamenti di traiettoria in ingresso e in uscita, con un motore scattante, un’auto in grado di regalare un passo stupefacente che sfruttava il 100% della ben bilanciata potenza a disposizione. Fra l’altro, sembra che qualcuno in Italia ne abbia messo in vendita il prototipo (ma non ne abbiamo verificato l'autenticità).

    Quanto costa una Puma oggi?

    Viviamo in un’epoca di contraddizioni che però ha offre il vantaggio di scegliere fra ottime e veloci vetture moderne ed automobili non più giovani che hanno ancora molto da offrire. La piccola e coraggiosa Ford Puma è una di queste ultime e chiede soltanto fra i 500 e i 4000 Euro circa per mostrarvi di cosa è capace.

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